All’inizio del 1613, la diciannovenne Artemisia Gentileschi si trasferì a Firenze insieme al suo nuovo marito, Pietro Antonio Stiattesi, originario della città. I due si erano sposati nel novembre dell’anno precedente, poco dopo un umiliante processo svoltosi a Roma, durante il quale il pittore Agostino Tassi era stato accusato di aver violentato Artemisia nello studio di suo padre, Orazio Gentileschi. Sebbene Tassi fosse stato condannato, lo scandalo compromise profondamente la reputazione sociale della giovane artista e si ritenne opportuno trovarle rapidamente un marito. La scelta cadde su Stiattesi, fratello del notaio che Orazio aveva chiamato a testimoniare al processo.
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A Firenze Artemisia riuscì ad affermarsi come pittrice, realizzando una serie di autoritratti che mettevano in evidenza la sua straordinaria abilità, senza ricorrere a modelli professionisti.

Di Artemisia Gentileschi sono giunti fino a noi diversi autoritratti giovanili: quattro risalenti al periodo fiorentino e uno databile agli anni Trenta del Seicento. Alcuni sono oggi conservati presso il Wadsworth Atheneum di Hartford (Autoritratto come suonatrice di liuto), la National Gallery di Londra (Autoritratto come Santa Caterina d’Alessandria) e in una collezione privata (Autoritratto come martire).
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Un’opera strettamente correlata, che raffigura l’artista con gli attributi di Santa Caterina, è anch’essa custodita in una collezione privata. Concessa in prestito al Museo Nazionale di Oslo dal 2022 al 2025, è stata proposta il 4 febbraio come lotto principale dell’asta di dipinti antichi organizzata da Christie’s a New York, con una stima compresa tra 2,5 e 3,5 milioni di dollari.
Dopo un’intensa gara tra i partecipanti, il dipinto è stato aggiudicato per 5.687.000 dollari, commissioni incluse, più che raddoppiando la stima minima e stabilendo un nuovo record d’asta per Artemisia Gentileschi. Il precedente primato risaliva al 2019, quando Artcurial a Parigi aveva venduto una Lucrezia per 4.647.500 euro.
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Oltre a quello che è ritenuto il primo autoritratto di Artemisia Gentileschi, grande attenzione ha suscitato anche un’opera di Giovanni Antonio Canal, detto Canaletto. Il dipinto è stato venduto per 30.535.000 dollari, segnando il secondo risultato d’asta più alto mai raggiunto dall’artista veneziano.
Realizzato negli anni Cinquanta del Settecento durante il soggiorno inglese di Canaletto, il dipinto raffigura la partenza del Doge nel giorno dell’Ascensione, un tema al quale l’artista tornò più volte nel corso della sua carriera. L’opera riprende fedelmente una versione eseguita circa vent’anni prima. Quest’ultima, già appartenuta al primo ministro Sir Robert Walpole ed esposta al numero 10 di Downing Street, è stata venduta da Christie’s a Londra lo scorso luglio per 31.935.000 sterline, un prezzo record determinato dal soggetto, dalla qualità esecutiva e dalla prestigiosa provenienza.
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L’asta newyorkese dedicata agli Old Masters ha totalizzato complessivamente 54.130.050 dollari, il risultato più alto mai registrato da Christie’s New York per una vendita interamente consacrata ai maestri antichi dal 2012.
Jennifer Wright, responsabile del dipartimento Old Masters a New York, ha dichiarato: «L’asta è stata caratterizzata da un’energia straordinaria. Abbiamo registrato offerte competitive provenienti da tutto il mondo, in particolare per i primi cinque lotti. Siamo stati entusiasti di stabilire un nuovo record mondiale per Artemisia Gentileschi, in una vendita che ha visto un forte interesse per opere del barocco italiano come non accadeva da tempo».
Tra gli altri lotti di rilievo figurano la Madonna col Bambino e San Giovannino di Sandro Botticelli (5.199.000 dollari), la Scena di villaggio con la Fuga in Egitto di Pieter Brueghel il Giovane (2.027.000 dollari) e La Mère laborieuse di Jean Siméon Chardin, anch’essa aggiudicata per 2.027.000 dollari.



