All’inizio di dicembre la maison romana Telearte, con oltre vent'anni di storia alle spalle, terrà sulle maggiori piattaforme online uno dei più attesi eventi annuali del mercato dell’arte: l’asta di Natale. E cosa esprime al meglio la magia dell'inverno più di una ricca collezione di argenti? Abbiamo esplorato il sontuoso catalogo della casa d'aste e scelto per voi alcuni dei lotti di punta.

Ha il fascino e l'incanto dell'età vittoriana questa coppia di bicchieri a quattro manici in argento dorato, interamente sbalzati a motivi cinquecenteschi. L'opera, risalente al 1871, venne eseguita a Londra da Robert Garrard, stimato orafo nonché primo gioielliere della corona ufficiale del Regno Unito. Oltre ad essere di pregevole fattura e con una storia importante alle spalle, quello che colpisce di questo lotto è anche l’aspetto eccentrico e peculiare, che lo rende un oggetto inusuale e accattivante, di sicuro impatto visivo.

Ecco un altro articolo che sicuramente non passa inosservato, in grado di arricchire qualunque ambiente: questo meraviglioso cesto in argento ha un'ottima fattura e risale al 1756, l'epoca di Giorgio II. Il cesto reca timbri di William Cripps, un importante e prolifico maestro argentiere di base a Londra. Cripps si specializzò in raffinati pezzi da tavola e i suoi servizi in stile rococò sono particolarmente ricercati all'asta dai collezionisti. Alcuni esemplari possono essere visti al Victoria and Albert Museum di Londra.

Proviene dalla Polonia del XVII secolo questo tankard in argento con parti dorate, che reca probabili marchi della città di Jaroslav. Particolarmente bello il coperchio, che presenta una deliziosa decorazione. Resta al momento un mistero lo stemma, che potrebbe costituire una bella sfida per un collezionista esperto desideroso di identificarlo.

Altro lotto di punta, questo turibolo in argento risalente alla prima metà del XVI secolo. L'opera, di provenienza fiorentina, è stata eseguita sui modelli architettonici rinascimentali. La parte sottostante è decorata a sbalzo con motivi vegetali. Si tratta di un manufatto di grande valore anche perché qualitativamente in ottimo stato, nonostante risalga al ‘500. Un oggetto ricco di storia dalla bellezza intramontabile.

Questo pregevole epergne reca marchi di Thomas Pitts I, noto maestro argentiere specializzato proprio nella lavorazione di epergnes. L’esemplare è stato pubblicato nel Jackson’s Silver and Gold “Epergne con cesto centrale e cestini a contorno”, pag. 223. È il pezzo a nostro avviso più “natalizio” presente in catalogo: sfizioso, elegante e festoso!

Oltre ad essere il top lot dell’asta, questo Salver ricco di decorazioni di eccellente manifattura fu commissionato all'argentiere John Edward Terry. L'artista ha disegnato il manufatto descrivendo un'allegoria dei quattro elementi, rappresentati da quattro figure principali e da altrettante storie narrate sul bordo. Il fuoco è rappresentato da Zeus, l'aria da Eolo, l'acqua da Nettuno e la terra da Cerere. Le storie negli intervalli sono le seguenti: un carro trainato da Zeus con fulmini e saette ed un vulcano che erutta lava; una bellissima scena di putti che giocano con le bolle di sapone ed Eolo che governa i venti. Segue una scena animata da tritoni, cavalli e mostri marini; l’ultima raffigurazione illustra una serie di putti che arano la terra e raccolgono grano e uva. Il centro del Salver è inciso da un’insegna nobiliare con motto, circondato da quattro cartigli cesellati da motivi nuovamente riconducibili ai quattro elementi: due torce per il fuoco, quattro farfalle per l’aria, le conchiglie a raffigurare l’acqua e la cornucopia per rappresentare l’abbondanza della terra.

Chiudiamo questa squisita carrellata con un oggetto decisamente diverso dagli altri ma molto importante: questo particolare busto è accompagnato dalla diagnostica e costituisce un manufatto certo del Trecento di Perpignant, pertanto storicamente piuttosto rilevante. L’oggetto presenta uno stemma nobiliare di cui non si è riusciti a indentificare l’appartenenza, forse attribuibile a una confraternita. Reca punzoni di Perpignan per il XIV secolo e il marchio dell’orefice esecutore, possibilmente Soler Simo, attivo a Perpignan tra il 1346 e il 1356. Il manufatto è stato sottoposto a un’analisi diagnostica dell’Università di Pavia, che concorda con la datazione proposta, data l’analisi della composizione del metallo e la natura e la composizione delle finiture di colore, nonché degli smalti vetrosi presenti nella riproduzione dello stemma nobiliare.
Vi diamo appuntamento il 2 dicembre alle ore 19 italiane, per quest'asta dal sapore magico e natalizio, che verrà battuta fisicamente ma avrà una ricca presenza anche online.
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