...l'elmo e la corazza uno li indossa per la sua sicurezza personale; mentre lo scudo protegge anche i compagni di fila.
Scudo (dal latino scutum) è sinonimo di protezione, barriera, difesa, riparo, schermo. Si tratta in effetti di un'arma bianca costituita da una piastra di varie forme e materiali, utilizzata non per attaccare ma per proteggere chi la porta.
Il primo materiale utilizzato per la realizzazione degli scudi fu il legno e anticamente gli scudi erano progettati per proteggersi da armi come asce, mazze, fionde e frecce. Anche la pelle di animale, il vimini, le canne intrecciate e i gusci di tartaruga erano materiali inizialmente usati per la realizzazione degli scudi. In un secondo tempo cominciarono a essere usati anche metalli come bronzo e acciaio. Durante le invasioni barbariche e il Medioevo veniva utilizzato il legno di pioppo, tiglio o altri legni resistenti alle spaccature, talora rivestiti da cuoio o pelle grezza e rinforzati con borchie o fasce di metallo.
Hai un oggetto che vorresti far valutare? Affidati a ValueMyStuff!

Lo spessore e la forma degli scudi, che venivano retti da un'impugnatura centrale o da cinghie legate al braccio, variavano a seconda della strategia di difesa: potevano essere molto grandi e quadrati quando dovevano proteggere dai colpi di numerosi attacchi provenienti da più direzioni, oppure piccoli e leggeri se il guerriero era coinvolto in uno scontro corpo a corpo o aveva bisogno di spostarsi piuttosto rapidamente. Esistevano scudi rettangolari, quadrati, rotondi, ovali, triangolari, smerlati e via dicendo. Alcuni scudi presentavano un foro per gli occhi, per proteggere anche il viso ma consentire comunque una buona visibilità.

Fra i Greci micenei venivano usati due tipi di scudo realizzati con una struttura di vimini rinforzata con il cuoio: uno rettangolare "a torre" e uno "a figura di otto". Gli opliti, ovvero i soldati facenti parte della fanteria pesante dell'antica Grecia, si avvalevano di un pesante scudo (ἀσπίς, “aspis”) rotondo per combattere nella cosiddetta "falange oplitica". I soldati venivano addestrati sin da bambini al combattimento e imparavano a marciare in formazione allineata, avanzando contro il nemico sempre affiancati. In questo modo creavano un enorme muro di scudi.

La falange oplitica marciava e si spostava in modo tale che ogni soldato copriva con il proprio scudo non solo se stesso ma anche il compagno che si trovava alla sua destra. Tale tattica, tuttavia, aveva come conseguenza il fatto che il fianco sinistro dello schieramento era sempre scoperto. Per tale motivo, i soldati migliori marciavano sul fianco destro della formazione, proteggendo quelli più vulnerabili. Era una formazione basata sul lavoro di squadra e sullo spirito di sacrificio. Si combatteva tutti insieme, uniti come un unico corpo, contro il comune avversario. La falange doveva essere il più possibile unita, fisicamente e moralmente, pertanto, prima di ogni battaglia, gli opliti mangiavano tutti insieme seguendo una dieta rigida, partecipavano a riti religiosi e intonavano dei canti sacri chiamati “peana”.

Analogamente ai Greci, anche gli antichi Romani usavano un sistema ben strutturato nello schieramento dei loro eserciti, all'interno del quale lo scudo aveva un ruolo fondamentale. La cosiddetta testudo o testuggine romana era una formazione di notevole complessità, che implicava un grande coordinamento collettivo e consisteva in interi gruppi di soldati che avanzavano l'uno accanto all'altro, racchiusi in una sorta di enorme scatola corazzata. Lo scudo utilizzato era di grandi dimensioni, robusto e di forma rettangolare e forniva un enorme riparo alle truppe mentre queste avanzavano contro il nemico, in particolare durante gli assedi.

I legionari della prima fila e quelli posizionati ai lati dello schieramento tenevano gli scudi a protezione frontale, mentre i soldati più all'interno, a partire dalla seconda fila e a file alternate, tenevano lo scudo sollevato, in modo da fornire una copertura in alto. Il risultato era una massa compatta e quasi impenetrabile che somigliava al carapace di una tartaruga (da qui il termine testudo, testuggine). Oltre a una notevole protezione, la testuggine romana celava agli occhi del nemico il numero reale dei componenti, generando un effetto sorpresa. Uno dei lati negativi era il fatto che, dovendo avanzare in perfetta sincronia, i soldati non avevano modo di muoversi troppo velocemente. Tuttavia, potevano marciare in sicurezza e senza affaticarsi fino al momento in cui lo schieramento non veniva rotto per iniziare lo scontro corpo a corpo.

Gli scudi usati dall'esercito romano cambiarono molto nel corso del tempo, sia dal punto di vista della forma, che dei materiali e delle dimensioni. Ai tempi di Romolo lo scudo era di forma rotonda; verso la fine del V secolo a.C. venne adottata una forma ovale convessa, mentre le prime legioni imperiali cominciarono a prediligere uno scudo rettangolare recante emblemi e nome della propria legione incisi sulla sua superficie. I primi scudi, in legno, erano a volte rivestiti da placche di bronzo, che avevano l'inconveniente di appesantirli. Per tale motivo, alcuni scudi furono rafforzati con bordi in lega di rame, materiale più leggero rispetto al bronzo e riducibile a uno spessore più sottile. In seguito fu prediletto l'utilizzo del cuoio grezzo. Gli scudi erano talvolta dotati di umbone, ovvero una prominenza rotonda al centro, che deviava i colpi e serviva anche come incavo per alloggiare l'impugnatura.
L'umbone è presente anche nelle armature di epoca vichinga, in cui lo scudo era il più comune mezzo di difesa, realizzato in legno. Veniva comunemente usato il legno di tiglio, oppure di ontano e pioppio, che erano rinomatamente leggeri e si rompevano meno facilmente del legno di quercia.

Molti scudi vichinghi erano dipinti in tinta unita, altri erano decorati con semplici greche oppure con croci. Prevaleva il minimalismo, sebbene non manchino esempi di scudi più elaborati e in alcuni casi gli scudi potevano essere ornati d'oro e argento attorno all'umbone e ai blocchi della cinghia.
Vuoi ricevere articoli come questo via email? Iscriviti alla nostra newsletter!

Un discorso a parte va fatto per gli scudi dei guerrieri Aztechi, chiamati Chimalli. Questi erano scudi utilizzati più come ornamento estetico che come arma di difesa. Venivano costruiti con materiali come pelli di animali, piume di uccelli, piante come bambù, agave e cotone, metalli preziosi. La loro realizzazione era una tradizione comunitaria, una vera e propria arte che coinvolgeva allevatori, falegnami, orafi e pittori. Alcuni erano scudi puramente cerimoniali, dall'aspetto bellissimo.

Nel corso del tempo e in varie popolazioni del mondo, la superficie esterna degli scudi ha assunto diversi aspetti: poteva essere liscia oppure decorata da un motivo dipinto, un animale o un simbolo, spesso mitologico, che identificava l'esercito di appartenenza. Tali decorazioni furono sistematizzate in dispositivi araldici nell'Alto Medioevo, periodo durante il quale si attestano anche nuove tipologie di scudo "ad aquilone", introdotto intorno al X secolo dai Normanni. Si trattava di uno scudo arrotondato in alto e affusolato in basso, che combinava la versatilità degli studi rotondi con una maggiore protezione, dal momento che il prolungamento verso il basso andava a coprire anche parte delle gambe, senza aumentare troppo il peso totale dell'arma di difesa. Sostituendosi gradualmente allo scudo rotondo, quelli ad aquilone divennero comunemente utilizzati fino alla fine del XII secolo, quando l'introduzione di armature sempre più efficienti consentì agli scudi di divenire più piccoli e leggeri, come il buckler (in italiano brocchiero o scudo da pugno) e poi essere utilizzati sempre meno. Va sottolineato, tuttavia, che ancora nel XVIII secolo i clan scozzesi solevano brandire un piccolo scudo noto come Targe. I targes delle Highlands sono stati l'ultimo tipo di scudo europeo utilizzato attivamente in battaglia, facente parte dell'equipaggiamento dei combattenti fino alla battaglia di Culloden nel 1746.

Nonostante alcuni gruppi etnici utilizzino ancora lo scudo, questo è generalmente entrato in disuso in seguito all'introduzione della polvere da sparo e delle armi da fuoco, che lo hanno reso pressoché inutile. Lo scudo continua comunque a essere utilizzato nell'ambito di feste in costume e rievocazioni storiche di epoche passate. Oggi esistono gli scudi antisommossa e gli scudi balistici usati dai corpi di polizia. Gli scudi delle forze dell'ordine presentano spesso una grande scritta "POLIZIA" o il nome di un determinato corpo, come ad esempio "US MARSHALS" che negli USA identifica l'agenzia di polizia del governo federale degli Stati Uniti.
Oggi, gli scudi antichi possono raggiungere all'asta decine di migliaia di dollari. Uno scudo rotondo cerimoniale in rilievo villanoviano è stato venduto nel Regno Unito nel 2004 per 41.825 sterline e uno scudo spagnolo per un torneo di cavalli del XVI secolo è stato venduto per 42.000 euro in Italia nel 2014.




