Se mi viene detto che una cosa non si può fare, la mia risposta è sempre: 'Beh, questo lo vedremo...'.
Da ragazzina Frieda Belinfante veniva presa in giro per le dimensioni delle sue mani. Chi la derideva non poteva immaginare che, in futuro, quelle stesse mani avrebbero suonato egregiamente, diretto orchestre, incitato alla Resistenza, falsificato documenti... e tenuto testa al nazismo.
Nata ad Amsterdam il 10 maggio del 1904 in una famiglia di musicisti, nel 1937 divenne la prima donna in Europa a ricoprire il ruolo di direttore artistico e direttore di un ensemble orchestrale professionale (la Het Klein Orkest) e mantenne questo incarico fino a quando l'occupazione nazista dei Paesi Bassi non interruppe la sua carriera musicale, che riprese solo dopo la Seconda Guerra Mondiale.

La Belinfante non fu l'unica a vedere interrotta la propria carriera artistica a causa del nazismo. Numerosi intellettuali e artisti furono ostacolati durante quel periodo per i motivi più svariati, ad esempio per via delle loro tendenze sessuali o della loro discendenza ebraica. Dal momento che Frieda era omosessuale e aveva un padre ebreo, si sentì ovviamente chiamata in causa e, forte del suo spirito combattivo, si mise subito in azione, unendosi alla Resistenza olandese contro il nazismo. Fece amicizia con l'artista Willem Arondéus, scrittore, pittore e illustratore, nonché gay dichiarato e, insieme a lui e al gruppo di resistenza noto come CKC, iniziò a falsificare documenti di identità per aiutare le persone a rischio di persecuzione da parte della Gestapo.
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Oltre ad essere un'attività molto pericolosa, punibile con la morte, la falsificazione dei documenti di identità richiedeva molto denaro. Quando la Resistenza iniziò a esaurire i fondi, Frieda decise di chiedere aiuto al signor Henry Heineken, che gestiva la nota azienda di produzione della birra. L'uomo, oltre ad essere molto facoltoso, era anche un appassionato di musica, facente parte del consiglio di amministrazione dell'orchestra olandese Concertgebouw, per la quale Frieda aveva suonato. Heineken si rivelò propenso ad aiutarla, ma aveva le mani legate, in quanto qualunque prelievo bancario importante sarebbe stato controllato dai nazisti. Frieda allora ebbe un'idea geniale: gli avrebbe venduto l'adorato violoncello a una cifra enorme, 100 volte superiore al valore reale. Sia Frieda che Heineken corsero ovviamente un grosso rischio, dimostrando che, oltre ad avere in comune l'amore per la musica, erano anche individui pieni di coraggio e spirito di sacrificio.
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Frieda e gli altri membri del gruppo CKC si resero presto conto che, per continuare a falsificare documenti di identità senza problemi, era necessario distruggere i documenti originali, in modo che non fosse possibile un eventuale confronto. Per tale motivo decisero di bombardare il Registro Pubblico di Amsterdam il 27 marzo 1943. Nonostante un parziale successo, a causa di una soffiata, Arondéus fu arrestato e condannato a morte. Le sue ultime parole prima di essere giustiziato furono: "Dite alla gente che gli omosessuali non sono deboli".
Belinfante riuscì invece a fuggire, assumendo l'identità di un uomo e andando in giro vestita con abiti maschili per ben tre mesi. Il suo travestimento era talmente convincente che persino la propria madre non la riconobbe quando la incrociò per strada. Nel momento in cui la rete su di lei si strinse ulteriormente, però, la musicista fu costretta a fuggire all'estero e, dopo varie peripezie, riuscì a rifugiarsi in un campo profughi in Svizzera, dove cercò di rallegrare la triste atmosfera del posto offrendo lezioni gratuite di violoncello.
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La Belinfante fu rimpatriata nei Paesi Bassi non appena terminata la guerra. Tuttavia, rimasta delusa dallo scarso riconoscimento che i membri della Resistenza ricevevano in patria, nel 1947 decise di emigrare negli Stati Uniti. Dopo una breve sosta a New York, città da lei ritenuta troppo grande, viaggiò per gli USA con il suo violoncello originale, riacquistato dopo la Guerra. Finì con lo stabilirsi a Laguna Beach, in California, dove continuò a dirigere orchestre con successo, anche se spesso vittima di pregiudizi legati al suo genere e al suo orientamento sessuale. Nel 1987, l'Orange County e la cittadina di Laguna Beach in California hanno designato il 19 febbraio come "Frieda Belinfante Day" per onorare il suo contributo alla cultura musicale.
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Pioniera, radicale, combattente, nel corso della sua vita Belinfante dovette affrontare pregiudizi e persecuzioni di vario tipo, per il suo orientamento sessuale, per le origini ebraiche da parte del padre, per il ruolo di direttore d'orchestra in un mondo ancora dominato dagli uomini. Affrontò ogni attacco a testa alta, con la sicurezza di essere sempre nel giusto e guidata dal suo motto: Se penso di poterlo fare, vuol dire che posso farlo.
L'artista è morta di cancro nel 1995 a Santa Fe (Nuovo Messico), all'età di 90 anni. Ma la sua eredità ispiratrice come combattente, attivista e icona LGBTQ+ rimarrà per sempre viva, come una musica infinita, capace di echeggiare attraverso il tempo e lo spazio.




