UBS e Art Basel pubblicano ogni anno uno dei più autorevoli studi sul mercato globale dell’arte. Dal 2017 il rapporto è redatto dall’economista culturale Clare McAndrew, fondatrice della società di ricerca Arts Economics.
Giunto alla sua decima edizione, l’Art Market Report 2026 offre un’analisi approfondita dell’andamento del mercato nell’ultimo anno. I sei punti seguenti riassumono alcuni dei risultati più significativi.
1. Il mercato torna a crescere
Dopo due anni consecutivi di contrazione, nel 2025 il mercato globale dell’arte è tornato a espandersi. Il valore complessivo delle vendite è aumentato del 4%, raggiungendo i 59,6 miliardi di dollari.
Alla crescita hanno contribuito sia il settore delle aste sia quello delle gallerie. Le vendite all’asta sono aumentate del 9%, arrivando a 20,7 miliardi di dollari, mentre le gallerie hanno registrato un incremento del 2%, con 34,8 miliardi di dollari.
Le vendite private hanno invece segnato una flessione del 5%, attestandosi a 4,2 miliardi di dollari, dopo la forte crescita registrata l’anno precedente.
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2. Gli stessi tre mercati restano al vertice
Come negli anni precedenti, Stati Uniti, Regno Unito e Cina si confermano i principali mercati dell’arte a livello globale.
Gli Stati Uniti mantengono un ampio vantaggio con un fatturato complessivo di 26 miliardi di dollari. Il Regno Unito si colloca al secondo posto con 10,5 miliardi di dollari, conservando la posizione riconquistata sulla Cina nel 2024. La Cina si posiziona al terzo posto con un fatturato di 8,5 miliardi di dollari.
3. Risultati contrastanti in Europa
Il quadro europeo appare eterogeneo.
La Francia si è classificata al quarto posto a livello mondiale, con un aumento delle vendite del 9% che ha portato il mercato a 4,5 miliardi di dollari. Austria e Svizzera hanno registrato entrambe una crescita del 13%, mentre la Spagna ha segnato un incremento del 6%.
In controtendenza, Germania e Italia hanno registrato un calo delle vendite rispettivamente del 10% e del 2%.
Nel complesso, nell’Unione Europea il mercato dell’arte ha mostrato una crescita moderata del 3% nel 2025, raggiungendo gli 8,4 miliardi di dollari.
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4. Le opere di fascia alta trainano il mercato delle aste
La crescita del mercato delle aste nel 2025 è stata trainata soprattutto dal segmento di prezzo più elevato. Nella seconda metà dell’anno diverse importanti collezioni e opere di grande valore sono state immesse sul mercato.
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Il valore complessivo delle opere vendute all’asta per oltre 1 milione di dollari è aumentato del 21% su base annua, mentre il numero di queste transazioni è cresciuto del 15%. Ancora più marcata la crescita delle opere vendute per oltre 10 milioni di dollari, con un aumento del 30%.
Il segmento inferiore del mercato ha mostrato un andamento diverso. Dopo la forte crescita del 2024, le vendite di opere con un valore inferiore a 50.000 dollari sono diminuite del 2% sia in termini di valore sia di numero di transazioni nel 2025.
5. Impressionismo e post-impressionismo in forte crescita
L’arte del dopoguerra continua a detenere la quota maggiore del mercato in termini di valore, rappresentando il 31% delle vendite, pari a 3,1 miliardi di dollari, nonostante un lieve calo del 3%. L’arte moderna si colloca al secondo posto con una quota del 24%, pari a 2,4 miliardi di dollari.
La crescita più significativa riguarda le opere impressioniste e post-impressioniste, che hanno registrato un aumento del 47% su base annua, arrivando a rappresentare il 19% del mercato nel 2025.
L’arte contemporanea, dopo il forte calo del 2024, è rimasta sostanzialmente stabile nel 2025 con una quota del 14%, pari a 1,4 miliardi di dollari. Anche il settore dei maestri antichi ha mostrato una ripresa dopo aver toccato il minimo degli ultimi quindici anni nel 2024, crescendo del 30% e arrivando a rappresentare l’11% del valore di mercato, pari a 1,2 miliardi di dollari.
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6. Le vendite online diminuiscono
Nel 2025 le vendite online hanno raggiunto il livello più basso dal 2019, attestandosi a 9,2 miliardi di dollari e rappresentando il 15% del mercato totale.
Una delle ragioni di questo cambiamento è che le opere di maggior valore sono state vendute soprattutto tramite aste dal vivo, mentre le vendite esclusivamente online si sono concentrate nei segmenti di prezzo medio-bassi.
Prospettive per il 2026
Nel complesso, mercanti d’arte e case d’asta guardano al prossimo anno con moderato ottimismo. Quasi la metà degli operatori intervistati prevede un aumento delle vendite nel 2026, mentre circa il 20% si aspetta un calo.
I sei punti sopra riportati si concentrano principalmente sugli sviluppi del settore delle aste. Lo studio completo di UBS e Art Basel offre un’analisi più approfondita delle dinamiche del mercato globale dell’arte.




