Angus McBean scelse come pubblicità per una nota lozione la sua immagine più iconica: Audrey Hepburn che emerge dalla sabbia come una figura fantasmagorica, circondata da colonne classiche. Praticamente sconosciuta all'epoca, questa divenne un'immagine importante dell'attrice, che assurse a figura centrale nel fantastico mondo dello schermo e del glamour. McBean tuttavia era molto più di questa immagine, e sebbene la sua fama sia stata in gran parte eclissata da Cecil Beaton e, più tardi, da David Bailey, rappresenta uno dei più importanti fotografi britannici del ventesimo secolo.
Nato in Galles nel 1904, McBean si appassionò sin da giovane al cinema e fu da questo ispirato a comprare la sua prima macchina fotografica, all'età di 15 anni. Si trasferì a Londra nel 1924, lavorando per sette anni per Liberty's prima di iniziare la sua carriera come modello teatrale e creatore di maschere, mentre continuava a esercitarsi e sperimentare con la Fotografia. Una mostra dei suoi modelli e delle prime fotografie esposte al Private's Den, un negozio di tè in un seminterrato di Maddox Street a Londra, attirò l'attenzione del fotografo Hugh Cecil, che gli offrì un lavoro..
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Nel 1937, McBean fu incaricato dalla rivista The Sketch di fotografare Beatrix Lehmann nei panni di Lavinia nella trilogia teatrale 'Il lutto si addice a Elettra' del drammaturgo Eugene O'Neill. Ispirandosi chiaramente al movimento surrealista, l'immagine ritrae Lehmann avvolta in un drappeggio attorcigliato tra corde nautiche, galleggiante contro un etereo paesaggio di nuvole. Questo scatto ha segnato la prima della sua serie di "Ritratti surrealisti" di star del palcoscenico e dello schermo, che compresero Peggy Ashcroft, Dorothy Dickson e Diana Churchill. Illuminati in modo drammatico e creativo, allestiti in forma di tableaux, i suoi ritratti risultano scioccati e lusingati - e hanno segnato un punto di svolta nella ritrattistica di celebrità.

Dopo la guerra, McBean ristabilì il suo studio a Londra e creò una nuova serie di "Ritrattistica surrealista", incorporando abili trucchi teatrali per creare effetti sorprendenti. Un'altra assimilazione con l'arte moderna del periodo fu il suo uso di montaggi e collage: Ivor Novello apparve nel 1947 circondato e appoggiato sui suoi stessi scritti, e Cecil Beaton fu ritratto sommerso da suoi libri, fotografie e disegni mentre teneva in mano, con atteggiamento in qualche modo sinistro, un paio di lunghe forbici a lame, quasi a voler rievocare e simboleggiare i commenti taglienti di Beaton.
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Alla fine degli anni '50 e '60, lo stile fotografico di McBean cominciò a essere snobbato nel mondo del teatro, dove si iniziò a privilegiare un nuovo tipo di realismo. McBean indirizzò i propri sforzi nella produzione di copertine per aziende come la EMI. Fotografò Shirley Bassey, Cliff Richard and The Shadows e The Beverley Sisters, ma il suo più grande successo nella storia del pop fu la produzione della copertina dell'album dei Beatles Please Please Me (1963), che raffigurava i fantastici quattro mentre si affacciano dal balcone degli uffici EMI.

Con una carriera che va dagli anni '30 agli anni '80, McBean ha fotografato molte delle più grandi star del palcoscenico e dello schermo, cambiando per sempre il volto della Fotografia e del glamour. Sebbene ci sia stata una retrospettiva del suo lavoro alla National Portrait Gallery di Londra nel 2006, il suo lavoro è ancora spesso trascurato e la possibilità di accaparrarsi una delle sue opere è ancora abbastanza abbordabile.
![Angus McBean, ‘Surrealist Self-Portrait’ [dettaglio], 1949. Foto: Christie’s tramite Barnebys Price Bank](https://images.prismic.io/barnebys/59d0dd75-2472-4d1e-9b09-1f75a722eca4_unnamed.jpg?auto=compress,format)