Il Novecento italiano, un secolo incredibile per ogni appassionato di arte e design. Anni di sperimentazioni e grandi novità, dallo stile Liberty dei primi anni del 1900, passando per il futurismo, l’astrattismo e l’arte povera in campo artistico, dal razionalismo ai mitici anni sessanta fino al postmodernismo nell’ambito del design.
Un meraviglioso viaggio nel ‘900... Secolo che rimarrà indelebile nella storia dell’umanità
I nomi sono tanti, tantissimi. Nomi che hanno fatto la storia del panorama artistico italiano a livello internazionale come Gio Ponti, Carlo Bugatti, Franco Albini, Osvaldo Borsani e Arnaldo Pomodoro o ancora Fortunato Depero, Gino Severini, Agostino Bonalumi, Piero Dorazio e Nanda Vigo. Questi nomi, tra molti altri ancora, saranno i grandi protagonisti della prossima asta di Viscontea, che si prefigura come un appuntamento unico, proprio come alcuni dei pezzi che verranno battuti. Ne abbiamo selezionati alcuni per voi, partendo proprio dal 1902 con un tavolino dell’ebanista italiano per eccellenza, Carlo Bugatti.

L’opera di Carlo Bugatti e della sua importante bottega segna in Italia il passaggio dalla cultura del mobile di fine Ottocento al moderno concetto di design. Questa nuova concezione trova nell’attività di Bugatti uno dei più abili interpreti, capace di anticipare, in certe sperimentazioni di inizio secolo, soluzioni di grande modernità, che entreranno nella produzione corrente soltanto a metà del Novecento.

Carlo Bugatti nasce a Milano, nel 1855. Frequenta l’accademia di Brera, dove ha come compagno di studi Giovanni Segantini, che diverrà in seguito il marito della sorella Bice e con il quale stringerà un forte sodalizio artistico. Bugatti conclude i suoi studi all’École nationale supérieure des beaux-arts di Parigi, città in cui apre il suo atelier. La fama internazionale arriva nel 1888, con l'Esposizione Italiana di Londra, dove ottiene il Gran diploma d'Onore, a cui segue poi il grande successo dell’Esposizione Universale di Parigi nel 1900, occasione in cui i suoi mobili vengono premiati con una medaglia che sancisce il trionfo internazionale dell’Art Nouveau.
Pezzi unici e costosissimi sono i suoi mobili per i quali vengono utilizzati legni pregiati oltre ad avorio, rame, madreperla, pelle di cammello e di daino. Creazioni particolarmente apprezzate che ben si armonizzano con le inclinazioni di gusto esotico-moresco tipico dell’epoca.
Le creazioni di Carlo Bugatti sono oggetti preziosi e di grande valore artistico: sono conservate nei più importanti musei del mondo, come il Musée d’Orsay, il Victoria and Albert Museum e il Metropolitan. Bugatti, molto fortunato dal punto di vista professionale, visse una storia personale piuttosto travagliata: il figlio Rembrandt, scultore, si suicida nel 1916 a causa di una forte depressione legata agli eventi bellici e, poco dopo, perderà anche la figlia Deanice e la moglie Teresa. Bugatti si trasferisce quindi in Alsazia, dove l’unico figlio rimasto, Ettore, aveva aperto la famosa e omonima fabbrica di automobili. Muore nel 1940.
Il secondo e immancabile nome è quello di Gio Ponti, protagonista assoluto dell’architettura, del design e dell’editoria negli anni d’oro del Novecento italiano. Giovanni Ponti nasce nel 1891 a Milano, si laurea al Politecnico e nel 1933 apre il suo studio di architettura, insieme agli ingegneri Fornaroli e Soncin.

Nello stesso anno diventa direttore della Triennale - impegno che manterrà con passione per tutta la vita - e fonda Domus, una tra le più importanti riviste italiane dedicate all’architettura e al design. Tra i suoi capolavori troviamo sia edifici, come il grattacielo simbolo di Milano, il Pirellone, sia oggetti iconici, come la sedia Superleggera, ad oggi ancora in commercio e prodotta da Cassina. Tra i diversi lotti in asta da Viscontea, uno in particolare è davvero una rarità assoluta: si tratta di un mobile libreria disegnato da Ponti e prodotto da Eugenio Quarti nel 1931 per conservare l’Opera Omnia di Gabriele D’Annunzio. Un pezzo pregiatissimo, in radica con inserti in ottone e decori alla pomepiana, certificato dall’Archivio Gio Ponti.

L’asta di Design, Modern & Decorative Arts di Viscontea conta oltre 400 lotti, tra i quali spiccano anche diverse opere d’arte: dipinti, sculture e ceramiche di rinomati artisti italiani e internazionali. In particolare, un’opera di Piero Dorazio del 1997, 'Fuggenti Nuove I', fa da protagonista nella sezione dedicata intitolata Fantasia nell’Arte Moderna. Dorazio nasce nel 1927 a Roma e dopo gli studi classici frequenta la facoltà di Architettura, avvicinandosi nel frattempo al realismo socialista di Renato Guttuso. Nel 1945 però se ne distacca, dedicandosi all’astrattismo - di cui diventerà esponente di spicco nel corso dei decenni successivi. L’opera 'Fuggenti Nuove I' fa luce sulle ricerche legate al concetto di superficie, spazio e colore che hanno caratterizzato la vasta produzione di Dorazio nella seconda metà del Novecento.

L'asta di Viscontea è un appuntamento da non perdere, quindi segnate in agenda le prossime informazioni!
Giovedì 28 e venerdì 29 novembre, nella sede di Via Guido Cavalcanti 8 a Milano. Prima tornata, DESIGN E ARTI DECORATIVE (lotti 1-327): giovedì 28 novembre dalle ore 16:00 Seconda tornata, ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA (lotti 330-419): venerdì 29 novembre dalle ore 16:00
L'esposizione è aperta da sabato 23 a martedì 26 novembre, dalle 10 alle 18 e il 27 novembre dalle 10 alle 13.



