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Magazine/Pittura/Come il Cubismo ha cambiato il mondo

Come il Cubismo ha cambiato il mondo

Forse vi sorprenderà, ma durante i loro primi esperimenti, i Cubisti non facevano esattamente arte astratta: stavano invece cercando di raggiungere l’iperrealismo, attraverso una democrazia pittorica a quattro dimensioni.

21 maggio 2020
Pablo Picasso, ‘Femme Assise’ [dettaglio], 1909, olio su tela, 81 cm x 65 cm. Foto: Sotheby’s

Pablo Picasso, ‘Femme Assise’ [dettaglio], 1909, olio su tela, 81 cm x 65 cm. Foto: Sotheby’s

Il Cubismo nasce dall’idea che l’arte, per quanto fotorealistica sia, non riesca mai a rappresentare la vita nella sua verità più profonda. Le persone infatti non percepiscono il mondo solo attraverso le tre dimensioni di lunghezza, area e volume: la realtà viene sperimentata principalmente nella sua quarta dimensione - il tempo.

Il Cubismo segna la nascita di un nuovo linguaggio pittorico

Nel 1907, Picasso diventa il primo artista a tentare un approccio davvero realistico che includa tutte e  quattro le dimensioni con il dipinto Le Damigelle d'Avignone. Raffigurante cinque soggetti femminili nudi, questo dipinto è molto meno “Cubista” dei lavori di Picasso che seguiranno; eppure nonostante questo include i quattro elementi essenziali che finiranno per definire lo stile del movimento: l’appiattimento della figura, a riduzione del soggetto a forme geometriche, la palette di colore limitata, e, soprattutto, un soggetto visto e rappresentato simultaneamente da prospettive multiple, sotto una luce diversa. è in questo modo che viene raffigurata l’inafferrabilità dello scorrere del tempo.

Leggi anche: Claude Monet, il padre dell'Impressionismo

Paul Cézanne, ‘Quarry Bibémus’, 1898-1900, Museum Folkwang, Essen, Germania. Foto: Wiki Commons

Le radici del Cubismo

Nonostante Picasso venga giustamente considerato l’inventore del Cubismo, non ha iniziato da solo. è infatti documentata la lunga e stretta collaborazione con Georges Braque, altro artista che ha dato un grande apporto al movimento sin dalla sua nascita.

A dire il vero, nessuno dei due può prendersi il merito in toto: Picasso e Braque sono stati ispirati dai post-impressionisti, che per primi scorporarono gli elementi artistici con il tentativo di analizzarne le singole funzioni estetiche.

Leggi anche: L’Impressionismo, tra luce e ombra

Georges Seurat e Paul Signac inventarono il Puntinismo nel 1886: i due comprovarono che, piuttosto che mischiare i colori prima del tempo, avrebbero potuto ottenere una maggiore luminosità piazzando sulla tela dei punti di colore puro uno vicino all’altro, permettendogli così di fondersi “nell’occhio” dello spettatore piuttosto che sulla tela stessa. Nello stesso periodo, Paul Cézanne stava abbandonando il concetto di profondità, appiattendo i suoi dipinti e rimuovendone l’idea di sfondo e primo piano. Ancora, negli ultimi lavori di Cézanne ogni elemento è tanto importante quanto ogni altro, tanto che molti di essi raffigurano pure forme geometriche semplificate.

Georges Braque, ‘Guitare et journal: STAL’ (recto); ‘Femme à la mandoline’ (verso), 1913, 29 cm x 42.8 cm. Foto: Christie’s

Picasso e Braque adattarono queste scoperte e le fecero proprie, riducendo i colori, le forme e gli spazi alla loro essenza più pura. In dipinti come Violino e Candeliere (1910) di Braque e Ma Jolie (1911) di Picasso, i soggetti sono dipinti da differenti punti di vista con una luce variabile: ogni componente pittorica ha la stessa importanza. I singoli elementi non sono mescolati in un’immagine coesa, ma vengono invece accostati sulla tela in modo che siano fusi “nella mente” dello spettatore.

See also: Fernand Léger: Art in Full Swing

Georges Braque, ‘Le Guéridon’, 1911, olio su tela, 41 cm x 32.9 cm. Foto: Crhistie’s

L’ascesa del Cubismo Sintetico

La parola Cubismo fu coniata quando il critico d’arte Louis Vauxcelles sbeffeggiò quel che Picasso e Braque stavano facendo, tanto da arrivare ad affermare che i loro dipinti erano pieni di “piccoli cubi”. La frase prese piede, e molti altri pittori ne abbracciarono lo spirito e lo fecero proprio. Nel 1911, c’erano tanti artisti Cubisti che venne la prima mostra del movimento presso il Salon des Indépendants di Parigi. Tra gli altri, includeva lavori di Albert Gleizes, Jean Metzinger, Marie Laurencin e Robert e Sonia Delaunay. Ironicamente però  gli inventori del Cubismo, Picasso e Braque, non vi parteciparono: si erano già mossi verso il loro esperimento successivo - la sintesi.

Leggi anche: Juan Gris, il vero cubista

Robert Delaunay, ‘Tour Eiffel’, 1926, olio su tela, 196 cm x 114 cm. Foto: Christie’s

Il nuovo obiettivo era quello di raggiungere un livello di realtà ancora più alto attraverso la fusione tra arte ed elementi del mondo fisico. Fu Braque a fare il primo tentativo, includendo un testo pubblicitario nel suo dipinto La Portoghese (1911). Estrapolato dal suo contesto, il testo fu messo sullo stesso piano delle parti restanti dell’opera: le parole presero la funzione di simboli astratti, slegati dal loro vero significato. Picasso fece un passo avanti con Natura morta con sedia impagliata (1912), raffigurante la tipica scena di un caffè - cibo, bevande ed un quotidiano sul tavolo. In aggiunta al tradizionale immaginario cubista, incluse anche un pezzo di una vera sedia incollato sulla superficie - facendo della tela un collage.

Salon d'Automne, Salle XI, Grand Palais des Champs-Élysées, Paris, 1 ottobre - 8 novembre 1912. Foto: Wiki Commons

Braque alzò ancora di più l’asticella, aggiungendo sabbia alla sua pittura per ottenere delle texture ancora più realistiche. E l’esperimento andò avanti, tanto che col tempo i primi giorni del Cubismo passarono alla storia come Cubismo analitico, poiché il lavoro era incentrato su idee tradizionalmente accademiche. Quest’ultimo periodo invece venne conosciuto come Cubismo sintetico: come dice la definizione stessa, sintetizzava elementi del mondo reale nell’illusorietà delle arti plastiche.

L’Eredità del Cubismo

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, sia Picasso che Braque abbandonarono completamente il Cubismo, reintroducendo la figura nel loro lavoro e continuando a ricercare nuovi stili.

Leggi anche: Salvador Dalí. Surrealismo, arte e rock'n'roll

Ma ormai il Cubismo aveva già innescato una rivoluzione estetica globale, influenzando il lavoro successivo di molti altri colleghi, da Marcel Duchamp a Piet Mondrian fino a Georgia O’Keefe e Jackson Pollock. Le loro tecniche ed idee sono riscontrabili nella miriade dei movimenti artistici che sono seguiti, inclusi il Dadaismo, il Surrealismo, l’Assemblage e la Pop Art.

Piet Mondrian, ‘Composition No. III, with Red, Blue, Yellow, and Black’, 1929, olio su tela in cornice dipinta dall'artista, 50 cm x 50.2 cm. Foto: Christie’s

Ironico come il Cubismo sia così spesso considerato come il primo movimento artistico astratto, se pensiamo che era in realtà un tentativo di Iperrealismo. Il più grande paradosso è forse che nel tempo divenne il principale motore dell’evoluzione dell’astrattismo, dando l’ispirazione a molti artisti e ai loro spettatori a riformulare il processo di creazione artistica in termini concettuali.

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