I Grandi Maestri del XX secolo

Giorgio De Chirico e altri illustri esponenti dell’Arte Moderna e Contemporanea formano un ponte fra passato e presente in un'asta dal catalogo eccellente.

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Foto © Wannenes (dettaglio)
Foto © Wannenes (dettaglio)

L’Arte Moderna e Contemporanea torna in sala il 5 luglio nella sede milanese di Palazzo Recalcati di Wannenes. Il catalogo presenta una selezione di lavori che vanno dagli inizi del ‘900, con scuole e nomi importanti del panorama italiano e non solo, fino al periodo contemporaneo, e raccoglie quadri inediti e di alta qualità provenienti da Gallerie e collezioni private.

Tancredi, Omaggio a Kandinski, Klee, Picasso e Osvaldo Licini. Rivelazione, 1960, Tempera su carta applicata su tela, cm 167 x 182. Titolato sul retro. Lotto 24. Stima € 50,000 - 70,000.  Foto © Wannenes
Tancredi, Omaggio a Kandinski, Klee, Picasso e Osvaldo Licini. Rivelazione, 1960, Tempera su carta applicata su tela, cm 167 x 182. Titolato sul retro. Lotto 24. Stima € 50,000 - 70,000. Foto © Wannenes

Diamo inizio alla ricca carrellata con la tela del 1960 dal ciclo Rivelazioni: “Omaggio a Kandinskij, Klee, Picasso e Osvaldo Licini” di Tancredi (Feltre 1927 - Roma 1964), interprete eccellente dell’arte del secondo dopoguerra descritto da Peggy Guggenheim come "il miglior pittore italiano, dai Futuristi in poi". Pioniere della pittura di gesto, Tancredi esprime la sua poetica al meglio nell'opera presente in asta.

Di grande interesse per i collezionisti anche l’olio su tela dell'immagine di apertura, realizzato da Massimo Campigli (Berlino 1895 - St. Tropez 1971) e intitolato “Il gioco del filo”. L'opera di questo pittore definito “così antico da sembrare modernissimo” si avvicina alla tecnica pittorica dell'affresco dove utilizza pochi colori e geometrizza i soggetti. I fili, caratteristici nelle sue produzioni, accentuano l’andirivieni dello sguardo così come l’uso di figure gemelle che impongono il passare da un soggetto all’altro per confrontarli.

Enrico Prampolini, Natura aerodinamica, 1932 ca., Olio su tavola, cm 100 x 50. Firmato in basso a sinistra; firmato e dedicato sul retro. Lotto 15. Stima € 40,000 - 50,000. Foto © Wannenes
Enrico Prampolini, Natura aerodinamica, 1932 ca., Olio su tavola, cm 100 x 50. Firmato in basso a sinistra; firmato e dedicato sul retro. Lotto 15. Stima € 40,000 - 50,000. Foto © Wannenes

Tra gli esponenti dell’Arte Meccanica possiamo annoverare Enrico Prampolini (Modena 1896 - Roma 1956) che con la sua “Natura aerodinamica” del 1932 circa testimonia la fase di avanzata calibrazione stilistica dell’ideologia futurista con le correnti internazionali del dadaismo e del cubismo, che lo spingono verso nuove sperimentazioni stilistiche. La sua visione lirica e spirituale, già presente nell’arte meccanica, torna nella pittura aerea dove si fa promotrice di un “idealismo cosmico” che pervade spazi e paesaggi.

Giorgio De Chirico, Le muse inquietanti, 1974, Tecnica mista su cartoncino, cm 35 x 22. Firmato in basso a destra. Lotto 17. Stima € 30,000 - 40,000. Foto © Wannenes
Giorgio De Chirico, Le muse inquietanti, 1974, Tecnica mista su cartoncino, cm 35 x 22. Firmato in basso a destra. Lotto 17. Stima € 30,000 - 40,000. Foto © Wannenes

Per le nature morte segnaliamo l'olio su tela “Vaso di Fiori” di Filippo de Pisis (Ferrara, 11 maggio 1896 - Milano, 2 aprile 1956), che esprime contemporaneamente la leggerezza di tocco e la potenza rappresentativa tipica delle sue opere. Sembra infatti rappresentare con minimi mezzi, e quasi sfiorando appena la tela con pennellate rapide e leggere, l’intima vitalità delle cose.

La storia racconta dell’incontro tra Filippo de Pisis e Giorgio De Chirico (Volo 1888 - Roma 1978) presso l’ospedale militare di Villa del Seminario a Ferrara nel 1915: luogo dove il celebre artista capì che la metafisica sarebbe stata il futuro della sua espressione pittorica. Orientamento stilistico mirabilmente rappresentato da “Le muse inquietanti”, uno dei quadri più iconici della sua produzione proprio perché capace di evocare quella magia silenziosa legata al sogno e al ricordo che, attraverso un linguaggio di stratificazioni simboliche, si pone entro ed oltre la visione reale.

Bahman Mohasses, Leda e il cigno, 1979, Bronzo, cm 11,5 x 20 x 11,3 (base esclusa, cm 22,5 con base). Siglata e datata in basso a destra. Autentica su fotografia di Bahman Mohasses Estate. Lotto 11. Stima € 8,000 - 12,000. Foto © Wannenes
Bahman Mohasses, Leda e il cigno, 1979, Bronzo, cm 11,5 x 20 x 11,3 (base esclusa, cm 22,5 con base). Siglata e datata in basso a destra. Autentica su fotografia di Bahman Mohasses Estate. Lotto 11. Stima € 8,000 - 12,000. Foto © Wannenes

Tra le firme internazionali non possiamo non citare Bahman Mohasses (Iran 1931 - Roma 2010), leggenda dell’arte moderna iraniana auto-esiliatosi in un residence di Roma. All’apice della sua carriera, negli anni ’70, il pittore e scultore decise di ritirarsi a vita privata, isolandosi dalla scena artistica e dal proprio paese natale. Nessuno seppe più nulla di lui, eppure la sua arte ha segnato in maniera indelebile la cultura iraniana. Quello che resta oggi del suo lascito creativo è ovviamente ricercato dai collezionisti internazionali, che potranno arricchire le loro raccolte con le due opere proposte in asta: il “Senza titolo” del 1980, tela della serie “Minotauri”, che rappresenta il nucleo concettuale della sua visione umana e della sua espressività artistica, e la scultura in bronzo “Leda e il cigno” del 1979, dove figure effimere danzano nello spazio che le circonda.

Alberto Biasi, Politipo, 1971, Pvc su legno, cm 50 x 50. Firmato, datato, titolato e dedicato sul retro. Autentica su fotografia dell'Archivio Biasi, n° POL405. Stima € 10,000 - 15,000. Foto © Wannenes
Alberto Biasi, Politipo, 1971, Pvc su legno, cm 50 x 50. Firmato, datato, titolato e dedicato sul retro. Autentica su fotografia dell'Archivio Biasi, n° POL405. Stima € 10,000 - 15,000. Foto © Wannenes

Come esempio della migliore arte degli anni ’70, più precisamente del 1971, troviamo invece “Politipo” di Alberto Biasi (Padova, 2 giugno 1937). Il tema dei Politipi è stato più volte approfondito dall’artista ed è caratterizzato dall’inserimento di forme e cromatismi di forte suggestione figurale. Attraverso un abile uso della materia plastica e della bidimensionalità degli elementi dipinti, Biasi dà vita a immagini altamente evocative che si muovono e si modificano attraverso l’interazione dello spettatore, in un vortice di sensazioni in continuo divenire. L’opera in PVC su legno incarna la ricerca ottico-cinetica che l'artista ha approfondito per più di vent'anni, producendo un gran numero di composizioni dalle forme più mutevoli.

Oscar Zalameda, Senza titolo, inizio anni '60, Olio su tela, cm 73,5 x 92. Firmato in basso a destra. Lotto 33. Stima € 12,000 - 15,000. Foto © Wannenes
Oscar Zalameda, Senza titolo, inizio anni '60, Olio su tela, cm 73,5 x 92. Firmato in basso a destra. Lotto 33. Stima € 12,000 - 15,000. Foto © Wannenes

Altrettanto significativo è il quadro dal titolo Trionfo della strada” di Ottone Rosai (Firenze, 28 aprile 1895 - Ivrea, 13 maggio 1957) realizzato nel 1952. L’opera riflette l’attenzione dell’artista per la pittura quattrocentesca toscana che, a partire dagli anni ’20, lo porterà alla creazione di tele raffiguranti la vita quotidiana negli stretti vicoli fiorentini e dell’Oltrarno, con strade e case isolate, silenziosamente metafisiche. Anche la tela “Senza titolo” di Oscar Zalameda (Filippine 1930 - 2010), realizzata all’inizio degli anni '60, e la tavola del 1955 “Situazioni drammatiche” di Mario Nigro (Pistoia 1917 - Livorno 1992) raccontano il respiro dell’esistenza, non in termini descrittivi ma universali, dando vita a opere in grado di interpretare il drammatico essere contemporaneo, fatto di continuità di relazioni e assenza di confini.

Giuseppe Capogrossi, Superficie G.25, 1965, Collage su carta marmorizzata applicata su tela, cm 52,5 x 50. Datato e titolato sul retro. Lotto 19, Stima € 18,000 - 22,000. Foto © Wannenes
Giuseppe Capogrossi, Superficie G.25, 1965, Collage su carta marmorizzata applicata su tela, cm 52,5 x 50. Datato e titolato sul retro. Lotto 19, Stima € 18,000 - 22,000. Foto © Wannenes

In ultimo, ma non certo in ordine di qualità o prestigio, citiamo due lavori di Giuseppe Capogrossi (Roma, 7 marzo 1900 - Roma, 9 ottobre 1972): “Superficie 718”, olio su tela del 1950-51, che rappresenta uno dei primi esempi di passaggio tra il figurativo e l’astratto compiuti dall’artista, e “Superficie G.25” , opera del 1965 realizzata con la tecnica del collage su carta marmorizzata. I quadri appartengono alla piena maturità stilistica del maestro, quando si era già definitivamente allontanato dalla figurazione a favore di un linguaggio concentrato intorno all’uso di un medesimo segno moltiplicato e combinato in soluzioni sempre nuove, il “morfema”, e di pochi colori fondamentali.

Potete ammirare questi e altri lotti straordinari, nel catalogo di Wannenes su Barnebys.

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