Da qualche parte oltre l’arcobaleno il cielo è azzurro e i sogni impossibili diventano realtà.
Chi non conosce la canzone Somewhere over the rainbow cantata dall’attrice Judy Garland nel film Il Mago di Oz? La Garland assurse al rango di icona gay e questa canzone in particolare divenne il simbolo dell’orgoglio omosessuale. I gay di tutto il mondo iniziarono a identificarsi non solo con la canzone, ma con la stessa Dorothy - la protagonista del film, che accetta persone molto diverse da lei e fa amicizia con un Leone Codardo, uno Spaventapasseri e un Uomo di Latta - e presero a definirsi "Friends of Dorothy".

Judy Garland morì a Londra a soli 47 anni il 22 giugno del 1969, pochi giorni prima degli Stonewall Riots (28 giugno 1969), i Moti di Stonewall, ovvero una serie di violenti scontri generatisi quando la polizia fece irruzione all’interno dello Stonewall Inn, noto ritrovo della comunità omosessuale di New York. Questo evento venne in seguito considerato un momento decisivo nella nascita del movimento di liberazione omosessuale in tutto il mondo. Per tale motivo il mese di giugno ha cominciato a essere definito Pride Month, Mese dell’Orgoglio LGBTQ+.
Sempre in questo mese, precisamente il 25 giugno del 1978, cominciò a sventolare durante la Gay Parade di San Francisco la Rainbow Flag (talvolta chiamata Freedom Flag), creata da Gilbert Baker, artista, attivista ed estimatore della canzone Somewhere over the rainbow. Originariamente la bandiera aveva otto colori, ognuno dei quali con un proprio significato (Sessualità, Vita, Salute, ecc.). Per motivi di prezzo e difficoltà nel reperimento di alcune delle tinte, i colori sono stati in seguito ridotti a sei.
Nel giugno del 2015 la bandiera originale a otto colori viene esposta nella galleria di design contemporaneo del MOMA (Museum of Modern Art) di New York, come simbolo di diversità e, soprattutto, amore.
Noi di Barnebys ci siamo divertiti a "creare" una Rainbow Flag artistica, formata dai colori di 6 dipinti famosi.

Il rosso è il primo colore della bandiera Rainbow (partendo dall'alto) e simboleggia la Vita. Per la nostra bandiera artistica abbiamo scelto quest'opera, intitolata Realismo pittorico di una campagnola in due dimensioni e più comunemente nota come Quadrato Rosso. Si tratta di un dipinto del 1915 di Kazimir Malevich, che consiste in un quadrilatero rosso su campo bianco. Secondo la critica d'arte del New York Times Grace Glueck, la "contadina" del titolo dell'opera è rappresentata nel colore rosso dei tradizionali dipinti di icone religiose russe.
Il russo Malevich fondò l'avanguardia artistica chiamata suprematismo, spiegandone il significato con queste parole: "Per suprematismo intendo la supremazia della sensibilità pura nell'arte. Dal punto di vista dei suprematisti le apparenze esteriori della natura non offrono alcun interesse; solo la sensibilità è essenziale. L'oggetto in sé non significa nulla. L'arte perviene col suprematismo all'espressione pura senza rappresentazione".

Il secondo colore della nostra bandiera è l'arancione, simboleggiante la Salute, la Guarigione. Il dipinto Flaming June (Giugno Fiammeggiante) di Frederic Leighton, che abbiamo scelto per accompagnare questo colore, fece scalpore per il contesto allusivamente erotico e viene oggi considerato uno dei simboli del movimento dei Preraffaelliti. L'anatomia michelangiolesca della florida figura di donna addormentata, avvolta in un arancione caldo e splendente come una giornata di giugno, conferisce all'immagine potenza, sensualità e un senso di rilassatezza allo stesso tempo.
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Il terzo colore, il giallo, sulla nostra immaginaria tela arcobalenata simboleggia la luce del sole. Per raffigurarla abbiamo scelto l'iconico oro utilizzato da Gustav Klimt nel capolavoro Il Bacio. Qui, un uomo e una donna si stringono in un luogo fuori dal tempo e dallo spazio, quasi sospeso sul Nulla. Sembra che non esista niente oltre i loro corpi abbracciati immersi in un'aura dorata. Klimt prese ispirazione per il giallo oro di questo e altri dipinti dai mosaici bizantini ammirati nella Basilica di San Vitale a Ravenna.
Sarebbero tantissimi i dettagli da notare in quest'opera, ma in questa sede ci soffermeremo solo su tre in particolare: la tela perfettamente quadrata (180 x 180 cm), usata per far risaltare ulteriormente la centralità dei due amanti; la ghirlanda di foglie d’edera fra i capelli dell'uomo, che richiama la mitologia greca di Dioniso e sembra associata all'ebbrezza dell'amore; le vesti degli amanti, con la tunica dell'uomo decorata prevalentemente da rettangoli bianchi e neri, e la veste della donna adornata di cerchi colorati, come a voler indicare che tali forme diverse si amalgamano e complementano in un unico abbraccio.

Per il colore verde (che simboleggia la Natura) della nostra bandiera artistica, prendiamo in prestito l'ampolloso vestito della donna ritratta nel noto Ritratto dei coniugi Arnolfini. Gli abiti in questo dipinto di Jan Van Eyck sono molto importanti: la loro ricchezza sottolinea l'allegoria dietro l'opera, ovvero l'ideale sociale del matrimonio portatore di prosperità. Il verde, in particolare, all'epoca simboleggiava la fertilità, qui suggerita anche dalla cintura alta, dalla mano sul grembo e dalla particolare curvatura del corpo della donna.

Il penultimo colore della bandiera Rainbow è il Blu, che simboleggia l'Armonia, la Serenità. Le stesse sensazioni che potrebbe scaturire questo dipinto di Vincent Van Gogh, realizzato nel 1888, quando l'artista si trovava ad Arles, una piccola città francese che si affaccia sul fiume Rodano. Il pittore olandese amava questa cittadina e spesso usciva di sera per cercare ispirazione. Da queste passeggiate notturne sono nati capolavori come questo e come il notissimo Terrazza del caffè la sera, Place du Forum, Arles.
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Il colore viola sulla Rainbow Flag simboleggia lo Spirito. L'ultimo dipinto che abbiamo scelto per la nostra bandiera artistica appartiene alla serie delle Ninfee di Claude Monet, un ciclo di circa 250 opere realizzate dal pittore impressionista. Monet era quasi ossessionato da questi affascinanti fiori acquatici e decise di catturarne la bellezza in vari momenti della giornata, nell'intento di carpire il trascorrere del Tempo, mutevole come i riflessi di luce su uno specchio d’acqua.
Ecco, il nostro arcobaleno artistico ora è completo. Immaginiamo che sia stato creato dalle lacrime di tutte le persone che, in un modo o nell'altro, hanno sofferto di qualche forma di discriminazione. Quelle lacrime, attraversate dal sole, hanno creato questo meraviglioso e coloratissimo gioco di luce.
Chiudiamo questo articolo un po' particolare come se fosse una sorta di composizione ad anello e torniamo alle parole della canzone Somewhere over the rainbow: da qualche parte, oltre l’arcobaleno, l'Arte è un cielo azzurro, e il sogno impossibile che noi speriamo possa un giorno diventare realtà è che nessuno venga mai più giudicato per la propria natura.










