1. Fu amico di Amedeo Modigliani, che nel 1914 realizzò un suo ritratto
Nato nel 1886 a Guanajuato, Diego María de la Concepción Juan Nepomuceno Estanislao de la Rivera y Barrientos Acosta y Rodríguez si avvicinò all’arte da giovanissimo. Grazie a una borsa di studio, nel 1907 partì per l’Europa alla scoperta dell’arte spagnola, francese e italiana. Frequentò i circoli artistici parigini, dove venne in contatto con i tanti artisti che all’epoca stavano gettando le basi dell’arte moderna europea, tra cubismo, fauvismo e futurismo: le sue amicizie con Pablo Picasso e Amedeo Modigliani ebbero una forte influenza sulla sua arte e sulla sua ricerca.

Modì realizzò all’epoca diversi ritratti dei suoi compagni di avventure artistiche, tra i quali diverse opere dedicate a Diego Rivera. Uno dei ritratti più famosi è oggi parte di una collezione privata francese mentre un’altra versione si trova al Museo d'arte di San Paolo in Brasile.
2. Raccontò la storia del Messico in un Murale
Tra il 1929 e il 1935, Diego Rivera affrescò la parete delle scale del Palazzo Nazionale di Città del Messico con uno dei suoi murali più famosi: Epopea del Popolo Messicano, in cui raffigurò la storia del suo paese dai tempi antichi sino al presente, descrivendo le numerose lotte del popolo messicano contro dittatori ed egemonie di altre nazioni. A partire dall’epoca precolombiana, Rivera rappresentò le vicende della conquista spagnola del 1519, la rivoluzione del 1919 per poi giungere alla prosperità dei tempi moderni.

Grande esempio di arte pubblica, l’opera al Palazzo Nazionale fu parte di quel programma di arte pubblica finanziata dal governo messicano nel periodo post rivoluzione, con la funzione di veicolare messaggi sociali e politici che promuovessero il nuovo governo e la fine della dittatura. Oltre a promuovere la rivoluzione, Rivera sottolineò nei suoi dipinti il ricco patrimonio culturale dei nativi americani e la grandezza della civiltà messicana prima della conquista spagnola: attraverso le sue pitture murali cercò quindi di dare luce alla vera cultura e arte messicana.
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3. Fu Frida a fare il primo passo

“Ho avuto due gravi incidenti nella mia vita. Il primo fu quando un tram mi mise al tappeto, l’altro fu Diego.”: questa celebre frase di Frida Kahlo racconta molto della sua storia d’amore con Rivera, una relazione appassionata ma anche molto dolorosa. Tra i due scorrevano 20 anni di differenza d’età ma fu amore a prima vista quando nel 1928, Frida, all’epoca artista alle prime armi in seguito all’incidente che la costrinse a letto per quasi due anni, decise di sottoporre all’allora celebre artista Diego Rivera i suoi autoritratti.
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I due si erano in realtà già incontrati anni prima, nel 1922, quando lui stava realizzando un murale nella scuola superiore in cui Frida studiava. Una fonte raccontò che già in quel momento, Kahlo confessò ad un amico che un giorno sarebbe stata la madre dei figli di Diego. Nel 1929, i due si sposarono.
Ho capito che la cosa più bella della mia vita è stata il mio amore per Frida
4. Ebbe molte relazioni extraconiugali, tra cui quella con la sorella della moglie Frida
Sebbene il loro sia stato un amore folle, la loro storia fu travagliata e contraddistinta da numerosi tradimenti da parte di entrambi. Il più doloroso per Frida fu quello con la sorella di lei, Cristina, che portò al divorzio tra i due. Nemmeno questo doppio tradimento riuscì però ad arrestare il loro folle amore: i due si risposarono a San Francisco nel 1940. Da parte sua, Frida annovera tra i suoi (e le sue) amanti alcuni nomi famosi, tra cui Lev Trockij, politico e rivoluzionario russo e la fotografa Tina Modotti.

5. Incluse un ritratto di Lenin nel suo murale al Rockefeller Center, simbolo del capitalismo sulla Fifth Avenue a New York
Nel 1930, Frida e Diego partirono per San Francisco, dove Rivera era stato incaricato della realizzazione di alcune opere murali per il club privato Stock Exchange Luncheon Club e per l’Università della California. Iniziano così gli anni americani della coppia, ricchi di stimoli, fama ma anche alcune divergenze di coppia e artistica.

Dopo aver realizzato i Detroit Industry Murals per Ford Motor Company, Rivera viene chiamato dalla famiglia Rockefeller per affrescare l’atrio di uno degli edifici più capitalisti della storia, l’RCA Building al Rockefeller Center sulla Quinta Strada. Diego creò quindi il murale della controversia, El Hombre in cruce de caminos (L'uomo controllore dell'universo) che avrebbe dovuto mostrare i contrasti tra capitalismo e comunismo. Quando Rivera incluse però il ritratto di Lenin nel dipinto murale, Nelson Rockefeller lo intimò di rimuoverlo poiché+ la presenza del leader sovietico risultava offensiva per la sua famiglia.
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Diego rifiutò e il murale venne distrutto poco prima dell’inaugurazione ufficiale. I due rimasero comunque in buoni rapporti, tanto che Rockefeller acquistò in seguito diverse opere di Rivera. Dal canto suo, Diego, che aveva capito il destino della sua opera, chiese alla fotografa Lucienne Bloch di scattare alcune foto al murale prima della distruzione e lo ricreò poi al Palacio de Bellas Artes di Città del Messico.
6. Illustrò la raccolta di poesie “Canto General” di Pablo Neruda
L’edizione originale di "Canto General", decima raccolta poetica di Pablo Neruda pubblicata nel 1950 ma iniziata a partire dal 1938, includeva diverse illustrazioni di Diego Rivera e David Alfaro Siqueiros. "Canto General", in 15 sezioni, 231 poesie e oltre 15.000 versi, aveva l’ambizione di raccontare la storia di tutta l’America Latina.

7. Dopo la morte di Frida, si risposò per la quarta volta
"Spero che l'uscita sia gioiosa e spero di non tornare mai più": così scriveva Frida nel suo diario, poco prima di morire per embolia polmonare nel 1954, a 47 anni. Diego, dal canto suo, dichiarò, un anno dopo: “Ho capito che la cosa più bella della mia vita è stata il mio amore per Frida”. Lo stesso anno sposò, nel mese di luglio, Emma Hurtado, che era stata la sua agente fin dal 1946. Diego Rivera morì nel 1957, ma trascorse gli ultimi anni della sua vita a promuovere l’arte di Frida.
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