Un dipinto non è un'immagine di un'esperienza; è un'esperienza.
Markus Yakovlevich Rothkowitz, noto con lo pseudonimo di Mark Rothko (Daugavpils, Lettonia, 25 settembre 1903 - New York, 25 febbraio 1970), è stato un pittore statunitense di origine ebraico-lettone, spesso classificato come espressionista astratto e considerato una delle figure di spicco di questo tipo di Espressionismo.
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Da bambino lasciò insieme alla famiglia il proprio paese natale, la Lettonia, per trasferirsi in America. Frequentò in seguito l'università di Yale, ma abbandonò gli studi per trasferirsi a New York e studiare con Max Weber. Sempre nella Grande Mela fondò, nel 1948, una scuola d'arte con William Baziotes, Robert Motherwell e Barnett Newman.

Alla fine degli anni Trenta sviluppò uno stile pittorico fatto di figure piatte, derivate dal linguaggio artistico primitivo, mentre intorno al 1945 avvicinò il suo stile alle tecniche e alle immagini del Surrealismo e, con il sostegno di Peggy Guggenheim, ebbe modo di allestire una personale alla galleria newyorchese Art of This Century.

Tra la fine degli anni Quaranta e l'inizio degli anni Cinquanta, Rothko sviluppò quello che viene definito il suo stile della maturità, concentrandosi sulle emozioni di base e riempiendo le proprie tele con pochi colori intensi e piccoli dettagli. In tal senso viene da molti considerato precursore dei pittori color field, come la famosa Helen Frankenthaler.
In questo periodo "maturo" Rothko dipinse i luminosi rettangoli colorati che ben conosciamo e che paiono stagliarsi sulla tela e allo stesso tempo sollevarsi al di sopra della sua superficie. Tali rettangoli fluttuanti dai contorni indistinti divennero in seguito il suo cavallo di battaglia e possono essere intesi come "drammi" volti a suscitare una risposta emotiva da parte di chi li osserva.
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Fisicamente e psicologicamente logorato da una vita segnata dalla depressione e dall'eccesso di alcol e fumo, Rothko si tolse la vita nel suo studio di New York il 25 febbraio del 1970.

Dopo la sua morte, tuttavia, non è stato decisamente dimenticato, ma ha anzi conquistato critica e pubblico fino ad entrare nell'Olimpo dell'Arte e divenendo negli anni 2000 uno degli artisti più costosi al mondo. Enorme il suo successo all'asta: l'anno scorso la sua No. 7 del 1951, opera più costosa della Collezione Macklowe da Sotheby's, ha raggiunto $ 82,4 milioni.
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Nel novembre 2005 Christie's di New York ha venduto Homage to Matisse per 22,416 milioni di dollari (18,672,528 euro), mentre White Center (Yellow, Pink and Lavender on Rose) è stato venduto da Sotheby's New York nel 2007 per la cifra record di 72,840 milioni di dollari (53,318,880 euro). Nel 2014 No. 6 (Violet, Green and Red) è stata acquistata dal magnate russo Dmitrij Rybolovlev per la scioccante cifra di 186 milioni di dollari.



