Dal 15 al 17 giugno si susseguiranno, nella splendida sede di Cambi a Castello Mackenzie, tre aste dedicate all’Arte Antica: Antiquariato, Dipinti Antichi, Scultura e oggetti d’arte saranno i protagonisti assoluti di queste tornate che preannunciano l’estate. Da venerdì 11 a lunedì 14 giugno sarà inoltre possibile visitare l’esposizione delle opere presso la sede genovese della casa d’aste (dalle 10.00 alle 19.00). Si partirà il 15 giugno con un appuntamento particolare: sarà battuto il catalogo VILLA BUCCI-ERRANI IN FAENZA, una raccolta composta da più di 300 lotti provenienti dalla sontuosa villa faentina. La storia di Villa Bucci-Errani nasce dalla felice sintesi di due importanti famiglie e si intreccia al destino dell’azienda fiorentina Cisa, leader del settore nel mercato delle serrature. Deo Errani non fu solo un grande uomo d’industria, ma anche un grande appassionato di antiquariato: frequentando le mostre più prestigiose di Firenze, Venezia, Roma, Milano e i più quotati professionisti del settore, continuò a dedicarsi tutta la vita alla sua grande passione con interesse e occhio critico. Inizialmente interessato agli arredi francesi Luigi XVI, i suoi acquisti si concentrarono successivamente sul secolo d’oro dell’arte veneziana settecentesca; la Villa di Faenza in via Cavour verrà arredata con alcuni eccezionali pezzi.

Tra questi, troviamo la Grande specchiera in legno dorato e vetro della manifattura Briati di Murano (stima: 80.000 - 120.000 euro), mobili intarsiati e laccati della migliore qualità, e lampadari in vetro soffiato. La proprietà, passata nelle mani dei figli di Deo e Carla Bucci, continua a rappresentare un fiore all’occhiello per la città di Faenza. I proprietari, fortemente legati al territorio, sono inoltre collezionisti di maioliche faentine e porcellane venete del Settecento; nella loro prestigiosa raccolta spiccano alcuni rari oggetti prodotti a Venezia alla fine del Quattrocento in rame sbalzato con decoro di smalti policromi e dorature.

Tra i top lot della tornata troviamo anche un Grande mobile a due corpi in radica di noce con filettature in metallo, del secondo quarto del XVIII secolo, proveniente da Venezia (stima: 30.000 - 40.000 euro), e un’importante Coppa rinascimentale veneziana, con coperchio in rame sbalzato, smalti policromi e lumeggiature in oro del XVI secolo (stima: 30.000 - 40.000 euro) decorata con baccellature a rilievo a smalto bianco ed elaborati motivi geometrici e floreali lumeggiati in oro su fondo verde e blu cobalto.

Dopo aver integrato la loro passione con studi di settore, i proprietari acquistarono alcuni importanti dipinti ora in asta, come il Polittico attribuito a Davide Ghirlandaio, Madonna in trono e quattro santi (San Pietro, San Paolo, Santa Lucia, Santa Cristina di Bolsena), tempera su tavola centinata, cm 123x166 (stima: 40.000 - 60.000 euro) e le Tavolette a fondo oro di Jacopo del Casentino: San Giovanni Battista, tempera su tavola a fondo oro, cm 28,5x23 (stima: 20.000 - 25.000 euro) e Sant’Orsola, tempera su tavola a fondo oro, cm 28,5x23 (stima: 20.000 - 25.000 euro). Questa collezione testimonia come dietro il successo di una famiglia di imprenditori dediti al proprio lavoro ci sia spesso la volontà di contornarsi di oggetti che testimonino l’importanza e il valore del Bello nel tempo.

Il giorno successivo, mercoledì 16 giugno, sarà la volta dei DIPINTI ANTICHI, con un'importante selezione di opere provenienti da affidamenti privati. Tra i top lot, citiamo il Ritratto di cieco prodotto da una Scuola emiliana del XVII secolo (stima: 40.000 - 60.000) e Teti nella fucina di Vulcano del pittore veronese Antonio Balestra (stima: 40.000 - 50.000 euro).

Sfogliando il catalogo si susseguono molti altri lotti interessanti, tra cui il Trionfo di Galatea del veneziano Nicolò Bambini detto il Cavalier Bambini (stima: 30.000 - 40.000 euro) e la bizzarra tela del Maestro della Fertilità dell’uovo intitolata Il processo al gatto (stima: 30.000 - 40.000 euro), un’opera particolarmente emblematica della maniera pittorica dell’autore: è caratteristica inconfondibile della sua pittura, infatti, l’assenza di spazialità e di effetti prospettici grazie alla quale le figure si pongono su piani sovrapposti su fondo scuro.

Gli appuntamenti rivolti all’Arte Antica si concluderanno giovedì 17 giugno con due cataloghi dedicati alla Scultura. Si inizierà alle 14:30 con il catalogo SCULTURA E OGGETTI D’ARTE, composto da oltre 100 sculture antiche. Il top lot della giornata è il Busto in terracotta dipinta di Sant’Antonio Abate (stima: 25.000 - 30.000 euro). L’importante raffigurazione è una preziosa e significativa testimonianza della produzione tra Lombardia e Veneto della seconda metà del XV secolo, e in particolare dell’operato della famiglia cremonese dei De Fondulis. L’opera è stata oggetto di studi critici e pubblicazioni da parte di Giancarlo Gentilini e Lorenzo Principi (2015) e da Marco Scansani (2019-2020). Tra gli altri suggestivi pezzi in asta, ricordiamo la raffinata Coppia di busti in bronzo di Vitellio e Augusto (stima: 10.000 - 12.000 euro), probabilmente parte di una serie raffigurante tutti gli imperatori romani, e il San Giovanni Battista creato da uno scultore gotico d’Oltralpe del XIV-XV secolo (stima: 8.000 - 10.000 euro).

Il pomeriggio continuerà con l’asta SCULTURA DEL XIX-XX SECOLO, una selezione di opere scultoree dell’Ottocento: Francesco Messina, Vincenzo Gemito, Giuseppe Grandi, Antonio Maria Morera sono solo alcuni dei nomi presenti in catalogo. Tra i lotti più interessanti troviamo i Bronzi di Francesco Messina raffiguranti Edda Mussolini e Galeazzo Ciano su basi in porfido e marmo nero (stima: 25.000 - 30.000 euro) e la Mucca scolpita dal particolarissimo artista Rembrandt Bugatti (stima: 20.000 - 25.000 euro), terzo figlio di Carlo Bugatti e Teresa Lorioli, fratello minore di Ettore Bugatti - fondatore dell’omonima casa automobilistica - e nipote di Giovanni Segantini.

In catalogo sarà presente un interessante gruppo di opere firmate da Vincenzo Gemito, tra cui spicca la Venere con anfora (stima: 12.000 - 15.000 euro), e una raccolta di pezzi dello scultore Antonio Maria Morera, di cui citiamo La Primavera, un bassorilievo in marmo statuario (stima: 2.500 - 3.000 euro). Meritevole di attenzione è anche il Beethoven giovinetto di Giuseppe Grandi, il grande scultore esponente della scapigliatura lombarda (stima: 8.000 - 10.000 euro).



