Ho amato, ho vissuto, ho peregrinato attraverso il mondo, ma mai ho raggiunto ciò che cercavo. Ho illuso e sono stata illusa.
Bella, anticonformista, ribelle e dall'animo tormentato. L'Imperatrice Elisabetta d'Austria, da molti chiamata affettuosamente Sissi, era un personaggio decisamente più inquieto di quello reso famoso dall'attrice Romy Schneider negli anni Cinquanta.
La vera natura dell'Imperatrice trapela dal diario poetico ritrovato molti anni dopo la sua morte. Sissi amava la Poesia, aveva una predilezione per Heinrich Heine, poeta tedesco dall'animo sovversivo, e componeva liriche lei stessa. Le sue confessioni poetiche erano a volte provocatorie e sparavano a zero contro le rigide convenzioni di corte, alle quali la giovane regnante non si abituò mai. Per suo stesso volere, i suoi versi sono rimasti nascosti al mondo per vari anni dopo il suo assassinio. Elisabetta, infatti, aveva dato disposizioni affinché fossero divulgati non prima di 60 anni dopo la sua morte, in modo che potessero essere letti (e compresi) solo dalle “anime del futuro”.
Clicca qui per ascoltare la versione audio di questo articolo
Si conserveranno per generazioni/al sicuro da chi adesso non li può capire;/anni pieni di vicissitudini ci vorranno,/soltanto dopo, questi canti fioriranno.
Quello che si legge in una delle sue poesie suona quasi come una premonizione: Sissi aveva previsto che i suoi scritti sarebbero stati resi noti solo dopo "anni pieni di vicissitudini". E in effetti si verificarono ben due guerre mondiali dopo la sua morte e prima che il diario poetico venisse portato alla luce.

Nata in Baviera il giorno della vigilia di Natale del 1837, Elisabetta era la quarta dei dieci figli del duca Massimiliano e di Ludovica di Baviera. Crebbe fra il palazzo di famiglia a Monaco e la residenza estiva del castello di Possenhofen. Qui, la piccola duchessa visse i momenti più spensierati, con semplicità e con lo spirito libero che la caratterizzò per tutta la vita. Molto amante della natura, passava il tempo a nuotare, a fare lunghe passeggiate insieme al suo cagnolino e, soprattutto, ad andare a cavallo, eseguendo persino pericolose acrobazie in sella al proprio destriero.
Abituata a tanta libertà e a un'educazione informale, Elisabetta si sentì soffocare dalle regole della vita di corte asburgica, quando sposò l'imperatore d'Austria Francesco Giuseppe, nel 1854. I rigidi protocolli che le venivano imposti, in particolar modo dalla glaciale suocera, l'Arciduchessa Sofia, le fecero subito odiare il suo nuovo ruolo.

Insofferente all'etichetta di corte, Sissi amava spesso allontanarsi dall'ambiente aristocratico che la circondava e per questo viaggiò molto nel corso della propria vita, visitando numerosi Paesi e innamorandosi in particolare dell'isola di Corfu. Grande cavallerizza fin da bambina, continuò a coltivare la passione per l'equitazione, tanto che veniva ritenuta una delle migliori cavallerizze d'Europa. Oltre ad andare a cavallo, l'Imperatrice amava la scherma e passava gran parte della giornata a fare ginnastica, dal momento che era ossessionata dal proprio aspetto. Alta 1,73 m, non superò mai i 50 kg di peso. Per tenersi in forma fece allestire a Palazzo una palestra attrezzata con pesi, corde, sbarra e anelli. Era solita fare anche lunghissime passeggiate, che potevano durare svariate ore.
Vuoi leggere articoli interessanti ricevendoli direttamente via email? Iscriviti alla nostra newsletter gratuita!
All'epoca di Sissi, l'Ottocento, il corsetto era considerato un vero e proprio status symbol, croce e delizia delle classi agiate. Le donne dell'alta società li indossavano per modellare le forme del corpo, facendoli confezionare dai sarti più in voga. L'Imperatrice d'Austria era molto invidiata dalle sue contemporanee per il girovita particolarmente sottile, perennemente cinto da corsetti strettissimi, che richiedevano circa un'ora di sforzi per essere allacciati.

Considerata una delle donne più belle, carismatiche e misteriose del suo tempo, Sissi era ammirata e invidiata dalle dame dell'epoca anche per la sua chioma folta e lucente. I suoi capelli erano talmente lunghi che, una volta sciolti, le arrivavano alle caviglie, e le provocavano a volte anche forti mal di testa. Una capigliatura di questo tipo era ovviamente impegnativa e richiedeva molte cure. I capelli venivano lavati ogni tre settimane con impacchi di cognac e uova fresche, per mantenerli morbidi e lucenti, ed erano intrecciati da una parrucchiera espressamente richiesta dall'Imperatrice. Quest'ultima passava anche tre ore a sistemarle i capelli nell'acconciatura che rese la nostra Sissi ancora più nota e imitata dalle aristocratiche del tempo, ovvero una "corona" creata da grandi trecce raccolte sulla nuca. La parrucchiera doveva fare molta attenzione a non strappare i preziosi e amatissimi capelli dell'Imperatrice e, al termine di ogni sessione, era tenuta a mostrarle quelli "persi sul campo". Si dice addirittura che nascondesse molti dei capelli caduti sotto al proprio grembiule, per il timore che la sovrana rimanesse scontenta del suo lavoro.

Per preservare l'elasticità della pelle, Elisabetta faceva uso di maschere per il viso; due in particolare sono rimaste proverbiali, una a base di fragole, l'altra a base di carne di vitello cruda. Fra i suoi rituali di bellezza figurano inoltre frequenti bagni caldi nell'olio d'oliva.
Sissi divenne prigioniera del proprio aspetto fisico, forse anche a causa dell'insofferenza provata per le regole di corte mai accettate dal suo spirito ribelle, che peggiorarono la sua innata tendenza alla depressione. Tale condizione di sofferenza psichica fu acuita da alcuni gravi lutti che funestarono la sua vita, in particolare la morte della primogenita Sofia nel 1857 e quella dell'unico figlio maschio, Rodolfo, nel 1889.

Già dopo i trent'anni, l'Imperatrice triste, come molti la definiscono, aveva iniziato a nascondersi agli sguardi della gente dietro veli, ombrelli e ventagli, rifiutando anche di farsi ritrarre o fotografare, perché preoccupata per la bellezza che sfioriva. In seguito alla morte del figlio, si spogliò dei propri gioielli e cominciò a vestirsi solo di nero, divenendo l'ombra di sé stessa, ma allo stesso tempo aumentando l'aura di mistero che aveva sempre circondato la sua figura.
Leggi anche: Il ventaglio: un incantevole oggetto da collezione

Misteriosa, ribelle, icona di stile e incredibilmente moderna, dunque. La vera Elisabetta d'Austria era diversa da come è stata per anni ritratta nei vari film, sceneggiati o cartoni animati ispirati alla sua vita. Pochi sanno che l'Imperatrice aveva anche un tatuaggio, un'ulteriore prova del suo temperamento anticonvenzionale, visto che quella di farsi tatuare era una pratica probabilmente poco consueta all'epoca, soprattutto per un'aristocratica. Essendo molto amante del mare, nel 1888 Sissi si fece tatuare, forse proprio durante uno dei numerosi viaggi, una piccola ancora di colore nero. Se vi recate al Wachsfigurenkabinett, il “museo delle cere” di Vienna, vedrete la sua statua raffigurata di profilo, come appare nel famoso dipinto che le fece Franz Xaver Winterhalter, in abito da cerimonia bianco, con le stelle di diamanti puntate fra i capelli e le spalle scoperte. E sulla spalla sinistra, appunto, il famoso tatuaggio.
Leggi anche: I 6 dipinti tedeschi più famosi

Il fascino di Sissi, tanto tormentata quanto moderna, continua ad ammaliare a distanza di tanti anni dalla sua morte e i suoi cimeli riscuotono un certo successo anche sul mercato delle aste. Nel 2014, a Vienna, la maison Dorotheum ha venduto un cappello da equitazione, che si crede possa essere stato indossato dall'Imperatrice, per 134.500 euro, una cifra 50 volte superiore alla stima prevista. Alla fine del 2021, invece, è stato venduto dalla casa d'aste Hermann Historica per 66.000 euro il guanto di seta nera da lei indossato il giorno in cui è stata assassinata.
Sissi venne uccisa il 10 settembre 1898 a Ginevra da un anarchico italiano di nome Luigi Lucheni. Colpita al petto da un'arma concreta, dopo che la vita le aveva già inferto numerosi colpi al cuore.
Scopri gli altri articoli sui personaggi storici presenti nel Barnebys Magazine!




