Una raccolta che non è solo lo specchio delle passioni di chi la ha riunita, ma anche di quella attitudine al collezionismo tanto tipica della sua famiglia di origine, gli Ugolini.
Wannenes propone, nella sua prossima asta dedicata a “Importanti maioliche e porcellane”, un'importante raccolta proveniente dalla collezione di Grazia Biscontini Ugolini, grande studiosa e stimatissima signora nei circoli culturali italiani.

La storia della famiglia Ugolini è indissolubilmente legata alle ceramiche, come racconta l’esperta Raffaella Ausenda, nel suo testo critico per il catalogo di Wannenes.
“Allorché mio padre iniziò a raccogliere i primi esemplari di ceramica aveva solo 18 anni, e raccontava che quando era all’Università spesso gli era capitato di rinunciare ad un pasto per potersi concedere il lusso di acquistare qualche pezzo.”
Giorgio Ugolini sarebbe poi diventato uno tra i maggiori conoscitori della produzione ceramica pesarese del XVIII e del XIX secolo: la sua collezione personale contava tremila pezzi, e divenne un vero e proprio museo privato meta di eccellenti visitatori. Alla sua scomparsa, molti di quegli oggetti preziosi vennero donati ad alcuni musei specializzati, tra i quali i Musei Civici di Pesaro, il Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza, i Musei Civici di Milano.

La figlia Grazia si occupò di questa importante eredità, gestendo la collezione e l’archivio, così come la corrispondenza con studiosi e i rapporti con le istituzioni. Studiò quindi a fondo, con passione, ogni aspetto della disciplina - fin dal Rinascimento - con particolare interesse, così come fu quello di suo padre, nei confronti della produzione pesarese. Grazia scrisse molto e i suoi articoli storico-artistici per “Faenza” e per i cataloghi delle diverse esposizioni dedicate alle ceramiche in alcuni importanti musei, sono tutt'oggi considerati testi fondamentali nell’ambito dello studio della ceramica. Divenne quindi curatrice della raccolta di Ceramiche del Castello Sforzesco di Milano, partecipando, proprio con Raffaella Ausenda, alla catalogazione della raccolta nei primi anni del 2000.
Frutto di acquisti degli ultimi 50 anni, la collezione in asta da Wannenes comprende anche ceramiche acquistate da altri membri della famiglia e può essere ordinata in tre filoni principali: la maiolica rinascimentale, le produzioni compendiarie, ed infine le maioliche, per lo più pesaresi, tra XVIII e XX secolo.
Maioliche Rinascimentali

Tra le maioliche rinascimentali spicca questo piatto in maiolica policroma, con “Dante e Virgilio guardano il conte Ugolino e l’Arcivescovo Ruggieri” e datato al verso, proviene dalle collezioni della famiglia Ugolini. La composizione si rifà ad incisioni di Agostino de Musi, detto Agostino Veneziano, e di Marcantonio Raimondi, da Raffaello, e brilla per il suo grande equilibrio formale.
La stima (50.000 - 80.000 euro) rispecchia il grande valore artistico dell'opera, analizzata anche dall'importante studioso John Mallet, che ne attribuisce la paternità al Pittore del bacile di Apollo e ne identifica il soggetto nell'ambito dantesco.
Produzioni Compendiarie

Lo stile compendiario si diffuse nel XVI secolo nella produzione delle maioliche di Faenza, e fa riferimento a quella tipologia di ceramiche decorate sobriamente, con poche figure (spesso stemmi gentilizi) e una scelta di colori limitata ad alcune tonalità, come azzurro, giallo, arancione e verde in alcune rare occasioni. Tra questi lotti spicca una coppa traforata, decorata con uno stemma, un’arma araldica riconducibile agli Spada, famiglia protagonista di copiose e fastose commissioni di vasellame, soprattutto “bianchi” di Faenza.
Produzione del XVIII - XIX secolo
Il nucleo, incentrato sulle produzione pesaresi, è di grande valore artistico. Spiccano i vasi decorati a "piccolo fuoco", in particolare gli esemplari decorati con la celebre “rosa”, su tutti quelli usciti dalle fornaci di Casali e Callegari.

Degno di nota e proveniente da una seconda importante collezione, è anche il gruppo in biscuit della manifattura di Napoli, prototipo del celebre marmo ritrovato nel 1506 sull'Esquilino. Rappresentante l'episodio di Laocoonte raccontato da Omero, divenne presto una delle opere più famose dell'Urbe. Il gruppo in oggetto è molto raro e uno dei più ambiziosi mai realizzati a Napoli.
Tra le opere otto-novecentesche risulta emblematico il gruppo in terracotta lustrata di Pietro Melandri, noto pittore, decoratore, scenografo e ceramista faentino.

Wannenes presenta con orgoglio quest'importante asta, frutto di importanti collaborazioni con esperti e studiosi e ricca di oggetti di elevato valore collezionistico. La vendita si distingue per la grande ricercatezza e la presenza di ben 156 lotti provenienti dalla collezione Biscontini Ugolini e da un'altra importante collezione palermitana.
Il catalogo è inoltre stato curato da Luca Melegati, direttore della sede Wannenes di Milano, responsabile del reparto di Ceramiche e Vetri, nonché grande esperto a livello internazionale del settore ed infine allievo di Grazia Biscontini Ugolini.
L'appuntamento è per mercoledì 1 luglio a Milano, ore 15, nell'Auditorium di Via Cornaggia 8. L'esposizione è invece aperta da sabato 27 a martedì 30 giugno, nella sede di Palazzo Recalcati.



