Pierre-Auguste Renoir nacque il 25 febbraio 1841 a Limoges, in Francia. I suoi genitori, entrambi sarti, decisero di trasferirsi a Parigi quando Renoir aveva 3 anni. Andarono a vivere vicino al Louvre.
Come molti bambini della classe operaia, Renoir contribuiva al reddito familiare. Iniziò da giovanissimo, a 13 anni, un apprendistato come decoratore di porcellana: in breve si rivelò così talentuoso che presto gli vennero affidati compiti sempre più impegnativi. Il tempo trascorso nella fabbrica di porcellana si rivelerà nelle opere successive, con quei colori luminosi tipici dei suoi dipinti, in cui sembra esplodere la gioia di vivere.

In seguito alla chiusura della fabbrica, Renoir si dedicò alla decorazione di ventagli e tende da sole. All'età di vent'anni iniziò a studiare con il pittore Charles Gleyre e a prendere lezioni all'École des Beaux Arts. Tra i suoi compagni di classe c'erano Alfred Sisley, Claude Monet e Frédéric Bazille, con i quali sarebbe rimasto amico per la vita. Il talentuoso quartetto lavorò spesso insieme, condivise uno studio e si dedicò alla copia dei maestri al Louvre, ma soprattutto i quattro artisti iniziarono a seguire la tendenza dell'epoca, quella della pittura en-plein-air.
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Dopo aver completato la sua formazione, alcune opere di Renoir vennero incluse al Salon di Parigi. Nonostante questo, l'artista viveva in povertà e senza un reddito costante e non fu in grado di dedicarsi a una vita familiare ma ebbe comunque una relazione di sei anni con una delle sue modelle, Lise Tréhot. In quegli stessi anni, insieme a Monet, fondò quello che divenne un grande movimento artistico: l'Impressionismo. All'inizio del 1870 Édouard Manet si unì alla cerchia di Renoir, Monet e Sisley, e il gruppo sistemava spesso i cavalletti fianco a fianco, esercitandosi nel dipingere gli stessi motivi.

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Renoir entrò quindi in un periodo straordinariamente produttivo, durante il quale realizzò molti dei suoi dipinti più famosi trovando ispirazione nei luoghi di intrattenimento di Montmartre, come il Moulin de la Galette, così come la periferia di Parigi sulle rive della Senna, come la Maison Fournaise, dove dipinse La colazione dei canottieri (Le déjeuner des canotiers).

Queste opere illuminate dal sole irradiano un sentimento di joie de vivre, grazie anche alle scene popolate da amici e conoscenti del pittore, che, come lui, appartenevano all'ambiente creativo della capitale francese. Sebbene alcuni critici lo abbiano dichiarato "frivolo", lo scopo di Renoir era proprio quello di trasferire sulla tela cosa belle e positive: le sue scene allegre venivano realizzate durante i periodi estivi o primaverili, poiché Renoir era profondamente riluttante nel rappresentare le stagioni buie.

Anche le coppie danzanti sono un tema tipico delle sue opere, così come le eleganti signore della società parigina. Rappresentò questi soggetti in una varietà di attività tipiche della borghesia francese, come andare a teatro (La prima uscita, 1876-77). Renoir partecipò alle mostre degli impressionisti, sforzandosi però per far accettare i suoi lavori al Salon. Dopo aver finalmente ricevuto numerosi ordini di grandi dimensioni a metà degli anni 1870, la sua situazione finanziaria migliorò considerevolmente. Iniziò a ricevere così tante commissioni di ritratti che faticò a completarli.

Fu così che questo nuovo status finanziario diede a Renoir la libertà di essere selettivo riguardo alle sue commissioni, e nel 1881 viaggiò tra l'Italia e l'Algeria. Il suo soggiorno in Italia ebbe un impatto duraturo sulla sua arte, poiché iniziò ad interessarsi maggiormente ai dipinti antichi e si allontanò gradualmente dall'Impressionismo. Ispirato da Raffaello, le sue opere divennero più classiche e definite.
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Anche la vita privata di Renoir ebbe una svolta: nel 1885 nacque il suo primo figlio, Pierre, con la compagna Aline Charigot. La coppia si sposò nel 1890 e in seguito ebbe altri due figli, Jean e Claude. Stabilizzatosi a livello familiare, il suo stile tornò ad essere più delicato e morbido, come appare soprattutto nei ritratti di giovani donne intente a fare il bagno, la sua versione classica di nudo. Purtroppo, l'artrosi rese sempre più difficile il suo lavoro: per alleviare i dolori della malattia, nel 1907 si trasferì a Cagnes-sur-Mer.

L'ultima grande musa di Renoir fu la cugina di sua moglie, Gabrielle Renard, che era già diventata parte della famiglia a Parigi e lavorava per la famiglia come bambinaia. A Cagnes-sur-Mer gli fece da modella e lo aiutò legandogli i pennelli alle mani quando non fu più in grado di tenerli. Nel frattempo i suoi lavori iniziarono a ricevere grandi riconoscimenti in tutto il mondo: nel 1899 divenne cavaliere della Legione d'Onore, nel 1900 fu rappresentato all'Esposizione Universale di Parigi e nel 1910 gli venne dedicata una grande retrospettiva alla IX Biennale di Venezia.
Pierre-Auguste Renoir morì il 3 dicembre 1919 a Cagnes-sur-Mer. Lasciò ai suoi figli una grande eredità: il talento artistico. Pierre divenne attore, Jean regista e Claude ceramista. Oggi, i dipinti di Renoir sono esposti nei più importanti musei del mondo e raggiungono prezzi da record in asta, dimostrando come il pubblico non abbia mai smesso di amare le sue tele spensierate.
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