La ritrattistica offre una splendida visione dei cambiamenti nella moda e nello stile. Il culmine del genere del ritratto è stato testimoniato tra il XVIII e il XIX secolo. In quel periodo, la capitale indiscussa della moda era Parigi e l'abito che veniva indossato da tutte le donne in Europa era quello à la française, inventato alla corte reale. Consisteva in una gonna a cerchio e un corpetto irrigidito, ed era spesso decorato con fiocchi elaborati, pizzi, ricami e motivi di vario tipo. L'abito era diviso al centro per formare un'apertura a V che permetteva alle sottogonne di passare, creando l'impressione di un'abbondanza di stoffa e di materiale.

Jeanne-Antoinette Poisson, Marchesa di Pompadour, probabilmente la più famosa amante del re francese Luigi XV, era nota per indossare abiti molto elaborati e appariscenti. Spesso posava per dei ritratti, realizzati dai migliori artisti di Francia, come François Boucher. Per la marchesa, un ritratto rappresentava il suo potere e il suo buon gusto. Indossando abiti incredibili, le sue raffigurazioni divennero una pubblicità per le migliori stoffe dell'industria francese della seta.
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Negli anni Settanta del XVII secolo, la veste di corte francese era quella pomposa che conosciamo. I panieri, le "sottostrutture" amplificate che davano alla gonna la forma del fianco, diventavano sempre più larghi e la donna mondana amava portare le acconciature a torre.
Nel 1778, la sfacciata Maria Antonietta sedette in un ritratto di gruppo per la pittrice Élisabeth Vigée Le Brun. La regina aveva una spiccata predilezione per la moda e spendeva cifre incredibili per gli abiti. Diede addirittura alla sua sarta preferita, Rose Bertin, il titolo di "Ministro della moda".

La stilosa Maria Antonietta optò in seguito per guardaroba più semplice, soprattutto per semplici vestiti bianchi di mussola. Vigée Le Brun iniziò quindi a rappresentarla nei suoi nuovi abiti, ma questi ritratti suscitarono molto scalpore: la Regina dipinta in camicia! Un pensiero impossibile! Un ritratto esposto al Salon di Parigi del 1783 dovette essere rimosso dalla mostra.
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Il trionfo della "vestaglia à la chemise" fu però inarrestabile. Anche la Rivoluzione Francese contribuì a semplificare la moda femminile. La vestaglia a tre pezzi alla francese era finita, le "sottostrutture" modellanti erano scomparse e l'abbigliamento femminile divenne confortevole. In Inghilterra, la vestaglia á l'anglaise era l'abito preferito dalle donne.

Nel XIX secolo, divenne di moda indossare un corsetto estremamente aderente e negli anni Venti e Trenta del XIX secolo le maniche a sbuffo erano un must have.
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Con l'introduzione della crinolina nel 1840, gli abiti divennero un tripudio di tessuti e colori tenui. In questo dipinto di Franz Xaver Winterhalter, uno dei ritrattisti più popolari del suo tempo, l'imperatrice francese Eugénie e le sue dame di compagnia apparivano in abiti di crinolina. Negli anni Sessanta del XIX secolo, la crinolina diveenne ancor più voluminosa: la larghezza di un abito poteva misurare più di 6 metri.

Intorno al 1870, la crinolina scomparve dagli armadi, per fare spazio alla tournure, che dava volume all'abito solo sul retro. La parte anteriore era relativamente stretta, inizialmente considerata "impropria".
Alla fine del XIX secolo, la tournure aveva già abbandonato le mode dell'epoca. I vestiti divennero più stretti. Esattamente come fu cinquant'anni prima, le maniche voluminose tornarono alla ribalta e venivano utilizzate per creare il delicato effetto della vita stretta.
All'inizio del XX secolo, con l'invenzione della fotografia, l'espansione della ritrattistica si concluse abbastanza bruscamente. È qui che termina il nostro viaggio di due secoli attraverso la moda e quelle tendenze che continuano a viver proprio grazie alla storia dell'arte.
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