Sin dai tempi antichi, l'Arte ha sempre pullulato di opere che hanno come protagonista il vino, o persone ritratte nell'atto di bere, tanto che è un'impresa ardua selezionare un numero molto limitato di dipinti su questo tema. Dal momento che l'Arte soggiace ai limiti delle opinioni soggettive, abbiamo deciso di stilare questa lista scegliendo lavori diversi fra loro, in termini di periodo storico di appartenenza e stile pittorico, partendo dall'immenso Caravaggio fino ad arrivare ai giorni nostri.
Caravaggio, Bacco, 1596

Iniziamo da un'opera realizzata da Caravaggio, che ritrae il dio del vino e dell'ebbrezza. Il Bacco qui ritratto ha un aspetto giovane, poco vestito e piacente; regge in mano un bicchiere e sembra offrirlo all'osservatore, quasi a volerlo invitare a unirsi alla bevuta e a lasciarsi andare ai piaceri della vita. Nella scena, in cui alcuni critici hanno individuato una qualità omoerotica, notiamo anche un cesto con della frutta: l'attenzione cade in particolare sulla melagrana aperta e sulla mela marcia, che l'artista sembra usare per ritrarre la vanitas della vita, in cui piacere e giovinezza sono fugaci.
Diego Velázquez (1599–1660), Il Trionfo di Bacco (I bevitori), 1628-1629 circa

Il dipinto di Diego Velázquez raffigura il dio del vino Bacco mentre, seduto su una botte e circondato da personaggi di diversa estrazione sociale, è intento a porre una corona d'edera sul capo di un devoto inginocchiato di fronte a lui. La pelle di Bacco è più chiara di quella degli altri soggetti, un particolare pittorico che lo fa spiccare in modo più evidente sulla tela. Una lettura in chiave barocca vede nell'opera un'allegoria della liberazione dell'uomo dalla schiavitù della vita quotidiana.
Edgar Degas (1834–1917), L'Assenzio, 1875-76 circa

L’assenzio, conosciuto anche con il titolo I bevitori di assenzio, ritrae gli avventori di un caffè parigino. La donna è quella che attira di più l'attenzione per la sua espressione triste e lo sguardo perso nel vuoto. La sua posa, con le spalle cadenti e il busto leggermente in avanti, suggerisce malinconia o addirittura depressione. L'assenzio era a quei tempi un liquore piuttosto diffuso, che fece sprofondare molte persone nell'alcolismo. Una curiosità: i personaggi ritratti nell'opera erano conoscenti di Degas e si arrabbiarono con lui perché ritenevano che la loro reputazione fosse rovinata da questa raffigurazione, tanto che il pittore fu costretto a dichiarare pubblicamente che i due non erano alcolisti.
James Ensor (1860–1949), Les Pochards (Gli Ubriaconi), 1883
Grande delineatore di interni malinconici, James Ensor sembra voler evocare la durezza della realtà sociale in quest'opera potente e realistica dallo stile cupo, realizzata quando aveva ventitré anni. Il grigiore dell'interno, i tratti rozzi dei due ubriachi, la loro posa e l'espressione abbattuta sembrano quasi in contrasto con quel bicchiere delicatamente dipinto e tristemente vuoto sul tavolo.
Peder Severin Krøyer (1851-1909), Hip, Hip, Hurrah!, 1888

L'opera Hip, Hip, Hurrah! del danese Krøyer mostra la "combriccola" dei pittori di Skagen, un gruppo di artisti scandinavi che formarono una comunità libera nello Jutland fra gli anni 1880 e i primi anni 1890. Il dipinto è realizzato nello stile tipico degli Skagen Painters, vicino agli impressionisti e naturalisti francesi. La situazione simposiaca e i giochi di luce della scena sembrano una vera e propria celebrazione della vita e invitano a brindare alla gioia della convivialità.
Henri de Toulouse-Lautrec (1864–1901), Gueule de bois (La bevitrice o Postumi di sbornia), 1888 circa

La posa scomposta, la testa appoggiata alla mano e lo sguardo perso nel vuoto di questo dipinto di Lautrec appartengono alla pittrice Suzanne Valadon, con la quale l'artista ebbe una relazione enigmatica e tormentata. In quest'opera, il pittore francese ha usato l'immagine di una donna al tavolo di un bar, davanti a una bottiglia di vino e un bicchiere quasi vuoto, per illustrare i disagi della società parigina di quei tempi.
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Vincent van Gogh (1853–1890), I Bevitori (o Le quattro età dell'uomo), 1890

Il dipinto post-impressionista di van Gogh, I bevitori, si basa su un'opera di Honoré Daumier ammirata dall'artista olandese mentre era ricoverato nella struttura psichiatrica di Saint-Paul a Saint-Rémy, vicino Arles. Noto anche con il titolo Le quattro età dell'uomo, il dipinto raffigura un bambino intento a bere un bicchiere di latte, un giovane che beve acqua e altre due figure con un bicchiere di vino. La tonalità verdastra della versione di van Gogh sembrerebbe essere un riferimento al colore dell'assenzio, bevanda alcolica di cui spesso il pittore abusava.
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Beryl Cook (1926–2008), Dolphin Bar, 1979
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Snobbata dalle grandi gallerie e dai critici d'arte, la britannica Beryl Cook ha invece appassionato molti non addetti ai lavori, che hanno visto ritratta nelle sue opere la realtà della società inglese con humour e schiettezza. In Dolphin Bar l'interno ritratto è quello di un chiassoso pub e, fra gli avventori, troviamo i suoi iconici personaggi, fisicamente un po' fuori dalla norma e caricaturali, ma allo stesso tempo molto ordinari.
Concludiamo qui la nostra piccola carrellata di dipinti "artistici e alcolici". Ci siamo presi la libertà di modificare e accorpare nel titolo di questo articolo In Arte Veritas due famosi motti in latino "In vino veritas" e "In scientia veritas, in arte honestas"; non sappiamo con certezza quanta verità possa esserci in un'opera d'arte, ma una cosa è sicura: ogni espressione artistica, in qualunque sua forma, è lo specchio dell'anima di chi la crea e ha la possibilità di suscitare emozioni in chi la osserva. E se è assolutamente vero che l'alcol va assunto con moderazione, "ubriacarsi" di Arte è invece una delle esperienze più appaganti e positive della vita.




