Nella notte del 23 novembre 2022, alcuni ladri hanno rubato l'importante tesoro d'oro celtico del "Kelten Römer Museum Manching" vicino a Ingolstadt in Germania. Hanno proceduto in modo mirato ed estremamente professionale tagliando i cavi in fibra ottica di una vicina cabina di distribuzione, lasciando così senza connessione telefonica e internet non solo 13.000 famiglie, ma anche il museo, il cui sistema di allarme non si è attivato durante il successivo furto.
Subito dopo la scoperta del furto, l'Ufficio di Polizia Criminale dello Stato Bavarese (BLKA) e la Procura della Repubblica di Ingolstadt hanno istituito la commissione speciale "Oppidum", che ha lavorato a pieno ritmo per risolvere il caso, dal momento che la proprietà rubata è uno dei più importanti ritrovamenti di oro celtico del XX secolo, il cui valore materiale si aggira intorno a un quarto di milione di euro, mentre il valore culturale non può ovviamente essere quantificato.
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Nonostante la loro professionalità, gli autori hanno comunque lasciato delle tracce, in particolare su diversi attrezzi con cui hanno commesso il reato e che sono stati sequestrati nelle vicinanze del museo e in due specchi d'acqua vicini. Le tracce di DNA sono state confrontate con le corrispondenti banche dati in Germania e nei Paesi limitrofi, ottenendo otto riscontri che corrispondono a furti con scasso compiuti in modo analogo in Germania e in Austria dal 2014.
Dopo ulteriori indagini, il 18 luglio sono stati arrestati quattro sospetti: si tratta di uomini di nazionalità tedesca di età compresa tra i 42 e i 50 anni. A uno di essi sono state sequestrate 18 pepite d'oro. Una prima analisi di fluorescenza a micro-raggi della loro composizione presso l'Istituto forense del BLKA ha rivelato che molto probabilmente si trattava di parti lavorate dell'oro celtico saccheggiato, una triste conferma del sospetto che le monete siano state rubate solo per il loro valore materiale. Ulteriori indagini, si spera, mostreranno presto se le monete rimanenti sono ancora intatte.
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"Le indagini sul luogo in cui si trovava il tesoro d'oro proseguono a pieno ritmo", afferma il ministro degli Interni bavarese Joachim Hermann in un comunicato stampa, in cui sottolinea anche il lavoro degli investigatori incaricati: "L'arresto di questa banda di scassinatori professionisti è merito del lavoro altamente impegnato e meticoloso della polizia e della procura".




