La lavorazione della ceramica risale ai tempi antichi, quasi agli albori della società, quando l'uomo iniziò a fabbricarsi vasi per cibo e acqua. I metodi di produzione sono stati poi perfezionati nel corso delle migliaia di anni seguenti, insieme alla modernizzazione della società. L'arte della porcellana è spesso andata di pari passo con alcuni grandi imperi della storia, come quello cinese, persiano o romano, nei quali spiccavano figure artigianali altamente distinte.

A livello europeo i produttori importanti erano diversi, tra i quali senza dubbio quelli della zona dello Staffordshire, nel Regno Unito. Il distretto della contea di Stoke-on-Trent è il risultato della formazione di sei città vicine, che si è formata nel 1910: Burslem, Hanley, Tunstall, Stoke, Fenton e Longton.
Lo Staffordshire settentrionale divenne il centro della produzione ceramica all'inizio del XVII secolo, poiché i dintorni locali disponevano di tutto ciò che era necessario per l'attività produttiva: l'argilla in diverse varietà, carbone per i forni, sale e piombo locali. Questo giovò anche alle famiglie che furono in grado di sostenersi grazie alle piccole attività legate alla ceramica. Queste imprese erano finanziate privatamente, non c'erano prestiti né dalle banche né dallo stato; coloro che necessitavano di un sostegno finanziario per le loro imprese trovarono i loro investitori in parenti stretti o amici. In tal modo, le famiglie riuscirono a mantenere il pieno controllo sui propri affari, rimanendo indipendenti. Le ceramiche erano spesso gestite interamente da un'unica famiglia.

Così, il talento a Staffordshire veniva tramandato di generazione in generazione, come testimoniano anche alcuni pezzi risalenti al periodo tra il XVII al XIX, contraddistinti da un'elevata qualità: seppur semplici, tutti gli oggetti erano realizzati con autentica tradizione artigianale.
Man mano che l'interesse verso la ceramica inglese prendeva piede sui mercati europei, aumentava anche la competizione tra i produttori. I ceramisti si ritrovarono in una costante battaglia l'uno contro l'altro, fortemente spinti a sviluppare la loro abilità artigianale nella qualità e nella presentazione. Le ricette segrete di miscele di argilla e smalti erano tenute al sicuro dagli "estranei", e le aziende prestavano molta attenzione ai propri collaboratori, in modo tale da non rischiare di perdere il know-how acquisito.
Lo Staffordshire era solo nella sua fase iniziale di crescita industriale e dal XVIII secolo in avanti le imprese si ingrandirono sia per dimensioni che per produzione. Il noto ceramista Josiah Wedgwood ampliò in maniera esponenziale la sua attività grazie alle abilità imprenditoriali e buon naso per gli affari. Wedgwood è noto nella storia come uno dei più grandi ceramisti inglesi al mondo.

L'ambizioso e curioso Wedgwood sperimentava costantemente con la ceramica, avendo un grande interesse per la tecnologia e la scienza combinate con l'arte. Questi esperimenti lo portarono all'invenzione del pirometro, uno strumento creato per misurare le alte temperature nelle fornaci. Wedgwood si circondò delle persone giuste e modernizzò rapidamente la sua attività. Gli fu poi conferito il titolo di "Ceramista della regina" dopo aver presentato un servizio appositamente creato per la regina Charlotte, che diede il permesso di nominare la collezione "Queens Ware". Da allora, Wedgwood ricevette commissioni da tutta Europa: un ordine eccezionale arrivò anche da Caterina la Grande, che nel 1774 richiese quasi mille pezzi perla sua collezione.

Wedgwood è celebre soprattutto per la lavorazione chiamata Jasperware: oggetti realizzati con corpi colorati - spesso blu - con bassorilievi ispirati all'antica Grecia e Roma. Questa lavorazione raggiunse un'enorme popolarità poiché era molto vicina allo stile neoclassico, all'epoca molto amato per i suoi richiami verso il mondo antico. Le ceramiche realizzate da Wedgwood e dalla sua manifattura attorno alla fine del XVIII secolo possono raggiungere prezzi da record in asta.
Questo vaso di ispirazione antica è uno dei sei "First Day’s Vases" provenienti dall'apertura della fabbrica 'Etruria' di Josiah Wedgwood nel 1769, progettata insieme al suo socio in affari Thomas Bentley, noto per i suoi raffinati gusti e conoscenze nell'arte classica. Il vaso è passato attraverso diverse generazioni della famiglia Wedgwood ed è stato venduto all'asta da Christie's per 578.000 euro, il 302% in più rispetto al prezzo stimato.

Accanto alle raffinate opere di Josiah Wedgwood e del suo "Jasperware", Staffordshire è famosa per le sue affascinanti figurine, da sempre imitate in tutto il mondo. Queste statuette raccontavano la vita dell'Inghilterra vittoriana dell'epoca, motivo per cui spesso si trovano pezzi ispirati alla regalità e ad altre figure famose di quel tempo, come i politici.
Anche gli animali erano un soggetto favorito: da quelli esotici come pappagalli e zebre, agli animali da allevamento come galline, pecore, gatti e cani. I cani in porcellana Staffordshire, in particolar modo, hanno raggiunto grande popolarità: lo Spaniel è considerato il più famoso e popolare, con la tipica espressione triste ma allo stesso tempo divertente e con catena e medaglione come collare. Le coppie di Spaniel venivano usate per decorare camini o piani del tavolo.
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Per quanto riguarda le figurine dei cani Staffordshire e la loro popolarità sul mercato, Cecilia Nordström, specialista in Ceramiche e Opere d'arte Asiatiche e Ceramiche e Vetri Europei presso la casa d'aste Bukowskis di Stoccolma, ha affermato: "I cani in porcellana Staffordshire risalgono alla prima produzione del XVIII secolo, sono molto rari, soprattutto i pezzi insoliti, come quelli dedicati a razze particolari. Le prime produzioni ovviamente sono le più ambite. Queste figurine rappresentano un oggetto da collezione molto amato ma non appaiono spesso in asta proprio perché vengono tramandate di generazione in generazione."

Ovviamente, i cani in porcellana Staffordshire sono molto popolari nel loro paese di origine, l'Inghilterra. Christie's Londra conferma la rarità dei pezzi, in particolare delle coppie abbinate risalenti alla prima produzione: queste statuette vengono battute all'asta a prezzi considerevoli. Bisogna però fare attenzione alle repliche e alle produzioni successive, che hanno ovviamente meno valore.

Per assicurarti di avere un pezzo originale e antico tra le mani, ci sono alcuni consigli da seguire. Analizza tutta la statuetta: fronte, retro, lati, fondo; gli oggetti antichi hanno alcune caratteristiche peculiari che mancano a quelli riprodotti. Ispeziona, in particolare, il fondo della figurina per vedere se ci sono fori, se questi sono più grandi di una moneta significa che la figurina non è antica (in quelle antiche i fori sono più piccoli, servivano all'emissione del gas durante la lavorazione). Inoltre, cerca sempre di vedere se il fondo non è liscio o perfetto, poiché questo è spesso garanzia di originalità.

L'intera statuetta dovrebbe apparire decorata con pennellate piccole e sottili, il che indica che è stata dipinta a mano artigianalmente. Se vedi dei riflessi, stai sicuro che non si tratta di un pezzo antico. Inoltre, le coppie sono contraddistinte da figurine simili ma mai identiche tra loro. In ultimo, bisogna provare a cercare il simbolo di una "S" - alcune statuette Staffordshire sono contrassegnate con questa lettera, anche se non si tratta di una caratteristica valida per tutti i pezzi.
Testo: Kristina Gyllenberg
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