Il marchese de Sade, il cui vero nome era Donatien Alphonse François de Sade, scrisse la prima versione de Les Malheurs de la vertu nel 1787, mentre era detenuto nella Bastiglia. Nel 1791, questo racconto filosofico di tono voltairiano fu pubblicato da Girouard a Parigi. L'autore aggiungerà, in fasi successive, nuovi episodi scabrosi che si susseguono, come in una soap opera.
Il libro più abominevole che l'immaginazione più depravata abbia prodotto.
Nel 1799 pubblicò La nouvelle Justine, seguita da L'Histoire de Juliette, sua sorella, opere pornografiche clandestine che divennero una vantaggiosa risorsa finanziaria. Le opere furono sequestrate solo un anno dopo la loro pubblicazione. Le immagini pornografiche che illustravano lo scritto vennero giudicate oscene, il testo fu vietato e Sade venne imprigionato nel 1801.
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Questi episodi tumultuosi non sono eventi isolati nella vita del Marchese de Sade: l'autore fu, nel corso della sua carriera, censurato, perseguito, imprigionato e persino internato. Le opere erotiche di Sade combinano filosofia e pornografia e sono cariche di immagini di fantasia sessuale, alcune delle quali violente e blasfeme nei confronti della Chiesa cattolica. Sade crede nella libertà estrema e definitiva, senza alcun vincolo di moralità, religione o legge. Il termine "sadismo" deriva direttamente dal suo nome. Napoleone Bonaparte arrivò a descrivere Justine come "il libro più abominevole che la fantasia più depravata abbia prodotto".
Una delle opere più famose di Sade si intitola Filosofia nel boudoir e risale al 1795. Questo dramma socio-politico, che all'epoca della sua pubblicazione era considerato pornografico, presenta due protagonisti che sostengono l'importanza della filosofia libertina in Francia.
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Il libro contiene uno dei pamphlet più acerbi di Sade: un testo che sostiene l'ateismo e la ricerca del piacere ad ogni costo, ma senza la possibilità di essere condannato dall'autorità.
Nei 74 anni della sua vita, il famoso Marchese de Sade fu rinchiuso per 27 anni, per vari motivi. Fu durante questi anni di prigionia che scrisse molte delle sue opere.

Lo scrittore britannico John Cleland (1709-1789) era senza un soldo, cosa che lo portò a scrivere Fanny Hill, un'opera che descrive le attività di una prostituta a Londra, nel 1748-1749. Il libro ebbe un grande successo alla sua pubblicazione, ma fu censurato per immoralità e Cleland fu convocato in tribunale. Dichiarando il suo stato di estrema povertà non venne condannato. Cleland fu notato da Lord Granville, che gli diede una pensione annuale di 100 sterline, e utilizzò questo denaro per diventare giornalista e drammaturgo.

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Fanny Hill (o Memorie di una ragazza allegra, secondo il titolo originale), il libro a cui oggi viene principalmente associato, è un romanzo erotico ed epistolare raccontato direttamente dal punto di vista di una prostituta nell'Inghilterra del XVIII secolo. La protagonista condivide con il lettore le sue avventure erotiche con diversi uomini, una novità per l'epoca.
Una delle opere più oppresse della storia letteraria del XVIII secolo, Fanny Hill fu pienamente assolta da un tribunale di New York solo nel 1963. Ancora oggi ha il potere di far arrossire molte persone.
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