Nell’ottobre 2018, un’asta di Sotheby's a New York ha segnato un nuovo primato nel mercato dei vini da collezione. Tra i lotti figuravano bottiglie rarissime provenienti dalla cantina del celebre commerciante di vini francese Robert Drouhin.
Protagonista assoluta fu una bottiglia di Romanée-Conti 1945, aggiudicata per 558.000 dollari, commissioni incluse. Ad acquistarla fu Rob Rosania, imprenditore immobiliare e appassionato collezionista newyorkese, che nel corso della stessa asta si assicurò un secondo esemplare della medesima annata per 498.000 dollari. Entrambe le cifre superarono il precedente record stabilito nel 2007, quando una doppia magnum di Mouton Rothschild 1945 fu venduta da Sotheby’s per 310.700 dollari.
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Entrambi i prezzi hanno superato il precedente record d'asta per il vino, stabilito nel 2007 quando una doppia magnum di Mouton Rothschild dell'annata 1945 fu venduta per 310.700 dollari da Sotheby's a New York.
Ma cosa rende una bottiglia di Romanée-Conti 1945 tanto straordinaria da spingere i collezionisti a cifre simili?

Il Domaine de la Romanée-Conti
Nel cuore della Borgogna sorge il Domaine de la Romanée-Conti, una delle tenute più prestigiose al mondo. I suoi vini più ambiti provengono dall’omonimo vigneto Romanée-Conti, un appezzamento di Pinot Nero classificato Grand Cru dal 1936.
Le origini del vigneto risalgono al XII secolo, quando i monaci dell’abbazia di Saint-Vivant iniziarono a coltivare la vite su terre concesse da Ugo II di Borgogna. Nel 1584 il terreno fu venduto e prese il nome di La Romanée.
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Nel 1760 passò nelle mani di Luigi Francesco I di Borbone-Conti, che lo acquistò per 8.000 lire. Una tradizione, mai confermata, racconta che il principe superò l’offerta di Madame de Pompadour, favorita del re. Ciò che è certo è che il nuovo proprietario diede il proprio nome al vigneto: da allora, i suoi vini sono noti come Romanée-Conti.
Il nome sopravvisse anche alla Rivoluzione francese, quando la proprietà fu confiscata e passò di mano più volte, fino all’acquisizione nel 1869 da parte degli antenati degli attuali proprietari.

L'annata del 1945
A metà Novecento, la viticoltura europea portava ancora i segni della fillossera, l’insetto che nel XIX secolo devastò i vigneti del continente. La soluzione fu l’innesto delle varietà europee su portainnesti americani resistenti.
Al Domaine de la Romanée-Conti, tuttavia, il reimpianto avvenne più tardi rispetto alla norma, non per la fillossera ma per i danni subiti durante la guerra. Il 1945 segnò così l’ultima vendemmia ottenuta dalle viti originarie della tenuta, prima che venissero estirpate e sostituite. La produzione fu poi sospesa fino al 1952, per consentire il completo rinnovo dei vigneti.
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A rendere quell’annata ancora più eccezionale contribuì una resa estremamente limitata: gelo e grandine ridussero la produzione a sole 600 bottiglie. In annate normali, se ne producono diverse migliaia, ciascuna con un valore che oggi supera abbondantemente i 10.000 euro.
Nonostante le difficoltà climatiche, il 1945 è considerato uno dei migliori vini mai prodotti da questo leggendario Grand Cru.
Il record raggiunto nel 2018 riflette una combinazione irripetibile: la reputazione della tenuta, il valore storico dell’ultima vendemmia da viti originarie, la rarità estrema della produzione e la provenienza da una collezione di altissimo profilo. Elementi che, insieme, spiegano perché una singola bottiglia possa arrivare a sfiorare il mezzo milione di dollari.










