Ut pictura poësis è una locuzione latina che significa "Come la pittura, così è la poesia" e proviene dall'opera Ars Poetica del poeta latino Orazio. Questa frase sottolinea le somiglianze tra poesia e pittura, suggerendo che entrambe hanno il potere di evocare immagini e suscitare emozioni.
In questo articolo prendiamo in considerazione quattro coppie di dipinti e poesie, individuando i legami che esistono tra le opere d'arte.
Il Vampiro di Charles Baudelaire e Il Vampiro di Edvard Munch

Il dipinto di Edvard Munch, con le sue tonalità scure, si fonde magnificamente con la poesia cupa di Baudelaire. La figura sinistra della vampira ha lunghi capelli rossi, che sembrano avvolgere come spire un uomo completamente sottomesso, e paiono simboleggiare il sangue della vittima.
Toi qui, comme un coup de couteau,/Dans mon cœur plaintif es entrée (Tu che, come un colpo di coltello, sei penetrata nel mio cuore affranto).
Questi versi de Il Vampiro di Baudelaire, spesso citati per il loro impatto visivo ed emotivo, evocano l'immagine forte di una ferita inflitta direttamente al cuore. E, anche se in questo caso lo spargimento di sangue è solamente interno ed emotivo, entrambe le opere evocano un oscuro mondo di seduzione e distruzione, dove l'attrazione e il pericolo si intrecciano in un abbraccio fatale.
Leggi anche: Edvard Munch e i colori dell'anima
La Dama di Shalott di Alfred Lord Tennyson e La Dama di Shalott di John William Waterhouse

La Dama di Shalott (The Lady of Shalott) di Lord Alfred Tennyson è una delle poesie più iconiche della letteratura inglese, ispirata a una triste storia del ciclo arturiano. Nella leggenda della Dama di Shalott, la protagonista è una giovane donna che vive sola in una torre sull'isola di Shalott, situata lungo il fiume che porta a Camelot. A causa di una maledizione, è costretta a vedere il mondo esterno solo attraverso un grande specchio che riflette ciò che accade fuori. Trascorre il tempo a tessere un arazzo raffigurante le scene che vede nello specchio. Un giorno, attraverso lo specchio vede Lancillotto, uno dei cavalieri della Tavola Rotonda. La ragazza ne resta così affascinata che, ormai stanca delle ombre (sick of shadows), decide di guardarlo direttamente dalla finestra. Questo gesto la condanna a morte. La Dama sale dunque su una barca, sulla quale scrive il proprio nome, e si lascia portare dal fiume fino a Camelot. Lancillotto troverà il suo corpo, di una bellezza sconvolgente, ormai senza vita.
Nel 1888, John William Waterhouse dipinse un'opera ispirata a questa storia, che è in un certo senso un’allegoria della tensione tra il desiderio di amore e libertà e la realtà delle limitazioni imposte dalle circostanze. Il dipinto cattura il momento più drammatico della poesia: quello in cui la Dama, vestita di bianco e con un'espressione sconsolata, si lascia trasportare dalla barca che la porterà verso la sua fine. Le sue labbra sono socchiuse, forse nell'atto di pregare o cantare per darsi coraggio. L'opera di Waterhouse diventa una poesia dipinta, una rappresentazione lirica dei versi di Tennyson, evocandone con le sue pennellate l'atmosfera tragica e romantica.
Vuoi ricevere altri articoli come questo via email? Iscriviti alla nostra newsletter!
Il Corvo di Edgar Allan Poe e L'Incubo di Henry Fuseli
Il dipinto L'Incubo (1781) di Fuseli (Johann Heinrich Füssli) ci trasporta in un mondo di incubi e paure, dove il terrore e l'oscurità regnano sovrani. Questa stessa atmosfera di angoscia e mistero permea la poesia Il Corvo di Poe, con il corvo nero e la sua presenza inquietante. Entrambe le opere evocano un'atmosfera di angoscia e inquietudine, immergendoci in un vortice di emozioni oscure e sfidando le nostre percezioni e le nostre paure più profonde.
Henry Fuseli, un artista svizzero noto per il suo interesse per l'orrore e il soprannaturale, ha creato con L'Incubo uno dei suoi dipinti più celebri, che incarna perfettamente queste tematiche: una creatura demoniaca accovacciata sul petto di una donna addormentata, mentre la testa di un cavallo spettrale emerge dall'oscurità sullo sfondo. L'opera è pervasa da un senso di erotismo demoniaco e da un'angoscia palpabile.
Le emozioni suscitate dalla poesia di Poe e le immagini del dipinto di Fuseli ispirano un terrore onirico, rappresentando una profonda esplorazione del lato oscuro della mente umana. Entrambe le opere sfidano il lettore e l'osservatore a confrontarsi con i propri incubi e con la realtà delle proprie paure più recondite.
Per approfondire: I 10 dipinti più spaventosi della storia dell'arte
All'Autunno di John Keats e Viale dei pioppi in autunno di Vincent van Gogh

Potrebbe interessarti anche: Van Gogh e Gauguin: l'arte di una corrispondenza epistolare
Nella poesia To Autumn di John Keats e nel dipinto Viale dei Pioppi in Autunno di Vincent van Gogh emerge una profonda celebrazione dell'autunno. Entrambe le opere evocano un senso di bellezza, cambiamento e tranquillità che rispecchia il ciclo naturale della vita. Van Gogh era innamorato dell'autunno. Celebre questa frase, comunemente attribuita al pittore: "Finché ci sarà l'autunno, non avrò abbastanza mani, tele e colori per dipingere la bellezza che vedo...". Questa passione per la stagione autunnale si riflette nel suo dipinto, che ritrae un sentiero fiancheggiato da alti pioppi dorati, con un cielo azzurro che contrasta dolcemente con i toni caldi delle foglie pronte a cadere, simbolo della transitorietà della vita. La figura che si staglia solitaria infonde un senso di pace e introspezione, invitando lo spettatore ad apprezzare la bellezza del momento presente.
Allo stesso modo, Keats nella sua poesia descrive come "nubi striate fioriscono il giorno che dolcemente muore, e toccano le pianure di stoppia con rosea tinta" (While barred clouds bloom the soft-dying day,/And touch the stubble-plains with rosy hue). I suoi versi evocano un’atmosfera calma e meditativa, catturando la transizione tra il giorno e la notte e fra l'estate e l'autunno, con immagini morbide e calde. Tutti e due i lavori rappresentano l'autunno come una stagione di riflessione e bellezza. Celebrano l'inevitabile passaggio del tempo utilizzando colori vividi e un'atmosfera serena che trasmette un senso di quiete e transitorietà.




