Tra le complessità del periodo coloniale in Vietnam (1925-1945), è emersa una forma di espressione artistica unica, che fonde l'estetica tradizionale vietnamita con le influenze delle tecniche occidentali. Al centro di questa evoluzione artistica c'era l'Ecole des Beaux-Arts de l'Indochine (EBAI), fondata nel 1925 da Victor Tardieu, accademico francese e pittore naturalista. La visione di Tardieu era quella di colmare il divario tra le tradizioni vietnamite e la modernità occidentale, promuovendo una nuova generazione di artisti in grado di incorporare entrambe le influenze.

L'EBAI era diversa dalle altre scuole professionali preesistenti in Vietnam, create principalmente per formare artigiani. La scuola è stata fondata per insegnare tecniche e stili europei, adattando il curriculum esistente dell'Ecole des Beaux-Arts di Parigi e incorporando elementi di storia dell'arte occidentale e corsi tecnici come la pittura a olio e la prospettiva lineare.
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Sotto la guida di Tardieu, la scuola mirava a incoraggiare gli artisti vietnamiti a riconnettersi con le proprie radici culturali, abbracciando al contempo la modernità occidentale. Le tecniche francesi sono state applicate a mezzi tradizionali come la lacca e la seta, dando vita a una sorta di tensione tra Oriente e Occidente, evidente in molte opere d'arte.
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La pittura su seta, introdotta per la prima volta in Vietnam durante il regno delle dinastie Ly e Tran (dall'XI al XV secolo), ha conosciuto una grande rinascita. In epoca moderna, artisti come Nguyễn Phan Chánh, Lê Phổ, Mai Trung Thứ, Trần Văn Cẩn e Lê Văn Đệ, che sono stati tra i primi studenti dell'EBAI, hanno ripreso la tradizione e sono diventati pionieri della pittura su seta vietnamita.
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A differenza delle pratiche tradizionali di pittura su seta di Cina e Giappone, la pittura su seta vietnamita è stata testimone di un trasferimento culturale unico. Artisti come Nguyễn Phan Chánh, ad esempio, hanno mescolato i principi di composizione occidentali con le tradizioni orientali, incorporando elementi come la calligrafia e la pittura a pennello nelle creazioni su seta.
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L'Esposizione Coloniale Internazionale di Parigi del 1931 fu determinante per inserire la pittura su seta nel canone dell'arte vietnamita moderna. L'opera di Nguyễn Phan Chánh, a cui si deve l'innovazione del lavaggio della seta, fu particolarmente apprezzata e raccolse ampi consensi. All'epoca, la pittura su seta era considerata una forma d'arte prevalentemente tradizionale cinese, ma Chánh sosteneva che "esprimeva il carattere nazionale (vietnamita) al massimo grado". Il suo successo consacrò la pittura su seta come espressione vietnamita moderna e aprì la strada ad altri artisti, come Lê Phổ e Mai Trung Thứ, che si specializzarono in questo mezzo.

Il periodo coloniale ha presentato delle sfide e le guerre di resistenza (1945-1975) hanno segnato la chiusura ufficiale dell'EBAI, con molti artisti che non hanno potuto completare i loro studi. Tuttavia, a partire dagli anni Cinquanta, la pittura su seta vietnamita ha continuato a definire il patrimonio artistico del Vietnam.




