Fino al 1949 la tela era considerata il punto di partenza, il supporto e lo sfondo di ogni creazione artistica. In quell'anno fatidico, tuttavia, Lucio Fontana tagliò la prima tela, trasformandola in qualcosa di completamente nuovo, in un concetto che superava il semplice tratto di tessuto teso su una cornice di legno. La tela per lui diveniva protagonista stessa dell'opera.
Con la sua piccola ma significativa rivoluzione, Lucio Fontana ha cambiato irrevocabilmente la storia dell'arte, influenzando generazioni successive di artisti.
Pino Pascali, Trappola, 1968

Pino Pascali, fra i principali esponenti dell'Arte Povera, fu influenzato dallo Spazialismo. L'artista unì sapientemente le ricerche di Fontana con il suo immaginario mediterraneo, creando un linguaggio artistico fatto di forme semplici e arcaiche, strutture essenziali e icone della cultura popolare. Realizzò le sue "false sculture" utilizzando materiali effimeri e fragili come tela, legno, smalti, lana d'acciaio e paglia. Morì all'età di soli 33 anni, nel 1968, lo stesso anno della scomparsa di Lucio Fontana.
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Alighiero Boetti, Segno e disegno, 1979

Altro rappresentante dell'Arte Povera italiana, Alighiero Boetti cominciò a interessarsi alle tecniche artigianali negli anni Settanta, distanziandosi dalla corrente poverista. Mentre si trovava in Afghanistan, nel 1971, commissionò a delle donne locali la realizzazione di diversi manufatti ricamati basati sui suoi disegni: nacque il primo lavoro della celebre serie delle "Mappe", con il quale l'artista apportò una svolta radicale alla sua ricerca creativa. L'interesse di Boetto si concentrò poi sul progetto e sull'elaborazione mentale, sui testi e sui suoi eleganti codici di lettura. La tela divenne un telaio, i pennelli si trasformarono in fili da ricamo e vennero create combinazioni di lettere e parole che continuano a incuriosire e stupire.
Maria Lai, Tela del fuoco n. 3, 1976

Parlando di tele e telai, nessun'artista ha esplorato il ricamo come Maria Lai, una delle figure femminili più importanti dell'arte italiana. La sua avventura nel mondo del ricamo come forma artistica è iniziata negli anni Settanta con i suoi famosi Telai, dove pittura e scultura si fondono, creando un'armonia tra materia, colore e gesto. Il lavoro di Maria Lai richiama la narrazione e la meditazione, proponendo una riflessione profonda sul significato della storia e della tradizione.
Giorgio Griffa, Linee orizzontali, 1974

Giorgio Griffa è uno dei principali protagonisti della pittura contemporanea a livello internazionale sin dagli anni Sessanta. Nel 1968, anno cruciale sotto vari aspetti, decise di abbandonare definitivamente la pittura figurativa per dedicarsi a segni semplici ed elementari che rimangono il fulcro della sua arte. Griffa utilizza la tela nella sua forma più pura: grezza, non preparata e non montata su un telaio, viene appesa alla parete con una serie di chiodi lungo il bordo superiore. Un aspetto caratteristico del suo lavoro è il modo in cui le tele vengono conservate quando non sono esposte: queste vengono ripiegate e impilate, formando una sorta di griglia che supporta la pittura.
Henk Peeters, Sarah-1, 1996-2002

Tra i membri più dinamici del gruppo ZERO (Nul), Henk Peeters fu fortemente coinvolto nell'organizzazione di mostre allo Stedelijk Museum di Amsterdam e in diverse esposizioni con il gruppo Azimuth, collaborando con artisti come Yves Klein, Lucio Fontana e Yayoi Kusama. Le sue opere possiedono spesso un'attrattiva quasi tattile, mirata a rendere lo spettatore più consapevole dell'ambiente circostante. La tela viene manipolata, ricamata, parzialmente distrutta o bruciata. Collegato anche al Nouveau Réalisme, Henk utilizzava materiali di scarto e ready-made per le sue creazioni.
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Versione aggiornata di un articolo precedentemente pubblicato nel 2020.




