Leonardo da Vinci nacque nell'aprile del 1452 ad Anchiano, frazione di Vinci, una piccola località nella campagna toscana, figlio di una relazione illegittima tra Piero da Vinci, un giovane notaio e Caterina di Meo Lippi (o Buti del Vacca), una ragazza di umili origini. Il padre di da Vinci riconobbe presto nel figlio un enorme talento e lo mandò a Firenze a studiare presso la bottega del Verrocchio. Lì, il giovane da Vinci imparò le basi della scultura, della pittura e della chimica.

La maggior parte delle opere del Verrocchio furono prodotte da collaboratori e apprendisti, e da Vinci partecipò alla realizzazione di diversi dipinti che lasciarono la bottega di Verrocchio. Un esempio è il Battesimo di Cristo, dipinto tra il 1472 e il 1475, che oggi è stato confermato come lavoro creato dalle mani di Verrocchio e del suo apprendista da Vinci.
Data la ricchezza di informazioni disponibili su da Vinci, ha senso dividere la sua pratica. Cominciamo dai motivi, dalla tecnica e dal simbolismo che si riflettono nella sua pittura ad olio.
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Madonne
Durante la sua permanenza a Firenze, da Vinci realizzò tre note immagini della Madonna, due delle quali sono formalmente assegnate all'artista, ma la terza (in due versioni) rimane una questione controversa.
La Madonna del Garofano, appartenente alla precedente categoria, è stata creata nella bottega del Verrocchio. Il quadro raffigura Maria con Gesù bambino sulle ginocchia. Siedono al chiuso davanti a finestre arrotondate che si affacciano su un'imponente montagna. Maria tiene in mano un garofano, simbolo comune dei chiodi della crocifissione, mentre il bambino si allunga verso le mani della madre. L'immagine è un monito per ciò che sta per accadere, un destino già segnato.
La seconda immagine della Madonna attribuita a da Vinci è la Madonna Benois, altrimenti nota come "Madonna col Bambino e i fiori". Tuttavia, quest'opera non è stata completata, come testimoniano la mancanza dei denti di Maria e la finestra vuota. Il dipinto fu acquistato dallo zar russo Nicola II nel 1914 per 1,5 milioni di dollari, diventando il dipinto più costoso mai venduto all'epoca.
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La Vergine delle Rocce

La terza immagine della Madonna è quella de La Vergine delle Rocce, che si differenzia dalle due precedenti per l'ambientazione (fondale roccioso), la composizione (triangolare), il numero di figure ritratte (quattro contro due), il colore e l'illuminazione (complessivamente più scura ma con maggiore risalto). La Vergine delle Rocce è stata realizzata in due versioni, la prima si ritiene sia stata dipinta tra il 1483-86 e si trova al Louvre a Parigi, mentre l'altra è stata realizzata tra il 1493 e il 1508 ed è appesa alla National Gallery di Londra. In entrambe le versioni, da Vinci segue la tradizione bizantina che colloca la nascita di Cristo in una grotta. Ci sono però alcuni dettagli che differenziano le due versioni. Nel secondo dipinto, il braccio irragionevolmente lungo della Madonna è accorciato in proporzioni più impegnative, e da Vinci ha dato a tutti un'aureola. Inoltre, l'angelo non indica più a sinistra nel quadro, né incontra il nostro sguardo.
All'epoca, era molto insolito che un angelo in un dipinto religioso guardasse direttamente lo spettatore. Forse è per questo che la seconda versione del dipinto lo raffigura con lo sguardo verso l'interno.
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Un domanda che sorge spontanea riguarda la direzione in cui indica l'angelo nella prima versione dell'opera: alcuni ritengono che sia un'indicazione degli eventi che si sono verificati tra Giovanni Battista e l'angelo. Nei vangeli apocrifi cristiani, l'angelo Gabriele ha salvato Giovanni dal massacro degli Innocenti e lo ha unito alla sacra famiglia sulla strada per l'Egitto.
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Da Vinci non lavorava mai solo: nel 1490 aveva un suo studio con dipendenti e apprendisti, come Francesco Melzi, Andrea Salaì e Marco d'Oggiono. Tuttavia, anni di ricerche possono garantire che le opere siano state per la maggior parte realizzate per mano di da Vinci.
Altri ordini

Da Vinci non si dedicò solo alle immagini religiose, ma ricevette anche una serie di ordini laici. Nel 1490, il maestro si trovava a Milano, dove ricevette incarichi dal duca Ludovico Sforza. Tra gli altri, realizzò un ritratto della sua amante Cecilia Gallerani. Qui la Gallerani è raffigurata su sfondo scuro con un ermellino bianco in braccio, che può avere diversi significati. L'ermellino potrebbe riferirsi al soprannome del Duca "Ermellino Bianco" o al prestigioso titolo onorifico di cavaliere dell'Ordine dell'Ermellino conferitogli dal re di Napoli. Non solo, l'ermellino simboleggia i figli illegittimi, un elemento adatto in un ritratto di un'amante.
Sant'Anna, la Vergine e il Bambino con l'agnellino

La Vergine col Bambino e Sant'Anna è un motivo comune nell'arte cristiana, che raffigura Gesù, Maria e la madre di Maria, Anna. La versione di da Vinci è stata completata nel 1509. In essa Maria siede sulle ginocchia di Anna, mentre cerca di raggiungere Gesù bambino che siede ai loro piedi con un agnello, simbolo comune nell'arte religiosa. L'animale rappresenta Cristo come sofferente e trionfante. È un animale sacrificale, ma rappresenta anche la gentilezza, la verginità e la purezza.
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Il dipinto è simile alla maggior parte delle opere di da Vinci eseguite nel cosiddetto "sfumato". La tecnica, una delle cinque più comuni nella pittura rinascimentale, mira ad ammorbidire i bordi e i colori in modo che scivolino l'uno nell'altro per creare transizioni senza soluzione di continuità, dando un risultato più realistico.
San Giovanni Battista
Da Vinci raffigurò più volte Giovanni Battista, ma solo in due casi da solo, come in San Giovanni Battista, dipinto tra il 1513-16. San Giovanni veniva solitamente raffigurato come un asceta scarno, ma in quest'opera da Vinci gli permette di guardare direttamente lo spettatore, mostrando parte del suo corpo muscoloso. Ancora una volta l'artista applica il metodo del chiaroscuro dove si crea un forte contrasto tra la luce e il buio, facendo sembrare che San Giovanni faccia un passo avanti nella luce.
Lo storico dell'arte Paul Barolsky lo coglie perfettamente, affermando: "Descrivendo San Giovanni che emerge dalle tenebre in un rapporto quasi scioccante e immediato con chi guarda, Leonardo amplifica l'ambiguità stessa tra spirito e carne". Vestito delle sue solite pelli, il giovane Giovanni punta verso il cielo, che devia dalla figura erotica e mette in evidenza il significato religioso che sta dietro all'opera. Si ritiene che il dipinto sia l'ultima opera del grande maestro, così come è stato menzionato da Antonio de Beatis nel suo diario intorno al 1517. Inoltre, diversi specialisti hanno stabilito che lo sfumato di da Vinci ha raggiunto in questa immagine la sua massima qualità tecnica. Oggi si trova appeso al Louvre di Parigi.
La Monna Lisa

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La Gioconda, l'opera per eccellenza di Leonardo da Vinci e quella più ricca di misteri e significati: chi è la Monna Lisa e cosa si nasconde dietro al suo sorriso?
Per secoli ci sono state molte speculazioni sull'identità della donna ritratta. Pare esistano grandi somiglianze con la Santa Maria, il simbolo ideale della femminilità. Alcuni dicono invece che sia un'immagine femminile dell'allievo prediletto di Leonardo, Gian Giacomo Caprotti da Oreno, meglio conosciuto come Salaì, o anche dello stesso da Vinci con tratti da donna. La spiegazione ampiamente accettata è però molto meno entusiasmante: la Monna Lisa fu un ritratto su commissione di Lisa Gherardini, moglie del ricco mercante fiorentino Francesco del Giocondo.
Anche per l'artista stesso, la Gioconda sembrava essere un dipinto di grande importanza. Egli ebbe sempre l'opera in sua presenza e non se ne separò fino alla sua morte, avvenuta nel 1519, all'età di 67 anni.
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Salvator Mundi

Un'altra famosa opera vinciana è il Salvator Mundi - quello che forse è stato il dipinto più discusso degli ultimi anni. In passato si credeva che questo fosse una copia di un originale perduto, ma ora si dice che in realtà sia stato realizzato dallo stesso maestro del Rinascimento, anche se rimane sempre un soggetto molto controverso.
Leggi anche: Il vero valore dell'arte Il dipinto raffigura Cristo con la mano destra in un gesto di benedizione. Nella mano sinistra, tiene una sfera di vetro come simbolo dell'universo. Il dipinto è stato venduto da Christie's nell'autunno del 2017 per 450,3 milioni di dollari (386,4 milioni di euro) al principe saudita Bader bin Abdullah Bin Muhammad bin Farhan al-Saud, che agiva per il sovrano supremo del regno, Mohammad Bin Salman (MBS).
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Il dipinto è stato poi affidato da MBS al Principe Mohammed bin Zayed di Abu Dhabi per essere esposto al nuovo Louvre di Abu Dhabi e prestato quindi al Louvre di Parigi per la mostra che celebrava i 500 anni della morte di da Vinci (tenutasi dal novembre 2019 al febbraio 2020). Tuttavia, la tela è stata improvvisamente rimossa da entrambe le mostre, portando a una proliferazione di teorie sulla sua ubicazione, autenticità e condizione.
Consegne in ritardo e opere incompiute
Da Vinci, genio talentuoso e artista impegnato, aveva di frequente difficoltà a consegnare in tempo i dipinti su commissione.
L'Ultima Cena, dipinta nel 1490, si trova nel monastero di Santa Maria Delle Grazie a Milano. La consegna dell'opera fu però costantemente in ritardo, cosa che il monastero fece notare all'artista. Ma da Vinci si diceva insoddisfatto della sua rappresentazione del volto infido di Giuda. Chiarì poi che se non fosse riuscito a terminare il volto, avrebbe sostituito il viso di Giuda con quello della persona che si era lamentata di nuovo per il ritardo. Oggi, l'opera è l'immagine religiosa più riprodotta di tutti i tempi.
Sebbene siano sopravvissuti meno di 25 dipinti di da Vinci, l'artista è ancora ampiamente considerato uno dei più grandi pittori di tutti i tempi. Famoso anche per la sua inestinguibile curiosità e per i suoi appunti sulla scienza e l'invenzione, che spaziano in soggetti che vanno dall'anatomia alla cartografia, dalla pittura alla paleontologia all'ingegneria, le sue opere e i suoi diversi talenti gli conferiscono il titolo riconosciuto di "Genio universale".
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Versione aggiornata di un articolo pubblicato nel 2020.



