Gianni Agnelli una volta disse: “Preferisco investire in vino che in azioni quotate in borsa: il vino, se proprio andasse male l’investimento, me lo posso bere, con le azioni non ci posso fare niente”.
Il vino è oggi uno dei beni rifugio alternativi più interessanti - e redditizi - sui quali investire: secondo Liv-ex, piattaforma di riferimento che elabora una serie di indici di vini pregiati che tracciano i prezzi per determinati gruppi, negli ultimi 5 anni chi ha investito in bottiglie di indice Liv-ex 100 (i 100 vini più ricercati sul mercato secondario) avrebbe avuto una performance di quasi il 30% con alcuni picchi più alti per alcuni vini regionali francesi.
Preferisco investire in vino che in azioni quotate in borsa: il vino, se proprio andasse male l’investimento, me lo posso bere, con le azioni non ci posso fare niente.

Quali sono le ragioni per le quali dovremmo investire in vino pregiato?
Prima di tutto, la diversificazione del portafoglio. Ogni asset aggiunto, oltre ai mercati finanziari, è una possibilità in più di avere un buon ritorno economico nel breve e soprattutto nel lungo periodo. Il ROI del del vino, afferma il Knight Frank Luxury Investment Index - è secondo solo al comparto dell’arte - raggiunge infatti il +11% nella sfera annuale e il +192% in quella decennale. In secondo luogo, investire in vino - bene deteriorabile - è esentasse: se i rendimenti finanziari sono soggetti a imposizione fiscale, il vino, non rientrando in una normativa specifica, non è soggetto a tassazione. In ultimo, c’è molta domanda. Il vino, infatti, si rivende facilmente ma per ottenere migliori risultati è importante avere pazienza: in genere, più la bottiglia è lasciata ad invecchiare, più alta sarà la rivalutazione.

Scopriamo ora, grazie all’asta di Cambi dedicata ai Vini pregiati e da collezione che si terrà il prossimo 22 aprile, quali sono i vini sui quali conviene investire oggi. Possiamo dividere le aree in quattro macro categorie: vini italiani pregiati (le 3 B), grandi vini francesi, champagne e distillati.
Vini Italiani, le 3 B d'eccellenza

Brunello, Bolgheri, Barolo: le tre parole chiave per investire in vini italiani senza ripensamenti. Le regioni, Toscana e Piemonte, per non sbagliare. Due anni fa, il Sassicaia 2015 (miglior vino al mondo secondo Wine Spectator nel 2018) è passato da 110 euro la bottiglia a 360 euro in una sola settimana. Il Brunello invece, garantisce un investimento ad altissimo rendimento: i profitti crescono in maniera direttamente proporzionale al suo affinamento, come rivela il Consorzio del vino Brunello di Montalcino: il valore triplica appena dopo l’imbottigliamento, quindi anche le annate più recenti sono interessanti (2016, 2015, 2010, 2007, 2006, 2004). Per quanto riguarda il Barolo, nell’ultimo anno è Giacomo Conterno con il Barolo Monfortino a registrare i migliori risultati, in particolare l’annata 2012.
Grandi Vini Francesi e Champagne

Anche in questo caso ci sono due B di riferimento: Borgogna e Bordeaux. Se si guarda alla classifica 2019 dei migliori vini da investimento (Liv-ex) è la Francia a dominare, con 42 vini bordolesi (tra i quali Lafite Rothschild, Mouton Rothschild, Margaux, Petrus, Haut Brion), 34 di Borgogna (su tutti, Domaine de la Romanée-Conti, che nell’ultimo periodo ha visto un +13% nelle annate più giovani, e Domaine Leroy), 4 del Rodano (Hermitage, Côte Rôtie e Châteauneuf-du-Pape) e infine, 7 di Champagne, tra i quali oltre a Moët Chandon, spiccano Krug e Louis Roederer, entrambi nella Top 5 tra i migliori vini da investimento dello scorso anno.

Distillati Rari

Anche quando si tratta di distillati, è la rarità che fa la differenza. Per quanto riguarda i Whisky, il fattore scarsità ha enorme potenziale. Spesso le bottiglie, ricche di anni di invecchiamento, hanno delle vere e proprie storie da raccontare. Il Macallan - nelle sue edizioni limitate - è sempre il miglior whisky sul quale investire: lo scorso anno una bottiglia del 1926 ha raggiunto i due milioni di euro da Sotheby’s. Per gli amanti e i collezionisti del Cognac, le etichette sulle quali puntare sono quelle dei grandi record e delle edizioni limitate: Delamain, Courvoisier, Remy Martin, Camus ed Hennessy.

L'asta di Cambi si terrà il 22 aprile in modalità online: i lotti in vendita sono quasi 500 e comprendono una ricca selezione dei migliori vini italiani, tra i quali Brunello di Montalcino, Barolo e Barbaresco, dei vini francesi, Bordeaux e Borgogna oltre a champagne, e importanti liquori e distillati.
Che tu sia un collezionista esperto, un appassionato o un buongustaio in fatto di enologia, la vendita di Cambi è un'occasione imperdibile per aggiungere qualche etichetta prestigiosa alla tua cantina!




