Nato a Milano nel 1916, Marco Zanuso frequenta il Politecnico dal 1935 al al 1939, anno in cui ottiene la laurea in Architettura. Subito dopo veste, come dichiarato in un’intervista, la “divisa dell’ufficiale di stato maggiore della regia marina, come si chiamava allora”.
Quei quattro anni e mezzo a bordo delle navi e lontano dall’architettura non cambiano il suo destino: non appena torna a Milano, il giovane riprende i rapporti con i vecchi amici dell’università e gettta le basi di quella che sarebbe diventata una fulgida carriera.

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È così che si tuffa nell’editoria, lavorando insieme all'architetto Ernesto Nathan Rogers a Casabella, periodico di architettura nato negli anni ‘30, e alla ancora più iconica rivista Domus, dove lavora come caporedattore.
Presto inizia anche a collaborare con le aziende della provincia di Milano; tra tutte spicca la Arflex, impresa per la quale progetta la poltrona Lady.

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Nello stesso periodo realizza, in collaborazione con l’azienda Fratelli Borletti, una macchina per cucire proiettata nel futuro sia in termini di forma che di funzionalità: il prodotto gli varrà il suo primo Compasso d'Oro.
Negli anni successivi, in cui il boom economico dà una grandissima spinta ai creativi del tempo, ha origine il suo sodalizio con Richard Sapper, un designer tedesco che comincia la sua carriera nella Mercedes-Benz per poi trasferirsi in via definitiva a Milano. Sono gli anni di Gio Ponti, dello studio BBPR, di Achille Castiglioni e di tutti quei designer che, lavorando in sinergia con le aziende italiane, gettano le fondamenta di quello che ancora oggi è conosciuto in tutto il mondo come il Made In Italy.

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Uno dei primi lavori sviluppati da Zanuso e Sapper è il Televisore Doney, progettato per Brionvega. Si tratta del primo televisore portatile a transistor mai realizzato in Europa: la sua forma a parallelepipedo varrà al coppia il Compasso d’Oro del 1962. Siamo all’apice della carriera di Zanuso, ed è chiaro quale sia il suo apporto al design italiano del dopoguerra: l’applicazione di materiali estremamente innovativi e funzionalità nuove a prodotti in serie destinati all’uso quotidiano.

Negli anni successivi i progetti della coppia continuano a ricevere premi: seguono le sedie per bambini K1340 di Kartell, le prime realizzate completamente in plastica, e il telefono Grillo prodotto da Siemens, ricordato ancora oggi per la sua particolarissima forma a conchiglia.
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Imprescindibile ricordare anche la sua ricerca, finanziata da Pirelli, sulla gommapiuma, un materiale all’epoca nuovo che il designer sfrutta al massimo e con il quale progetta, tra gli altri, una poltrona per il Piccolo Teatro di Milano. Pochi forse sanno che Zanuso è anche l’architetto, insieme a Crescentini, che realizza il Nuovo Piccolo Teatro di Milano, un progetto fortemente voluto dal fondatore Strehler.

L’edificio che si erge a Lanza non è però l’unico successo architettonico di Zanuso, che si occupa di altre strutture sia in Italia (come, per esempio, gli uffici IBM di Segrate) che all’estero. Zanuso è particolarmente attivo in America Latina, dove negli anni ‘50-’60 realizza gli stabilimenti dell’Olivetti in Argentina e Brasile.
Zanuso è riuscito a coniugare il razionalismo con l’innovazione, nello specifico con la tecnologia avanzata che ha avuto modo di conoscere in guerra: un viaggio verso l’ignoto di un genio del design e dell’architettura scomparso nel 2001 dopo una lunga malattia.
Versione aggiornata di un articolo originariamente pubblicato nel 2018.



