Leonor Fini è probabilmente una delle artiste più complesse e allo stesso tempo affascinanti del XX secolo. Senza mai slegare la sua vita dalla sua arte, ha attraversato il tempo e i luoghi con notevole autonomia artistica, trasponendo i suoi ideali d'avanguardia sulla tela con forza e determinazione. Ecco 6 fatti poco conosciuti sulla sua vita.

1. Sua madre la travestiva da bambino
Leonor Fini nacque nel 1907 a Buenos Aires da madre italiana e da un tirannico uomo d'affari argentino. Il matrimonio dei suoi genitori finì amaramente quando aveva meno di un anno, costringendo sua madre a tornare in Italia in nave, per sfuggire a suo marito. La sua infanzia è stata segnata dai regolari tentativi di suo padre di riportarla in Argentina, inviando un detective privato dopo l'altro per rintracciare lei e sua madre in tutta Europa. La signora Fini vestiva Leonor da ragazzino ogni volta che lasciavano la casa, uno stratagemma che si rivelò utile, dal momento che l'uomo non fu mai in grado di rintracciarle.
2. Leonor Fini frequentava spesso l'obitorio
Dall'età di 13 anni, Leonor Fini visitò regolarmente l'obitorio locale per studiare il corpo umano. Questa esperienza ha influenzato fortemente la sua percezione della figura umana, che in seguito ha raffigurato in uno stile molto personale, attraverso eteree creature umanoidi che sono oggi immediatamente riconoscibili.

3. Una Surrealista, ma non troppo
Sebbene il suo lavoro richiami il surrealismo, Fini ha sempre rifiutato di unirsi formalmente al movimento. Arrivata a Parigi all'età di 24 anni, gravitava attorno ai circoli surrealisti, si ispirava al loro lavoro e aveva artisti leggendari come Salvador Dalí e Dora Maar tra i suoi amici più cari. Tuttavia, non nascose mai il suo disprezzo nei confronti del leader del gruppo, André Breton, per i suoi atteggiamenti misogini. Il rifiuto di Fini di legarsi formalmente a una tendenza riflette il suo desiderio di indipendenza e autonomia artistica.
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4. La donna era il centro della sua arte
Attraverso la sua arte, Leonor Fini ha cercato di scuotere le percezioni legate al genere e alla sessualità. Nel tentativo di sovvertire i ruoli imposti dalla società, abbandonò le rappresentazioni di donne fragili, innocenti o fatali a favore di dee ispirate alla mitologia greca. Si è applicata alla pittura di figure femminili che non potevano essere classificate, giudicate o definite moralmente o sessualmente. La sua pittura è stata descritta sia come una sfida agli ideali di Breton sia come un'eco del suo obbligo di mascherarsi durante la sua infanzia.
5. Una donna di grande bellezza
I fotografi più famosi dell'epoca, come Henri Cartier-Bresson o Brassaï, non hanno mai nascosto il loro desiderio di immortalare Leonor Fini. !Una donna di grande bellezza!, nelle parole del suo biografo Peter Webb, l'artista ha posato volentieri, a volte provocatoriamente, a volte in modo erotico, assumendo spesso il ruolo di una donna sessualmente sicura. Fedele alla sua arte su tela come nella vita, la si vedeva spesso in costumi elaborati, ornata di piume, gioielli o pellicce, che la rendevano somigliante a una creatura di un altro mondo.

6. Talento a 360 gradi
Sebbene principalmente conosciuta per i suoi dipinti e incisioni, Fini fu anche una talentuosa designer e costumista, e disegnò anche la bottiglia del profumo "Shocking" di Elsa Schiaparelli. Progettò costumi per diverse produzioni teatrali e operistiche, fino a concettualizzare il suo balletto, Le Rêve de Leonor, che è stato successivamente coreografato da Frederick Asthon. Alla fine della sua vita, si dedicò alla scrittura e illustrò i romanzi di molti scrittori.
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Leonor Fini rimase in Francia fino alla fine della sua vita, in compagnia dei suoi amanti Konstanty Aleksander Jeleński e Stanislao Lèpri, ma anche, e soprattutto, dei suoi gatti adorati. Sposata per un breve periodo con Federico Veneziani, l'artista si presentò apertamente come bisessuale, mentre l'idea era ancora tabù, e non si risposò mai. Morì a Parigi nel 1996.



