Bella, sfrontata, dall’anima randagia come i gatti che tanto amava e dai capelli “del colore del cognac”, Suzanne Valadon (1865-1938) era lei stessa una fenomenale opera d’arte. Nata con il nome di Marie-Clémentine Valadon a Bessines-sur-Gartempe, Haute-Vienne, in Francia, crebbe in povertà e si trasferì presto nel quartiere parigino di Montmartre con la madre, che non era sposata e dovette accettare ogni tipo di lavoro per poter sostenere se stessa e la figlia.

La stessa Valadon fece i lavori più svariati sin da giovanissima: sarta, fiorista, pasticcera, acrobata circense. A causa di una caduta dal trapezio nel corso di un'esibizione al circo, dovette abbandonare questa attività, ma nel frattempo aveva già cominciato a cimentarsi nel disegno, ritraendo in particolare animali, come cani, cavalli e gatti (che adorava).
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Dotata di una pelle di porcellana e di una bellezza sprezzante e magnetica, attirò presto l’attenzione di diversi artisti di cui divenne modella e, in alcuni casi, anche amante. Fu la modella, fra gli altri, anche dei famosissimi Pierre-Auguste Renoir e Henri de Toulouse-Lautrec. Quest’ultimo la ribattezzò scherzosamente Suzanne, facendo riferimento alla Susanna biblica del dipinto Susanna e i Vecchioni, nomignolo scelto per via del fatto che posava in particolare per pittori molto più vecchi di lei. Stando a stretto contatto con grandi artisti, la Valadon riuscì a carpire i segreti della pittura, raffinando la propria tecnica.
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Era considerata una donna ribelle, ambiziosa, sicura di sé, determinata e sprezzante delle regole imposte dalle convenzioni. Nel 1883, a soli 18 anni, rimase incinta e partorì quello che poi diventerà noto come Maurice Utrillo, noto artista specializzato in paesaggi urbani. Nel 1893 iniziò una relazione con l'eccentrico musicista Erik Satie. L’anno successivo, il 1894, fu molto importante per lei, perché divenne la prima donna ad essere ammessa alla Société Nationale des Beaux-Arts. Il primo a riconoscere il talento pittorico della Valadon fu Edgar Degas che divenne anche un suo grande amico.

Il matrimonio contratto nel 1896 con un agente di cambio finì tredici anni dopo, nel 1909, quando, all'età di 44 anni, la ribelle artista decise di lasciare il marito per un pittore di soli 23 anni, André Utter. La loro unione durò quasi 30 anni e fu anche immortalata in una nota opera di Valadon dal titolo Adamo ed Eva, nella quale i due personaggi biblici erano rappresentati proprio da lei e dal suo amato André.

Dopo una vita intensa, carica di passione per l’Arte e amori vissuti in modo profondo, Suzanne Valadon morì il 7 aprile del 1938 a 72 anni, lasciando una serie di dipinti che parlano della sua personalità forte e passionale in ogni tratto. L'artista non ha mai frequentato nessuna accademia e non ha mai confinato la propria espressione artistica all'interno di una specifica tradizione pittorica.

Oltre ad essere autodidatta, la Valadon era una perfezionista: lavorava anche parecchi anni su un dipinto, prima di decidersi ad esporlo. Nelle sue opere riprese temi del primitivismo di Gauguin, spunti da altri artisti come Toulouse-Lautrec e Edgar Degas e, più avanti, motivi del Fauvismo e del Cubismo. I suoi dipinti sono dotati di colori vibranti e di una forza compositiva notevole. È stata considerata trasgressiva in quanto donna che dipingeva il corpo femminile nudo. Ha dipinto anche molti autoritratti di nudo nel corso della sua carriera, l'ultimo dei quali mostrava senza falsi pudori il proprio corpo invecchiato.
La sua resistenza alle convenzioni accademiche e d'avanguardia e la sua rappresentazione del nudo femminile hanno suscitato interesse per il suo lavoro da parte di numerose artiste e storiche femministe, che hanno segnalato in lei una forma di ribellione ad alcune delle rappresentazioni dominanti della sessualità femminile nell'arte occidentale del primo Novecento.
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![Suzanne Valadon, La Joie de Vivre, olio su tela, 1911, 122.9 x 205.7 cm, Metropolitan Museum of Art [dettaglio]. Immagine di dominio pubblico](https://images.prismic.io/barnebys/8ba72b58-fa84-48e2-ada1-eb9452804416_COVER.jpg?auto=compress,format)



