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Con le sue 6 sfere di vetro opale, la plafoniera 2042 fa parte di una delle serie più importanti prodotte da Sarfatti. Tutto ebbe inizio nel 1959 con il modello 237, una lampada da parete con un semplice sistema costituito da una sfera di vetro sospesa su un anello di ferro, a sua volta collegato a una struttura di alluminio. Nel decennio successivo, questo principio diede vita a un'ampia famiglia di lampade, certamente la più famosa e diffusa del designer.

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I vari modelli, come la lampada a sospensione 2109, la lampada da tavolo 543 o la plafoniera 2042, hanno tutti la stessa composizione, con alcune differenze nel diametro delle sfere e nel colore della struttura in alluminio. L'idea della sfera luminosa è nacque da una commissione per l'Hotel Torre di Madesimo, per il quale la Sarfatti aveva progettato due modelli: una lampada per il bar -(che non è mai entrata in produzione), e il modello 2109/24, con sfere di 14 cm di diametro che il designer amava chiamare "la collana". Vedendo il grande potenziale di questa creazione, Sarfatti sentì la necessità di ampliare le dimensioni delle sfere per ospitare lampadine più luminose e per adattare le lampade a spazi più ampi.

La plafoniera 2042 è quindi un "derivato" delle applique della serie e, secondo la letteratura sul modello, la struttura tubolare che si allarga in un disco per adattarsi al soffitto fu la parte più difficile da progettare. Sarfatti, infatti, voleva che l'illusione ottica fosse perfetta, quindi che il tubo si espandesse naturalmente rendendo impossibile percepire che la struttura fosse in realtà composta da due parti.
Il modello 2042 (2042/3, 2042/6, 2042/9 o 2042/18 a seconda del numero di sfere), come tutti quelli della famiglia, si ispira alla bellezza e alla poesia della luna ed è uno dei pilastri dell'innovazione nella tecnologia dell'illuminazione italiana.
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Gino Sarfatti e la sua azienda Arteluce hanno vinto numerosi premi e riconoscimenti, tra cui il Compasso d'Oro nel 1954 e 1955 e il diploma onorario della Triennale di Milano.


