Brahm Watcher, Direttore dello sviluppo e-commerce di Sotheby's, ha dichiarato che l'interesse nei confronti delle sneakers come categoria da collezione sta crescendo in maniera esponenziale. Perché? L'idea della sneaker come forma d'arte si sta allargando. "Penso che molti sneakerhead siano rimasti scioccati dalla rapidità con cui è cresciuto questo interesse", afferma Wachter, "nonché dalla qualità della proposta che sta emergendo sul mercato".

Ma come hanno fatto le sneakers ad ottenere questo grande seguito? Per capirne di più dobbiamo tornare al punto in cui qualcosa cambiò: era la primavera del 1984 e l'ex avvocato David Stern (1942-2020) era stato recentemente nominato commissario della National Basketball Association. La lega e lo sport non erano, tuttavia, un nuovo territorio per il 42enne di New York City; Stern aveva iniziato a lavorare come consulente esterno due decenni prima, nel 1966, e nel 1978 divenne parte ufficiale della NBA come consigliere generale. Quando lasciò nel 2014, lo fece in veste del commissioner più longevo nella storia dei principali campionati sportivi nordamericani.
Per la maggior parte delle persone al di fuori degli Stati Uniti, David Stern non è che un nome qualunque. Non possiamo però dire lo stesso per Micheal Jordan, che è conosciuto da chiunque sia nato nella seconda metà del XX secolo. Indipendentemente dal fatto che sia conosciuto come uno dei più grandi giocatori di basket di sempre o come quello del film dei Looney Tunes (ciao, bambini degli anni '90!), il nome di Michael Jordan è ovviamente molto noto.

L'amicizia tra David Stern e Michael Jordan iniziò quando Jordan venne chiamato dalla North Carolina nel 1984, lo stesso anno di Charles Barkley. David Stern all'epoca voleva cambiare l'approccio e la strategia di marketing della NBA, e lo ha fece concentrandosi su alcuni giocatori anziché sulle squadre della NBA. Questi giocatori includevano Larry Bird, Magic Johnson e ovviamente Michael Jordan. Con Jordan, iniziò una nuova era del basket: molto presto avrebbe mostrato a tutti la sua grandezza e, proprio grazie all'aiuto di una grande macchina commerciale e delle stelle NBA, Stern riuscì a portare l'Association fuori da un momento difficile.
Tuttavia, quando Michael Jordan entrò in campo, durante la pre-stagione nel 1984, con delle Nike inedite color nero e rosso, David Stern s'infuriò. A quei tempi, l'NBA aveva una regola molto severa - e strana - chiamata la regola del '51 per cento ', in base alla quale le scarpe indossate sul campo dovevano essere abbinate alla divisa e a quelle dei compagni e inoltre, dovevano essere per il 51% bianche. Quel primo paio di Nike Air Ship aveva a malapena una punta di bianco. L'NBA inviò quindi una lettera al Jordan, dichiarando che avrebbe ricevuto una multa di circa 5000 $ per ogni partita in cui avesse giocato con le Air Ship: Nike accettò di pagarla.

Ciò che è importante ricordare è che tutto ciò accadeva nei primi anni '80, quando le "sneaker in edizione limitata" non erano ancora qualcosa di cool. Le Nike Air Ship vennero realizzate appositamente per Jordan, ma nessuno vi prestò particolare attenzione: se la stessa cosa fosse successa nel 2010 invece, avrebbe suscitato un grande clamore mediatico nonostante la disponibilità limitata di quel modello.
Perché è proprio questo il punto: più una versione di sneaker è limitata, più tutti la vogliono. Perché? Tutti vogliono essere unici, giusto?

Le Nike Air Ship rosse e nere sono diventate una sorta di mistero, poiché non esiste ad oggi una sola foto di Jordan con indosso quel modello in una partita di campionato. La versione bianca e rossa, non illeggibile per multe da parte della NBA, è molto più comune. Un modello di questo colore è stato infatti venduto da SCP Auctions il 26 aprile 2015 per l'incredibile cifra di oltre 70.000 dollari. Durante gli anni '80, Khalid Ali era un ballboy per i Los Angeles Lakers, nonché precedente proprietario delle Nike Air Ships bianche e rosse. Le scarpe gli vennero donate dallo stesso Michael Jordan nello spogliatoio dopo che i Lakers avevano ospitato i Bull per una partita in casa il 2 dicembre 1984. L'acquirente rimane ad oggi anonimo.

"Consideriamo l'Air Jordan I come la prima scarpa più desiderata rispetto a una normale sneaker. La connessione tra la nuova rivoluzionaria scarpa da basket Nike e l'atteggiamento ribelle di Michael Jordan quando venne nominato Rookie Of The Year mentre indossava la scarpa vietata dalla NBA, diede a Nike una possibilità di marketing unica. Ciò significava che Nike era in grado di aprire un segmento completamente nuovo, quei clienti che alla fine avrebbero dato vita alla cultura delle sneaker di oggi", afferma Emilian Minas, fondatore del negozio Plug Me Please di Stoccolma, specializzato nell'acquisto, commercio e vendita di sneaker limitate.
La "Back to the Future Air Mag" ha recentemente raggiunto un nuovo prezzo: nel 2017 Heritage Auctions ne ha vendute un paio per oltre 43 mila euro.
Plug Me Please non è una casa d'aste, ma ciò non impedisce loro di vendere alcuni modelli rari per cifre da capogiro: "Le scarpe più costose mai vendute sono delle NMD Human Race di Pharrell Williams", afferma Minas, "acquistate per 65.000 corone svedesi (quasi 6.000 euro). Poco dopo abbiamo venduto anche un paio di sneakers della collaborazione di Kanye West con Louis Vuitton, uscite nel 2008, per 50.000 corone (4.600 euro)."
La Nike Air Ship vendeva molto bene nel 2015, ma si colloca comunque al secondo posto tra le scarpe più costose tra quelle indossate durante il campionato NBA. La "Flu Game" Air Jordan 12 è stata venduta alla cifra record di 95.660 euro nel 2013. Tra tutti i diversi brand esistenti, Nike è probabilmente quello con le edizioni limitate più ambite. La "Back to the Future Air Mag" ha recentemente raggiunto un nuovo prezzo: nel 2017 Heritage Auctions ne ha vendute un paio per oltre 43 mila euro.

Considerando l'elemento di rarità spesso attribuito a questo tipo di sneakers, non si può fare a meno di considerarle come una sorta di forma d'arte. Il fenomeno della "rarità" influisce ancor di più su questa visione della scarpa come oggetto artistico e i prezzi continuano a crescere.

Brahm Wachter racconta di come Sotheby's, nell'ultimo anno, abbia iniziato a dedicare aste a questa categoria: "La nostra prima asta è stata quella in collaborazione con Stadium Goods (famoso dealer di sneaker rare ed edizioni limitate, ndr) nell'estate del 2019, con una selezione curata di 100 tra le sneaker più esclusive e ambite mai prodotte. Durante quella vendita, una "Moon Shoe" del 1972 di Nike Waffle Racing ha raggiunto i 393 mila euro, un record assoluto per un paio di sneakers. Ogni giorno, per quanto riguarda questo settore del mercato, emergono nuovi venditori e potenziali acquirenti, stiamo quindi valutando alcuni dei pezzi più ambiti per una nuova asta. La "Moon Shoe" ha davvero aperto un nuovo mercato per noi. La categoria è ancora nel pieno del suo sviluppo, quindi sarà interessante vedere come il mercato risponderà alle nostre offerte quest'anno, alcune delle quali non vedono la luce da quasi trent'anni."
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Con Sotheby's che ospita aste interamente dedicate alle sneakers, il destino delle scarpe da collezione sembra essere sulla strada giusta: "Il futuro sarà abbastanza simile a ciò che succede oggi. Si potrà vendere attraverso il web o nei negozi fisici, con un'ampia base di clienti. Là fuori c'è sempre qualcuno che ha voglia di comprare scarpe in edizione limitata" afferma Emilian Minas.
Ma cosa ne pensa delle sneakers che si fanno strada nel mondo delle aste? "È una cosa interessante, di solito le scarpe vendute attraverso le case d'aste vendono ben oltre il loro valore. Abbiamo sempre visto le sneakers come una forma d'arte, e credo sia più che giusto venderle come viene venduta ogni altra tipologia di forma d'arte".
Esperti e ricercatori sono fondamentali per tracciare la provenienza e comprendere la storia di un oggetto. Anche lo studio dei materiali è una parte estremamente importante del processo.
Quando si vendono delle sneakers da collezione, la provenienza è ovviamente la prima caratteristica chiave: "Esperti e ricercatori sono fondamentali per tracciare la provenienza e comprendere la storia di un oggetto. Anche lo studio dei materiali è una parte estremamente importante del processo. Da Sotheby’s siamo fortunati nel poter collaborare con esperti che hanno esperienza diretta con Nike, o che sono stati in grado di entrare negli archivi e scoprire le più piccole sfumature di ogni sneaker. Ad esempio, esaminiamo il motivo per cui Bill Bowerman, il fondatore di Nike, decise di utilizzare un materiale anziché un altro, oppure perché le scarpe sono contrassegnate in un certo modo... Per le sneakers più moderne, ci sono esperti che usano una varietà di metodi per tenere traccia della provenienza, inclusa la corrispondenza delle foto per garantire l'autenticità", racconta Wachter.

Per avere una visione reale di come il mercato si stia muovendo, Watcher afferma che Sotheby's ha in arrivo per quest'anno alcune proposte incredibili. Ma qual è e come si determina il valore delle sneakers? Confrontando ad esempio, un prototipo Bill Bowerman Spike con una Air Jordan, risulta chiaro che gli elementi da tenere in considerazione nell'attribuzione del valore sono diversi: "Come variano i prezzi in base alle condizioni? Una sneaker è più preziosa se "usata" da un atleta importante oppure i collezionisti vogliono qualcosa di esteticamente attraente?"

Alla domanda se le sneakers possano essere considerate o meno un'opera d'arte, Watcher non ha alcuna esitazione: "Penso che l'arte sia - ed è sempre stata - basata sul dialogo che una persona ha con un oggetto. Quando qualcuno vede un dipinto o una scultura e ne parla in qualche modo, lo spettatore interagisce con la bellezza e il significato dell'oggetto. I collezionisti di sneakers hanno la stessa interazione con le scarpe. È arte che puoi indossare o semplicemente apprezzarne il possesso."
Non solo, ma Brahm Wachter sostiene anche che gli appassionati di sneakers siano i nuovi clienti per altre categorie di collezionismo: "Vediamo molti dei nostri clienti che si approcciano a nuove aree di interesse. Credo sia molto probabile che i collezionisti di sneakers siano interessati a molte delle offerte di Sotheby's, che si tratti di arte contemporanea, stampe e multipli, orologi. Dato il successo delle nostre precedenti aste e l'interesse dei collezionisti, ci sono opportunità di crescita nel mercato vintage all'asta”.

E se non tutti sono effettivamente interessati ad acquistare un paio di Nike Air Ship, vale la pena riflettere su come le sneakers abbiano aperto la strada ad una nuova tipologia di collezionismo e soprattutto di come queste abbiano avvicinato al mondo delle aste una nuova generazione.
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Articolo di David Johansson



