Piero Fornasetti (1913-1988) è ricordato soprattutto dagli storici dell'arte per il suo colpo di genio nel 1958, quando ebbe l'idea di una 'Stanza Metafisica': una stanza in bianco e nero ricoperta di grafica che circonda lo spettatore con 32 pannelli trompe l'oeil monocromatici stampati litograficamente, raffiguranti porte, finestre, scale e gradini.

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Fornasetti iniziò come pittore negli anni '30, ma fu nella litografia e grafica che eccelse in modo particolare, divenendo tra i designer più iconici del 20° secolo. Il designer e architetto italiano Gio Ponti fu uno dei primi a intuire il suo potenziale negli anni '40 dopo aver visto un suo lavoro trasposto su foulard di seta alla Triennale di Milano nel 1933. Il loro incontro diede inizio a una collaborazione tra i due designer con la grafica dell'uno riportata sui mobili dell'altro.

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Uno dei migliori esempi di questa collaborazione è stato il mobile "Architettura", originariamente concepito intorno al 1951. Il telaio in legno è stato progettato da Gio Ponti combinando i disegni di una libreria ufficio, un bar e una credenza. La litografica che ricopre gli armadi è stampata su disegni di Fornasetti. Quando si aprono le ante, lo spettatore scende in un corridoio con colonne classiche che scompare in lontananza. È un puro pezzo di design teatrale: l'epitome del design di Fornasetti e del design italiano dell'epoca, nella sua combinazione di lavorazioni artigianali e metodi meccanici.

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Il tema più ricorrente nel suo lavoro è la rappresentazione della cantante lirica italiana Lina Cavalieri. Dopo aver scoperto la sua immagine su una vecchia rivista francese del 19° secolo, ne rimase incantato e usò il suo viso nei propri lavori di grafica, anche nella sua serie più prolifica 'Tema e Variazioni', con ben 350 versioni su piatti, fermacarte e candelieri. A partire dal 1952, ha cominciato a usare il suo profilo nei modi più svariati, creando Lina con i baffi, Lina come una mongolfiera, Lina che strizza l'occhio, Lina spezzata a metà, Lina come una clessidra e Lina che si tuffa in alto mare - tra le tante altre variazioni che giocano con ingegno e immaginazione.

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Il lavoro di Piero Fornasetti al giorno d'oggi è passato dall'essere un capitolo stravagante del design italiano a un marchio internazionale incredibilmente commerciale. I suoi intrugli surrealisti trasposti su vassoi, sedie, tavoli e ceramiche, prodotti non in una fabbrica ma da una bottega artigiana, sono immediatamente riconoscibili come oggetti del periodo della metà del XX secolo e offrono un desiderabile contrappunto alle linee ultra eleganti del modernismo. Ancora oggi stupiscono, divertono e attirano la nostra sensibilità, influenzando designer contemporanei come Philippe Starck.









