Ieri alle 17.00, ora locale, la Classic Week di Christie’s a Londra ha aperto con grande entusiasmo. Il programma si è inaugurato con la vendita The Winter Egg and Important Works by Fabergé from a Princely Collection (L’Uovo d’Inverno e importanti opere di Fabergé da una collezione principesca). Circolavano insistenti, ma non confermate, voci secondo cui il misterioso collezionista fosse l’emiro del Qatar.
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Pezzo forte dei quarantotto lotti era il Winter Egg, uno dei pochissimi uova imperiali Fabergé ancora in mani private. Era la terza volta che Christie’s gestiva la vendita di questo straordinario oggetto, donato dallo zar Nicola II alla madre Maria Feodorovna per la Pasqua del 1913. L’uovo era stato venduto per la prima volta a Ginevra nel 1994 per 7.263.500 franchi svizzeri, e poi nuovamente a New York nel 2002, per 9.579.500 dollari: entrambi risultati che, all’epoca, segnarono record mondiali.

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Dopo Ginevra e New York, è stata Londra a offrire un nuovo palcoscenico all’Imperial Winter Egg. Proposto come lotto numero sette, è partito da una base di 17 milioni di sterline. L’oggetto aveva già attirato forte interesse internazionale e non ha tardato a trovare un acquirente: il martello è caduto a 19,5 milioni di sterline, che con le commissioni portano il totale a 22.895.000 sterline (circa 30,5 milioni di dollari).
Questo risultato riporta l’Uovo d’Inverno al vertice delle creazioni Fabergé più costose mai vendute, superando il primato che nel 2007 era passato all’Uovo Rothschild del 1902, aggiudicato per 8.980.500 sterline (18,6 milioni di dollari).
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Tra gli altri lotti di rilievo — la vendita ha totalizzato 27.803.964 sterline con un tasso di aggiudicazione del 92% — figurano una rara statuina di pittore di strada del 1916 (1.514.000 sterline), una slitta in miniatura del 1890 circa (736.600 sterline) e un importante album di disegni Fabergé dal 1911 al 1916 (508.000 sterline). Una bonbonnière realizzata tra il 1899 e il 1903 ha suscitato particolare interesse, passando dalla stima iniziale di 30.000–50.000 sterline a un sorprendente risultato di 304.800 sterline. Notevoli anche i risultati di un campanello da tavolo (177.800 sterline, contro una stima di 20.000–30.000) e di una rara statuetta di gallo (254.000 sterline, stimata 50.000–70.000).
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Margo Oganesian, responsabile del dipartimento Fabergé e arte russa di Christie’s, ha espresso grande soddisfazione: «Christie’s è onorata di aver gestito per la terza volta la vendita del magnifico Uovo d’Inverno. Il risultato di oggi stabilisce un nuovo record mondiale per un’opera di Fabergé, riaffermando il valore duraturo di questo capolavoro e celebrando la rarità e lo splendore di quella che è considerata una delle creazioni più raffinate dell’artista, tanto dal punto di vista tecnico quanto da quello estetico. Con solo una manciata di uova imperiali ancora in mani private, questa è stata un’occasione eccezionale per i collezionisti di acquisire un’opera di importanza senza pari. Christie’s ha riaffermato la sua leadership nel mercato Fabergé attirando una competizione internazionale e coinvolgendo collezionisti e pubblico di tutto il mondo nell’eredità dell’artista.»







