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Julia Margaret Cameron (nata Pattle) è considerata una delle più importanti fotografe britanniche e una delle principali ritrattiste del XIX secolo. Nacque l'11 giugno 1815 a Calcutta (che allora apparteneva all’India britannica), si recò in Francia fino al 1838 per motivi di studio, tornò in India per sposare Charles Hay Cameron e infine si trasferì a Londra nel 1848, dove prese attivamente parte alla scena artistica e culturale di Londra.

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Grande appassionata di Fotografia, iniziò tuttavia a praticarla seriamente a 48 anni suonati, grazie a una macchina fotografica regalatale dalla figlia. Da quel momento, la sua passione si trasformò in qualcosa di grande, una sorta di missione che consisteva nel catturare la bellezza, soprattutto tramite la rappresentazione allegorica di romanzi e racconti e, in particolare, realizzando pregevoli ritratti. Con grande entusiasmo, trasformò un pollaio in camera oscura, sottopose amici, conoscenti e familiari a lunghe sedute, e rincorse spesso allegramente i bambini per usarli come modelli, dietro la promessa di un premio. La Cameron amava anche immortalare membri della sua famiglia e, fra le sue modelle preferite, ci fu anche la nipote Julia, madre della scrittrice Virginia Woolf, che la ricordò nei suoi scritti.

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L'artista sviluppò una particolare tecnica a luce soffusa, denominata "soft focus" ("fuoco morbido"), che consisteva in una sorta di leggero fuori fuoco. Tale tecnica era perfettamente in linea con la sognante atmosfera vittoriana e conferiva un tocco particolare e poetico ai ritratti di donne e bambini. In breve divenne una tra i fotografi amatoriali più talentuosi e prolifici dell'epoca, dotata di un senso estetico che la fece diventare una delle maggiori esponenti del Pittorialismo, un movimento nato intorno alla metà dell'Ottocento che contribuì a dare maggior prestigio alla Fotografia. Inizialmente, infatti, tale disciplina era considerata inferiore ad altre arti, come la Pittura e la Scultura, perché le foto venivano "create" da un apparecchio invece che dalla mano dell'artista e perché riproducevano la realtà così com'era, senza impreziosirla con il genio creativo. Il Pittorialismo volle invece elevare la Fotografia al livello di disciplina artistica e, a tale scopo, i fotografi che aderirono a questo movimento usarono tecniche particolari ed "effetti speciali" volti a eliminare parte del realismo presente nell'immagine finale. Da questo punto di vista, il "soft focus" della Cameron rappresenta un eccellente esempio di fotografia pittorialista.

I suoi scatti sono talora avvolti in un'aura di malinconia, come nella fotografia Sadness, che ritrae Ellen Terry, un'attrice teatrale specializzata in Shakespeare, tanto da divenire la più celebre attrice shakespeariana del XIX secolo e poi anche del XX secolo, fino alla sua morte nel 1928. La foto venne scattata durante la prima luna di miele dell'attrice, che aveva appena 17 anni. La posa della modella e il titolo scelto introducono un elemento biografico nel ritratto, in quanto costituiscono un riferimento al matrimonio fallito (durato meno di un anno) di Ellen con il pittore George Frederick Watts, molto più anziano di lei. Il pittorialismo di questa immagine sta anche nell'empatia e nel coinvolgimento che essa genera, oltre al grande senso di modernità della posa e dell'espressione.

Sebbene abbia iniziato a fotografare da dilettante e nonostante non abbia mai realizzato ritratti su commissione né aperto un vero e proprio studio a uso commerciale, la Cameron ha sempre pensato alla sua attività fotografica come a uno sforzo professionale, occupandosi attivamente del copyright, della pubblicazione e del marketing del proprio lavoro. Nell'arco di circa dieci anni Julia Margaret Cameron scattò oltre 3000 immagini di grande formato di molte delle celebri figure dell'epoca. Fra i personaggi famosi da lei ritratti figura anche il poeta Lord Alfred Tennyson, che le chiese peraltro di illustrare il suo componimento Idylls of the King utilizzando personaggi in costume. Altri nomi importanti che hanno posato per il suo obiettivo furono Charles Darwin, Robert Browning, Henry Taylor, John Everett Millais, William Michael Rossetti, John Herschel e George Frederic Watts.

La sua attività fotografica è sempre stata supportata dal marito che, secondo una dichiarazione della stessa Cameron, guardava con gioia ogni foto realizzata dalla moglie, applaudendo entusiasta il suo talento.
Fra il 1864 e il 1865 Julia Margaret Cameron divenne membro della Photographic Society of London e della Photographic Society of Scotland, e tenne anche la sua prima mostra personale. Le sue stampe generarono una forte domanda in tutta Europa, assicurandosi importanti premi e menzioni d'onore.
Nell'ottobre 1873 sua figlia morì di parto. Due anni dopo, nel 1875, a causa della cattiva salute del marito, per via del minor costo della vita e per essere più vicini ai figli che gestivano le piantagioni di caffè di famiglia (gravemente danneggiate da un fungo), la Cameron e suo marito si trasferirono a Ceylon, dove la sua attività artistica fu purtroppo impedita dal difficile reperimento dei materiali fotografici.
In seguito, la Cameron si ammalò e morì nella tenuta di Glencairn a Ceylon il 26 gennaio 1879. Si narra che l'ultima parola da lei pronunciata sia stata "Beauty" o "Beautiful", quella bellezza che ha tanto cercato di immortalare nei suoi scatti e che l'ha accompagnata fino alla fine.
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