La Fabbrica Borroni divenne da subito un punto di riferimento, non solo per i giovani artisti, ma anche per i loro galleristi e collezionisti.
Era l’inizio degli anni ‘80 quando Eugenio Borroni, imprenditore e grande amante dell’arte, prese la decisione di cambiare completamente la sua collezione personale, considerandosi ormai da tempo distante da artisti storicizzati come Lucio Fontana e Giorgio Morandi. La sua esigenza era quella di orientarsi verso un’arte più giovane: quella delle nuove leve italiane.

Borroni iniziò così ad interessarsi alle opere che divennero poi il fulcro della sua collezione: quelle di artisti attivi nei quartieri popolari di Roma, oggi conosciuti come "il gruppo di San Lorenzo". Le loro opere, di grande potenza espressiva e comunicativa, a tratti aggressive e decisamente fuori dagli schemi per quel periodo in Italia, furono la base di partenza della "Collezione Borroni”, una delle più importanti raccolte di giovane arte figurativa italiana mai esistita.

La peculiarità della collezione era l’estraneità a mode, tendenze artistiche o interessi economici: il fil rouge che guidava Borroni nelle sue scelte era il concetto di "libertà" espressiva, oltre che una certa ricerca del bello seguendo un suo personale gusto estetico. Tra Scuola Romana, Nuova Figurazione Italiana e Medialismo, le opere raccontano trent’anni di una ricerca appassionata e molte scommesse personali.

Una delle sfide più importanti per Eugenio Borroni fu quella di scegliere un luogo dove esporre le sue opere e realizzare una “fabbrica di giovane arte italiana”. Nel 2001 chiudeva la storica azienda di collanti della sua famiglia, situata in un’affascinante filanda del 1878 a Bollate, nella provincia milanese: dopo tre anni di ristrutturazione prese forma la “Fabbrica Borroni”, un progetto visionario di un collezionista appassionato.

Una delle sfide più importanti per Eugenio Borroni fu quella di scegliere un luogo dove esporre le sue opere e realizzare una 'fabbrica di giovane arte italiana'.
Attraverso questo spazio espositivo unico sul panorama italiano, Borroni non solo condivise la propria passione per l'arte attraverso mostre ed eventi, ma la sua Fabbrica divenne soprattutto un punto di riferimento per i giovani artisti, i loro galleristi e collezionisti.

Oggi, la casa d'aste Cambi propone un'occasione imperdibile: quella di scoprire 69 opere della raccolta di Eugenio Borroni grazie all'asta dedicata alla Collezione, in calendario per martedì 29 settembre a Milano.
Una selezione di opere d'arte degli artisti italiani più amati da Borroni, tra cui spiccano i nomi di Marco Tirelli, Daniele Galliano, Cristiano Pintaldi, Bruno Ceccobelli, Barbara Nahmad, Marco Lodola, Paolo Schmidlin e molti altri ancora.

L'esposizione è aperta dal 21 al 24 settembre (9-13 / 14-18) a Milano in Via San Marco 22. Sarà possibile partecipare all'asta online anche su Cambi Live. Tutte le informazioni sul sito della casa d'aste.



