11 Donne che hanno cambiato la Fotografia

Le donne a volte finiscono nell'ombra, capita anche nel mondo dell'arte. Qui però, ci sono undici fotografe donne che sono riuscite a sfondare e rivoluzionare la fotografia.

Fin dall'avvento della fotografia, il suo status come una delle 'belle arti' è stato oggetto di vivide discussioni. Il fatto che la fotografia sia fondamentalmente basata sulla meccanica ha portato molti a metterne in discussione la parte creativa e artistica. Oggi, in realtà, in pochi si oppongono all'importanza della fotografia, sia come metodo di documentazione ma anche come media artistico. Già nel XIX secolo erano molte le donne artiste esperte di fotografia. In questo articolo vogliamo raccontarvi di undici fotografe che hanno rivoluzionato questa forma d'arte!

Julia Margaret Cameron

Julia Margaret Cameron, ‘Ellen Terry at the Age of Sixteen’. Photo: Heritage AuctionsJulia Margaret Cameron, ‘Ellen Terry at the Age of Sixteen’. Photo: Heritage Auctions

La fotografa britannica Julia Margaret Cameron nacque nel 1815 in quella che allora era l'India britannica. Cameron iniziò a fotografare relativamente tardi - nel 1863, quando compì 48 anni e ricevette in dono dalla figlia una macchina fotografica, iniziando così a documentare ciò che la circondava. Il fil rouge di Julia era principalmente la classe vittoriana, che catturava in ritratti delicati e insolitamente intimi, fortemente influenzati dal linguaggio preraffaellita.

Sebbene il lavoro di Julia Cameron non abbia ricevuto l'apprezzamento che meritava mentre la fotografa era in vita, è oggi considerato tra i più sperimentali del 19° secolo.

Helen Levitt

Helen Levitt, 1930s, New York. Photo: Christie'sHelen Levitt, 1930s, New York. Photo: Christie's

La fotografia di Helen Levitt si pone delicatamente a cavallo tra l'innocenza dei bambini e la brutalità di New York. Levitt è nata a Brooklyn e ha trascorso quasi tutta la sua vita a New York. Verso la metà del 20° secolo, la fotografa catturò la vita dei bambini della città, che erano pieni di energia e vitalità, mentre anche alcuni scorci della crudeltà e della violenza della città venivano catturati attraverso il suo obiettivo. Le incredibili fotografie di Levitt la portarono ad essere ampiamente riconosciuta con diverse mostre e premi.

Francesca Woodman

Francesca Woodman, ‘Indefinite self-portrait’, c. 1980-81. Photo: Christie'sFrancesca Woodman, ‘Indefinite self-portrait’, c. 1980-81. Photo: Christie's

L'importanza della fotografia di Francesca Woodman è stata a lungo oggetto di discussione. Mentre alcuni sostengono che il suo tema principale fosse il femminismo, in cui Woodman analizza le strategie che le donne devono adottare per camuffare la propria identità, altri suggeriscono che Woodman sia invece un'artista surrealista come fotografi come Hans Bellmer e Man Ray. Una cosa su cui tutti sono d'accordo invece, è che Francesca Woodman abbia usato la fotografia come mezzo per indagare sia la propria identità che il proprio corpo. Nella serie On Being an Angel del 1975-81, la Woodman ha esaminato la vulnerabilità esistenziale di cui lei stessa e molte altre persone soffrono per tutta la vita.

Francesca Woodman, ‘Unpublished Self-portrait’, 1979. Photo: Christie'sFrancesca Woodman, ‘Unpublished Self-portrait’, 1979. Photo: Christie's

Nonostante la breve carriera della Woodman, la fotografa ha prodotto oltre 800 stampe non pagate e circa 10.000 negativi. Francesca Woodman è morta nel 1981 a soli 22 anni. Nel 2011 è uscito il documentario The Woodmans, che ha vinto il premio come miglior documentario al Tribeca Film Festival.

Imogen Cunningham

Imogen Cunningham, ‘Magnolia Blossom’, 1925. Photo: Christie'sImogen Cunningham, ‘Magnolia Blossom’, 1925. Photo: Christie's

Imogen Cunningham è una pioniera della fotografia moderna. Ha iniziato la sua carriera artistica nei primi anni del XX secolo dipingendo ii luoghi in cui viveva. Cunningham infatti era madre di tre figli piccoli, e trascorse la maggior parte del XX secolo a casa trovando ispirazione per il suo lavoro nella natura circostante. Nel 1910, la Cunningham aprì uno spazio culturale a Seattle dove fotografò le personalità artistiche della città.

Imogen Cunningham, ‘Two Sisters’, 1928. Photo: Christie'sImogen Cunningham, ‘Two Sisters’, 1928. Photo: Christie's

Cunningham è conosciuta soprattutto per le sue fotografie di fiori e piante catturati nei minimi dettagli, per le quali è stata acclamata a livello internazionale. La fotografa attribuiva grande importanza all'illuminazione e alla composizione della fotografia. In seguito alla sua morte nel 1976, molte delle sue opere sono state pubblicate in libri di raccolta come Imogen! Imogen Cunningham Photographs, 1910-1973 (1974) e After Ninety (1977).

Margaret Bourke-White

Margaret Bourke-White, ‘Gargoyle, Chrysler Molding, NYC’, 1930. Sold at Sotheby's 5 April 2019. Estimated at US$250,000-350,000. Photo: Sotheby'sMargaret Bourke-White, ‘Gargoyle, Chrysler Molding, NYC’, 1930. Sold at Sotheby's 5 April 2019. Estimated at US$250,000-350,000. Photo: Sotheby's

Margaret Bourke-White è nata nel 1904 e ha iniziato a lavorare come fotografa freelance a 23 anni. Il lavoro della Bourke-White fu rivoluzionario per diverse ragioni. Non solo fu la prima fotografa di guerra degli Stati Uniti, ma scattò anche l'immagine uscita sulla prima copertina di Life Magazine. Come fotografa, si concentrò sull'architettura e sulle immagini industriali mentre era guidata dal suo impegno sociale. Ha documentato la vita quotidiana dell'Unione Sovietica in diverse occasioni e ha lavorato attivamente per ritrarre la vita miserabile che la depressione degli Stati Uniti portò a milioni di persone. Nel 1930, quando i grattacieli di New York erano ormai diventati una caratteristica vera e propria della città, fu incaricata di scattare il grattacielo di 77 piani del Chrysler Building, mentre i lavori per l'edificio erano ancora in corso.

Margaret Bourke-White, ‘At the Time of the Louisville Flood, Kentucky, 1937’. Photo: BonhamsMargaret Bourke-White, ‘At the Time of the Louisville Flood, Kentucky, 1937’. Photo: Bonhams

Margaret Bourke-White era nota per il suo atteggiamento impavido e spesso poteva essere vista accucciata sui fasci dei grattacieli a diverse centinaia di metri dal suolo. Durante la seconda guerra mondiale, Bourke-White fu la fotografa ufficiale dell'American Air Force e alcuni dei suoi reportage di guerra sono degni di nota.

Diane Arbus

Diane Arbus, ‘A Jewish Giant at Home with his Parents’, 1967. Photo: Christie'sDiane Arbus, ‘A Jewish Giant at Home with his Parents’, 1967. Photo: Christie's

Nonostante il fatto che le opere di Diane Arbus siano state esposte raramente mentre la fotografa era ancora in vita, ha raggiunto in seguito importantissimi risultati con i suoi famosi ritratti degli emarginati della società. Negli anni '50, Arbus ha iniziato a fotografare estranei per le strade di New York mentre sperimentava luci e tecniche. I suoi ritratti erano insolitamente crudi e spesso suscitavano sentimenti spiacevoli da parte dello spettatore. La sua fotografia non convenzionale sicuramente non ha mai provato ad abbellire la realtà.

Diane Arbus, ‘Child with a Toy Hand Grenade in Central Park, NYC, 1962’. Photo: Christie'sDiane Arbus, ‘Child with a Toy Hand Grenade in Central Park, NYC, 1962’. Photo: Christie's

Oggi, Diane Arbus è una delle fotografe più famose d'America, nonché una delle più controverse. Mentre alcuni sostengono che lei abbia contribuito ad allontanare ulteriormente la vulnerabilità della società, altri affermano che i suoi ritratti di prostitute, transessuali e altri gruppi di emarginati abbiano messo in luce gravi problemi sociali. Arbus si è suicidata nel 1971, a 48 anni, e da allora le sue opere sono state esposte molte volte. Il suo contributo alla fotografia ha ampliato i confini del documentario e del fotogiornalismo, sfidando la comprensione convenzionale del soggetto, dell'autorità e della composizione, dando soprattutto spazio visivo alla società più trascurata.

Ana Mendieta

Ana Mendieta, stills from the movie ‘Sweating Blood’ in 1973. Photo: © The Estate of Ana Mendieta Collection, LLC Courtesy Gallery Lelong & CoAna Mendieta, stills from the movie ‘Sweating Blood’ in 1973. Photo: © The Estate of Ana Mendieta Collection, LLC Courtesy Gallery Lelong & Co

L'artista e fotografa americano-cubana Ana Mendieta è nata nel 1948 ed è principalmente nota per le sue fotografie che attraversano i confini della transitorietà, della violenza e dell'identità. È stata riconosciuta negli anni '70 grazie alle sue fotografie che mirano a catturare momenti fugaci, strutture opprimenti, e la violenza maschile contro le donne.

Ana Mendieta, ‘Untitled (Facial Hair Transplants)’, 1972. Photo: © The Estate of Ana Mendieta Collection, LLC Courtesy Gallery Lelong & CoAna Mendieta, ‘Untitled (Facial Hair Transplants)’, 1972. Photo: © The Estate of Ana Mendieta Collection, LLC Courtesy Gallery Lelong & Co

Nel 1973, la Mendieta è stata apprezzata per il suo cortometraggio Sweating Blood, dove ha documentato un caso di cronaca di uno studente della sua stessa università, stuprato e poi ucciso. Questo omicidio colpì molto la Mendieta, influenzandone l'abilità artistica per il resto della sua carriera. Ana Mendieta muore nel 1985, cadendo da una finestra nel suo appartamento di New York. Suo marito, l'artista Carl Andre, fu accusato di averla spinta - ma fu poi assolto. Anche oggi, il caso è continua ad essere discusso sia nel sistema giuridico che nel mondo dell'arte.

Sandy Skoglund

Sandy Skoglund, ‘Revenge of the Goldfish’, 1980. Photo: PhillipsSandy Skoglund, ‘Revenge of the Goldfish’, 1980. Photo: Phillips

L'artista americana Sandy Skoglund lavora con fotografia e installazioni, spesso in combinazione. È principalmente nota per le sue fotografie surreali in colori chiari. Skoglund è nata in Massachusetts nel 1942 e dopo aver terminato i suoi studi, l'artista si è trasferita a New York, dove ha iniziato la sua carriera come fotografa concettuale.

Cindy Sherman

Cindy Sherman, Untitled #92, 1981. Photo: © The Eli and Edythe L. Broad CollectionCindy Sherman, Untitled #92, 1981. Photo: © The Eli and Edythe L. Broad Collection

Cynthia 'Cindy' Sherman, nata nel 1954, è una fotografa americana famosa per i suoi ritratti iconici che ritraggono le donne come personaggi immaginari di film e altri media. Degno di nota sotto questo aspetto è Complete Untitled Film Stills: una serie di 70 fotografie in bianco e nero che hanno lo scopo di sovvertire gli stereotipi delle donne nei media, in particolare nei film d'essai e nei media di classe B.

La fotografa utilizza pellicole a colori e stampe di grandi dimensioni, e il suo effetto distintivo si concentra sull'illuminazione e l'espressione facciale. Combina temi e strumenti per lavorare sulla costruzione dell'identità contemporanea. Lavorando come modella per se stessa per oltre trent'anni, Sherman si è conquistata un'incredibile serie di personaggi che a turno sono divertenti, inquietanti, sgradevoli e toccanti. Ha ricevuto una borsa di studio MacArthur e nel 2013 ha ricevuto una laurea ad honorem dal Royal College of Art di Londra.

Annie Leibovitz

Cindy Sherman, Untitled #92, 1981. Photo: © The Eli and Edythe L. Broad CollectionCindy Sherman, Untitled #92, 1981. Photo: © The Eli and Edythe L. Broad Collection

Annie Leibovitz è nata nel 1949 in Connecticut ed è una delle fotografe di maggior successo al mondo. I suoi ritratti straordinari e intimi di personalità, modelli, attori e musicisti sono apprezzati a livello internazionale. Nel 1991 Annie Leibovitz è diventata la prima artista femminile a ad avere una personale alla National Portrait Gallery di Washington.

Annie Leibovitz, ‘Keith Haring, New York’, 1986. Photo: PhillipsAnnie Leibovitz, ‘Keith Haring, New York’, 1986. Photo: Phillips

La Leibovitz sviluppò il suo interesse per la fotografia durante gli studi al San Francisco Art Institute e divenne la fotografa principale del Rolling Stone Magazine nel 1973, prima di passare a Vanity Fair. Una delle fotografie più iconiche al mondo, quella di John Lennon nudo che abbraccia Yoko Ono, è stata scattata poche ore prima che Lennon fosse colpito dal colpo di pistola che lo uccise.

Shirin Neshat

Shirin Neshat, ‘Munis and Revolutionary Man’ (from the series ‘Women Without Men’). Photo: Christie'sShirin Neshat, ‘Munis and Revolutionary Man’ (from the series ‘Women Without Men’). Photo: Christie's

Il variegato lavoro di Neshat ha attirato l'attenzione per le sue interpretazioni complesse e suggestive del femminismo e delle raffigurazioni della cultura musulmana attraverso film, fotografia e performance. Neshat è nata nel 1957 a Qazvin, in Iran e si è formata negli Stati Uniti. Dalla fine dei suoi studi, Neshat è diventata famosa per le sue suggestive fotografie che esplorano il rapporto tra donne e uomini, la vita musulmana e le dualità complesse delle identità culturali collettive. Grazie alla serie di ritratti Women of Allah del 1995, Neshat è diventata una delle fotografe più apprezzate al mondo esaminando le identità multiple delle donne come guerriere, mogli e madri.

Immagine di copertina: Annie Leibovitz via Telegraph

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