Tony Cragg: Scultore dell'Energia

Un artigiano nella lavorazione di plastica, vetro, legno e pietra, Tony Cragg arricchisce i materiali rivelandone la loro bellezza. Dagli anni 2000, il suo crescente interesse per le scienze naturali ha aperto la sua arte a nuove forme, spingendosi oltre ai confini del linguaggio estetico.

Tony Cragg nasce nel 1949 a Liverpool, in Inghilterra. Lavora inizialmente come tecnico in un laboratorio specializzato in gomme. Nel 1969, inizia i suoi studi in design al Gloucester College of Art di Cheltenham e prosegue in seguito al Royal College of Art di Londra nel 1973. All'inizio della sua carriera produce fotografie, assemblages e installazioni. Negli anni '70 inizia a collezionare diverse tipologie di rifiuti abbandonati e a riutilizzarli nello stile dell'arte povera, dando così una seconda vita agli oggetti scartati dalla società, reintegrandoli con un'anima artistica.

Tony Cragg, 'Stack', 1975. Foto: TateTony Cragg, 'Stack', 1975. Foto: Tate

Inizialmente affascinato dalla plastica, Tony Cragg utilizza questa tecnica, collocando pezzi di plastica su frammenti di mobili nella sua opera Fragments on Table and Chair (1971). Comincia poi ad aprirsi anche ad altri materiali, come dimostra la serie Stack, sulla quale ha lavorato dal 1975 al 1985. Anche in questo caso, vari detriti vengono riorganizzati per creare una struttura monumentale. Questo tema dello stacking persiste nel lavoro dell'artista. In quel periodo, Tony Cragg inizia a insegnare, prima a Metz e poi a Düsseldorf. Nel 1979, organizza la sua prima mostra personale alla Lisson Gallery, guadagnando presto il suo status di figura di spicco nell'arte e nella scultura.

Tony Cragg, 'Red Bottle', 1982. Foto: Nathan Keay, MCA Chicago.Tony Cragg, 'Red Bottle', 1982. Foto: Nathan Keay, MCA Chicago.

Tony Cragg continua a sviluppare un'estetica naturalistica nelle sue composizioni originali. Gli anni '80 sono caratterizzati da una crescente sperimentazione di nuovi materiali per l'artista: crea murales spargendo pezzi di plastica sulla parete, come in Red Bottle (1982), o in Britain seen from the North (1981). In Menschenmenge (1984), caratterizzato da molteplici figure composte da scartati e misurati a 2 × 13 metri, riecheggia nuovamente la massa monumentale di rifiuti della nostra società consumistica. Nel 1980, Cragg espone per la prima volta in Francia alla Galerie Chantal Crousel e al Musée d'Art et d'Industrie de Saint-Étienne nel 1981. Nel 1982, partecipa a Documenta, a Kassel.

Tony Cragg, 'Minster', 1992. Foto: Wall Street International MagazineTony Cragg, 'Minster', 1992. Foto: Wall Street International Magazine

Molte creazioni di questo periodo attestano il crescente interesse dell'artista verso la scienza. In Minster (1987), Cragg usa il principio dello stacking combinato ad un tema scientifico. Gli strati che compongono le strutture sono sovrapposti come strati geologici, e rappresentano il percorso creativo e l'elevazione del successo dell'artista. Tony Cragg si afferma come uno tra i più importanti scultori del XX secolo e partecipa alla Biennale di Venezia due volte, nel 1986 e nel 1988, oltre che a Documenta nel 1987. Nel 1988, vince il Turner Prize della Tate Britain. Negli anni '90, Tony Cragg sviluppa i suoi concetti attorno alla trasformazione di forme geometriche autonome, come in Subcommittee (1991), Spyrogyra (1992) o Congregation (1999). L'artista sperimenta anche sculture antropomorfe, come in Statue of Lichtervelde (1999). Nel 1996, il Centre Georges Pompidou gli dedica un'importante mostra.

Tony Cragg, 'Points of View', 2007. Foto: Wall Street International MagazineTony Cragg, 'Points of View', 2007. Foto: Wall Street International Magazine

Dagli anni 2000 in poi, l'interesse scientifico diventa sempre più evidente nelle sue opere, che iniziano a prendere una svolta in senso estetico. Nel 2003, Tony Cragg espone alcune sculture zoomorfe con pareti a nido d'ape nella piazza di Paris BnF. L'artista sviluppa quindi una vasta collezione di sculture totemiche che si ergono in linea retta per diversi metri di altezza, facendo eco alle monumentali colonne dello scultore Constantin Brâncuşi. Realizzate in legno e metallo, hanno un profilo antropomorfo espresso attraverso una vaga distinzione nella forma. Questo si può dire per It is, It is not (2011), Foreign Body (2015) e Points of View (2004), che si trova a Montpellier e presenta tre imponenti colonne alte oltre 10 metri.

Tony Cragg, 'Accurate Figure', 2013. Foto: Galerie Thaddaeus RopacTony Cragg, 'Accurate Figure', 2013. Foto: Galerie Thaddaeus Ropac

In Relatives (2012), e Accurate figure (2013), esposte da Thaddaeus Ropac, il design è rinforzato da forme fluide e lisce. Queste rievocano gli strati geologici di fenomeni naturali come il Painted Desert in America o la Cappadocia in Turchia. Tutte queste creazioni invitano lo spettatore a muoversi attorno all'opera e osservarla da diversi punti di vista, come in un rituale di contemplazione che assume rapidamente un fascino metafisico.

Tony Cragg, 'Caldera', 2008. Foto: Michael RichterTony Cragg, 'Caldera', 2008. Foto: Michael Richter

Dal 2008, Tony Cragg espone le sue sculture nel Wuppertal Park, in Germania, dove vive e lavora. Inserendoli in contesti monumentali, ne evidenzia il volume, la flessibilità e la contorsione dei materiali che utilizza, testimoniando la natura matura ed emotiva del suo lavoro. Osservando la sua arte, lo spettatore può trascendere la propria esistenza tenendo a mente queste poche parole dell'artista: "Come possiamo rendere viva questa superficie, che libera la sua energia?". Certamente questo è il tema più significativo e prevalente nel corpo del lavoro dell'artista, e ciò che lo distingue come uno dei più grandi scultori del XX e del XXI secolo.

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