Fu la meravigliosa cattedrale di Chartres a cambiare per sempre la visione artistica di Max Ingrand. Nato a Bressuire, il celebre designer trascorse infatti parte della sua giovinezza proprio nella cittadina francese, ammirando di frequente le vetrate della chiesa in stile gotico, patrimonio mondiale dell’umanità, che veglia la popolazione dell'alto.
Nelle vetrate integrò il suo amore per l’arte medievale con un approccio stilistico moderno
Si forma quindi all’École des beaux-arts e all'École des Arts Décoratifs di Parigi, dove studia con un grande maestro vetraio del tempi, Jacques Grüber. È nel 1931 che apre il suo primo laboratorio, dove sperimenta ogni aspetto del vetro colorato. Realizza in quegli anni le decorazioni art déco per il transatlantico Normandie, e quello che fu l’attuale Palais de Tokyo a Parigi, all’epoca chiamato Palais des Musées d'Art Moderne.

Durante la seconda guerra mondiale, prigioniero in Germania, conosce colui che diventerà poi il direttore della grande azienda Saint-Gobain, oggi impegnata a 360 gradi nell’edilizia, ma dedita - nella seconda metà del XX secolo - alla diversificazione delle applicazioni del vetro. Il periodo post bellico vede Ingrand impegnato nella ricostruzione di molte vetrate di chiese danneggiate, dove integra il suo amore per l’arte medievale con un approccio stilistico moderno.

Gli anni ‘50 lo vedono protagonista della scena del design internazionale. Già famoso come decoratore e maestro vetraio, nel 1954 divenne direttore artistico di Fontana Arte, una delle più importanti aziende italiane nel mondo dell’illuminazione (e all’epoca, parte del gruppo Saint-Gobain) dove rimane per tredici anni: un periodo ricco di collaborazioni (Gio Ponti, Pietro Chiesa, per citarne alcune) e grandi progetti. Di quegli anni trascorsi con Fontana Arte, rimangono una prodigiosa varietà di lampade, appliques, lampadari, vasi, posacenere, candelieri, bicchieri e tavoli.

Tanti dei suoi progetti sono diventati dei veri e propri classici del design, come la lampada da tavolo Fontana, tutt'oggi in produzione. L'esperienza con Fontana Arte si conclude nel 1967, quando Ingrand fonda la sua società Verre Lumière, che fu tra le prime a produrre lampade alogene. Continuò, con passione e innovazione, a progettare e produrre apparecchi luminosi fino alla fine della sua vita, avvenuta nel 1969.

Considerato uno dei più grandi maestri vetrai del 1900 grazie alle sue abilità magistrali, Max Ingrand è tra i protagonisti di spicco del catalogo “Forme”, la prossima asta di Wannenes dedicata al Design: con undici lotti, tra i quali il top lot al numero 96 (rara lampada da terra in ottone, legno di noce ebanizzato, fusione in ottone, cristallo satinato curvato e molato, 1956), Ingrand è affiancato da altri prestigiosi designer.
Nel catalogo di "Forme" troviamo infatti ben 271 lotti, pezzi preziosi realizzati da Franco Albini, Ettore Sottsass, Gino Sarfatti, Osvaldo Borsani, Piero Fornasetti, Gio Ponti, Gabriella Crespi e molti altri ancora.

Se non volete perdere l'opportunità di scoprire la grande asta di Wannenes, l'appuntamento è per il 14 luglio alle ore 15, in una tornata unica, nella sede della casa d'aste a Genova. Per tutte le modalità di partecipazione, vi invitiamo a visitare il sito di Wannenes.



