Rimani aggiornato sul mondo delle antichità

Iscrivendoti, accetti la politica sulla privacy. Annulla l'iscrizione in qualsiasi momento.

Barnebys

Barnebys HQ

Brahegatan 10
BOX 5038
114 37 Stockholm

Azienda

  • Chi siamo
  • Unisciti a Barnebys
  • I nostri Partner
  • Press
  • Carriera

Scopri di più

  • Barnepedia
  • Consigli
  • Case d'asta / Gallerie

Assistenza

  • FAQ
  • Termini di utilizzo
  • Informativa sui cookies e sulla privacy
  • Contatti
  • Barnebys Group AB
  • Barnebys.se
  • Barnebys.com
  • Barnebys.co.uk
  • Barnebys.de
  • Barnebys.fr
  • Barnebys.es
  • Barnebys.it
  • Barnebys.hk
  • Tutti i lotti
  • Categorie
  • Risultati d’asta
  • Magazine
  • Arte Antica
  • Arte, Pittura e Arti Grafiche
  • Arte Asiatica
  • Libri, Mappe & Manoscritti
  • Tappeti, Tappezzerie & Tessuti
  • Monete & Banconote
  • Arte Contemporanea
  • Etnografia
  • Moda & Vintage
  • Arte Folk
  • Mobili, Design & Specchi
  • Vetro & Cristallo
  • Gioielli & Gemme
  • Lampade
  • Medaglie, Armi & Armature
  • Altro
  • Musica & Strumenti Musicali
  • Nautica, Tecnica e Ottica
  • Fotografia
  • Ceramica & Porcellana
  • Filatelia & Francobolli
  • Sculture
  • Argento & Oro
  • Sport & Tempo Libero
  • Metalli
  • Giocattoli & Oggetti da Collezione
  • Veicoli
  • Orologi & Pendole
  • Vini & Liquori
  • Oggetti d’Arte
  • Tutti i lotti
  • Risultati d’asta
  • Magazine
  • Ottieni una valutazione
  • Piattaforma d’aste

Barnebys Magazine

Più recentiScelti dalla redazioneEsplora
Magazine/Pittura/Elisabeth Vigée Le Brun, la pittrice più amata dai nobili europei

Elisabeth Vigée Le Brun, la pittrice più amata dai nobili europei

Elisabeth Vigée Le Brun fu una ritrattista barocca di grande successo nel XVIII e XIX secolo. Amata dalle corti nobiliari europee, ritrasse spesso anche Maria Antonietta.

28 luglio 2020
Elisabeth Vigée Le Brun, "Autoritratto con cappello di paglia". 1782, olio su tela. Immagine: National Gallery di Londra tramite Wikimedia

Elisabeth Vigée Le Brun, "Autoritratto con cappello di paglia". 1782, olio su tela. Immagine: National Gallery di Londra tramite Wikimedia

Con la vendita da 7,2 milioni di dollari del ritratto di Muhammad Dervish Khan da Sotheby's il 30 gennaio 2019, Élisabeth Vigée Le Brun è diventata l'artista donna più cara al mondo, nella categoria dei Grandi Maestri. La pittrice del Barocco francese fu celebrata già in vita grazie alla sua attività ritrattistica, in grado di dare ai suoi soggetti un'aria di regale gentilezza che ne rifletteva l'aspetto umano.

Nata nel 1755 a Parigi, Elisabeth era figlia di una ritrattista, Louis, e Jeanne Vigée. Il padre trasmise la sua passione e le sue abilità alla figlia, che mostrava un talento precoce nella pittura. All'età di 19 anni fu accettata come membro dall'Academie de Saint-Luc, una corporazione di pittori parigini. Due anni dopo sposò Jean-Baptiste-Pierre Le Brun, parente di Charles Le Brun, il più importante pittore di corte sotto Luigi XIV. Jean-Baptiste-Pierre era un membro attivo dei circoli artistici parigini come pittore e commerciante, e la loro casa divenne una sorta di galleria d'arte, nella quale Vigée Le Brun avrebbe poi esposto le sue opere.

Leggi anche: Artemisia Gentileschi, tra arte, sofferenza e passione

Autoritratto con la figlia Julie, Élisabeth Vigée Le Brun, 1786, olio su tela. Foto via Wikimedia

La pittrice espose per la prima volta al Salon di Parigi nel 1787, la principale vetrina artistica che si teneva ogni anno al Louvre, e presentò un autoritratto con la figlia Julie. Quest'opera fu molto criticata, perché l'artista sorride mostrando i denti, azione considerata di poco decoro all'epoca. Nonostante questo, Élisabeth Vigée Le Brun espose in seguito al Salon ufficiale ben nove volte. La sua popolarità cresce tra i circoli più elitari di Parigi e nel 1783, la regina Maria Antonietta le commissiona il suo ritratto e quelli della famiglia reale francese.

Élisabeth Vigée Le Brun, ‘Marie Antoinette en chemise’, 1783, olio su tela. Foto via Wikimedia

Dei trenta ritratti che Élisabeth eseguì della Regina e della sua famiglia, uno causò un vero scandalo. Per il Salone di Parigi del 1783, la pittrice dipinse Maria Antonietta in un abito bianco in mussola mentre prende un fiore da un bouquet e osserva con calma lo spettatore. Questo ritratto informale della regina francese fu duramente condannato e, da quel momento in poi, Maria Antonietta fu raffigurata esclusivamente con abbigliamento da corte e su sfondi sontuosi.

Élisabeth Vigée Le Brun, "Marie Antoinette in Court Dress", 1778, olio su tela. Foto via Wikimedia

Attraverso il sostegno di Luigi XVI e Maria Antonietta, Vigée Le Brun fu accettata alla Royal Academy of Painting and Sculpture, solo 15 donne furono ammesse in tutta la storia dell'Accademia. Tuttavia, all'alba della Rivoluzione, le intellettuali femminili francesi furono screditate, e nel 1789, con l'incarcerazione della famiglia reale, Elisabetta decise di fuggire dalla Francia a causa della sua pericolosa vicinanza a Versailles.

Leggii anche: Un nuovo Rinascimento per i capolavori del passato?

Nei 12 anni successivi, Élisabeth viaggiò in tutta Europa con la figlia Julie, trascorrendo un periodo significativo in Italia, Austria, Inghilterra e Russia. La sua reputazione la precedette a causa della sua conoscenza con Maria Antonietta e fu accolta calorosamente in molte corti reali che le commissionavano opere d'arte.

Elisabeth Vigée Le Brun, La Baroness Anna Pitt come Hebe. 1792, olio su tela. Foto via Wikimedia

Durante questo periodo, le sue opere si avvicinarono molto al Neoclassicismo, utilizzando i suoi famosi soggetti come modelli per figure classiche greche e romane, raffigurando baronesse, principesse e imperatrici attraverso i loro equivalenti mitologici: Arianna (dea di Creta), Iris (dea dell'arcobaleno), Hebe (dea della giovinezza) e Flora (dea delle piante e dei fiori).

Elisabeth Vigée Le Brun, Lady Hamilton come Sibilla Cumana, 1792, olio su tela. Foto via Wikimedia

Il suo dipinto preferito era Lady Hamilton come Sibilla Cumana. Lady Hamilton, avvolta in un abito cremisi e con i capelli avvolti in un turbante gonfio, era nota come l'amante di Lord Nelson, uno dei principali ufficiali navali britannici nelle guerre napoleoniche. Fu il modello da cui creò la Sibilla Cumana, bella e potente profetessa romana canonizzata nell'Eneide di Virgilio.

Leggi anche: Elisabetta Sirani, la stella del barocco bolognese

Elisabeth-Louise Vigée-Le Brun, Maria Antonietta e i suoi figli, olio su tela. Foto: Palace of Versailles via Wikimedia

Le Brun tornò a vivere a Parigi nel 1802, ma continuò a recarsi nelle corti di tutta Europa, in particolare a Londra e in Svizzera, e godette di un successo continuo. Pubblicò numerosi ricordi e morì all'età di 86 anni, nel 1842. Nel 21° secolo, il suo lavoro venne celebrato con grandi retrospettive al Grand Palais di Parigi (2015-16) e al Met a New York (2016). Oggi, il suo corpus di opere, che comprende oltre 850 ritratti e paesaggi, si trova nei migliori musei del mondo, tra cui il Louvre, la National Gallery di Washington, l'Hermitage di San Pietroburgo.

Con il prezzo record di 7,2 milioni di dollari, la vendita di Portrait of Muhammad Dervish Khan riconosce Vigée Le Brun come artista incredibilmente abile nel catturare bellezza, grazia e autorità in correlazione a ideali Neoclassici, con la condizione di essere una donna indipendente e di successo in un campo a volte difficile per le artiste.

Scopri tutti gli articoli sul Magazine di Barnebys!

elisabeth vigée-lebrunnobilimaria antoniettabaroccoritratto

Vuoi conoscere tante curiosità sull'Arte?

Iscrivendoti, accetti la politica sulla privacy. Annulla l'iscrizione in qualsiasi momento.

Esplora articoli correlati

Michelangelo Buonarroti (1475 Caprese - 1564 Roma), Studio di un piede destro, studio preliminare per la Sibilla Libica sul soffitto della Cappella Sistina, disegno a gessetto rosso, firmato “Michelangelo Bona Roti”, 13,5 x 11,5 cm, prezzo stimato: 1.500.000-2.000.000 dollari. Foto © CHRISTIE'S IMAGES LTD. 2025
Disegno

Riemerge uno studio inedito di Michelangelo per la Cappella Sistina

Luigi Querena 1824 Venezia 1890), Il beato Doge Francesco Morosini lascia Venezia nel 1693 per combattere i Turchi nel Peloponneso, 1865, olio/tela. indistintamente firmato e datato, 132 x 190 cm. Foto © Dorotheum (dettaglio)
Pittura

Una Classic Week nel segno dell'arte italiana

Autoritratto come Santa Caterina d'Alessandria, 1615-17, National Gallery, Londra
Arte Antica

Artemisia Gentileschi, tra arte, sofferenza e passione

Porta la tua asta ai collezionisti di tutto il mondo!