La maggior parte delle città più importanti al mondo hanno, oppure hanno avuto, un'opera di Banksy ad adornare un muro di una via principale o secondaria: topi, scimpanzé, poliziotti che si baciano, bambini inconsapevoli portatori di messaggi di denuncia, le opere di Banksy hanno fatto sorridere, indignare e riflettere gli abitanti di quei luoghi.
Come tutti i grandi satiri, Banksy utilizza immagini umoristiche per attirare l'attenzione su gravi questioni globali e politiche: il capitalismo, il terrorismo, la guerra, il potere sono tutte affrontate e rappresentate con un semplice mezzo. La bomboletta spray.

Ma come è iniziato il "fenomeno Bansky"? Poiché gran parte della sua vita è coperta dal segreto, compresi i suoi primi anni, le opinioni riguardanti la sua identità sono molteplici: la maggior parte concorda però sulla nascita a Bristol nel 1974. Un suo amico, il graphic designer Tristan Manco, racconta che Banksy è il figlio di un tecnico di fotocopiatrici e che, prima di interessarsi alla nascente underground culture dei graffiti della Bristol anni '80, si formò come macellaio.
Il passaggio dal graffito a mano libera allo stencil è nato poi per necessità piuttosto che per pianificazione consapevole. Nel libro di Banksy, Wall and Piece (2006) l'artista ha raccontato di come, a 18 anni, l'urgenza di nascondersi dalla polizia dei trasporti lo portò a sviluppare il suo celebre stile: "Una volta ho trascorso più di un'ora nascosto sotto un autocarro con cassone ribaltabile con perdite di olio di motore che mi cadevano addosso" ha scritto “mentre stavo sdraiato lì ad ascoltare gli sbirri sui binari mi sono reso conto che dovevo tagliare il mio tempo di lavoro a metà oppure rinunciare del tutto. Mentre fissavo il serbatoio del carburante mi sono reso conto che l'unica cosa che avrei potuto fare era quella di copiare quello stile e rendere ogni lettera alta un metro."
C'è stato chi ha messo un dubbio questa versione, suggerendo invece che Banksy sia stato influenzato dall'artista francese Blek Le Rat che durante i primi anni Ottanta riempì le strade di Parigi di creazioni realizzate con gli stencil. Inoltre, Banksy ha affermato di essere passato all'uso dello stencil a 21 anni e non ha 18, raccontando a Manco: "Tutti i graffiti sono un dissenso di basso livello, ma gli stencil hanno un storia in più. Sono stati usati per avviare rivoluzioni e per fermare le guerre".
Chiedere il permesso è come chiedere di tenere un sasso a qualcuno che te lo ha appena tirato in testa

Banksy arriva a Londra nei primi anni 2000, dove viene ospitata la sua prima mostra informale. L'anno dopo, a Los Angeles, debutta con una mostra in galleria, Existencillism, in cui vengono esposte opere come "Leopard and Bar Code" (2002) e "Bomb Hugger" ( 2002). Che si tratti di decorare muri interi o esterni, gli scopi della sua arte sono sempre rimasti costanti: creare uno specchio della società e mettere in discussione lo status quo. In Wall and Piece, ha scatenato un forte attacco su ciò che definisce la cultura del "Brandalismo" - la pubblicità aziendale negli spazi sociali.
"Qualsiasi annuncio nello spazio pubblico è tuo", ha scritto.
"È tuo, da prendere, riorganizzare e riutilizzare. Puoi farci ciò che preferisci."
"Chiedere il permesso è come chiedere di tenere un sasso a qualcuno che te lo ha appena tirato in testa"

Oltre alle attività notturne sulle strade della città, Banksy, con il volto coperto, inizia a appendere le sue opere d'arte, complete di etichette murali, all'interno di gallerie e musei di alto profilo. Parte della sfida per lui è quella di capire per quanto tempo quelle opere rimarranno appese al muro prima che lo staff delle istituzioni se ne accorga.
Un piccolo dipinto ad olio intitolato "Crimewatch UK Has Ruined The Countryside For All Of Us" (2003), descritto come "un bellissimo esempio dello stile neo post-idiota", è durato solo due ore e mezza sul muro della Tate Britain nel 2003, mentre la "Discount Soup Can" ispirata a Warhol è rimasta al MoMa per ben 6 giorni nel 2005.
Poco dopo l'incursione alla Tate Britain, una galleria pubblicò una seconda versione di "Crimewatch UK" del valore di 15.000 £ (17 mila euro). A tre anni di distanza dall'intervento del MoMA, un adattamento della Can Soup, "Tesco Value Tomato Soup", è stato venduto all'asta per $ 175.420 (circa 160 mila euro).

A quel punto, il lavoro di Banksy aveva attirato l'attenzione di molti, tra cui diverse celebrità. Christina Aguilera nel 2006 acquistò tre opere per un valore £ 25.000 (circa 30 mila euro). Avere "un Banksy" era diventato cool e indispensabile per diverse celebrities: Angelina Jolie, Jake Gyllenhaal, Serena Williams e Jude Law comprarono opere dall'artista. L'anno seguente Banksy viene nominato Greatest Living Briton nella categoria dedicata all'arte in occasione di un programma televisivo inglese.
"La street art è ormai alla moda", dichiara il The Guardian nel 2008. Banksy diventa l'artista più famoso di tutti i tempi. Quando, nel 2010, il Time lo inserisce nella classifica delle 100 persone più influenti al mondo insieme a Bill Gates, Oprah Winfrey e Barack Obama, Banksy invia alla rivista una sua foto: la testa coperta da un sacchetto di carta con una faccia da cartone animato. Lo stesso anno, il suo documentario "Exit Through the Gift Shop" viene nominato all'Oscar.
La dicotomia di essere un vero e proprio outsider mentre produce alcune delle opere più commerciabili al mondo non gli è mai andata troppo a genio. Si dice che abbia affermato: "Il successo commerciale è un segno di fallimento per un graffiti artist. Non dovremmo essere visti in quel modo". È comprensibile, quindi, che la fama gli abbia fatto scegliere uno stile di vita sempre più nell'ombra. Per quel tipo di artisti l'anonimato è vitale per non finire nel radar della polizia.
D'altro canto, però, lo status di uomo misterioso serve soprattutto a rafforzare il suo fascino - e, a sua volta, il valore dei suoi lavori. La sua arte di strada, un tempo nel mirino dalle autorità, è ora protetta da teli di perspex o plexiglass in molti luoghi, con alcuni murali addirittura scrostati dalle pareti per essere venduti ai collezionisti.
Il successo commerciale è un segno di fallimento per un graffiti artist. Non dovremmo essere visti in quel modo

Alex Branczik, Head of Contemporary Art di Sotheby's (Europa), spiega: "L'enigma dietro Banksy è il paradosso di essere un outsider mentre diventa il più grande insider del mondo dell'arte. Le strutture del mondo dell'arte sono ovviamente legate agli artisti stessi, e abbiamo già visto questo archetipo verificarsi con altri artisti - come Duchamp ad esempio, che ha messo in mostra un orinatoio come critica dell'alta mentalità dei musei e ha inavvertitamente aperto la strada il movimento del readymade."
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"Non è solo la natura contraddittoria dell'artista che coinvolge le persone, ma anche il modo in cui interagisce per far indovinare quale sarà la sua prossima mossa", aggiunge Branczik “È diventato un commentatore chiave della nostra generazione, creando l'effetto sorpresa. Attira il pubblico di tutto il mondo, spesso con umorismo e fascino globale, facendolo discutere su temi complessi."
Le incursioni di Banksy non sembrano volersi fermare. Tra le più celebri, quella del 2013 a New York, quando si mise a vendere stampe a 60$ in una bancarella: quelle stesse stampe valgono ora 20.000 dollari.

Ma vi ricorderete tutti della sua azione oltraggiosa di due anni fa, quando da Sotheby's, nel bel mezzo di un'asta l'opera "Girl with Balloon" appena battuta si autodistrusse grazie a un dispositivo nascosto nel telaio. L'intenzione era proprio quella di distruggere l'opera non appena questa fosse andata al miglior offerente. Venduta per 1.04 milioni di £ (1.180.000 euro), Banksy ha poi dichiarato con un video che l'opera avrebbe dovuto distruggersi totalmente ma il meccanismo si è inceppato. L'effetto è stato comunque WOW.
Branczik, che all'epoca divenne celebre per aver detto: “We’ve been Banksy-ed" ("Siamo stati presi in giro da Banksy") ricorda il momento in cui il dipinto ha iniziato ad autodistruggersi. “È stato fantastico! Il suo intervento a sorpresa ha scritto un pezzo di storia dell'arte di fronte al pubblico!"
"Non avevamo mai vissuto nulla di simile, un'opera che si autodistrugge nel momento stesso in cui raggiunge un nuovo record - la sala intera era senza parole!"
Ironia della sorte, il pezzo danneggiato - con un nuovo titolo, Love is in the Bin (2018) - ha ora una stima di oltre 2.7 milioni di dollari, il doppio del prezzo record raggiunto in quell'asta.

Nell'ottobre 2019, dopo una frenetica guerra di offerte durata 13 minuti, sempre da Sotheby's, il dipinto ad olio Devolved Parliament (2019), che raffigura la House of Commons piena di scimpanzé, è stato venduto per un record di £ 9,9 milioni (oltre 10 milioni di euro).
E nel 2020, mentre tutti i mercati globali, incluso quello dell'arte, sono stati colpiti dalla pandemia di coronavirus, la popolarità di Banksy è rimasta vivace. Un'asta online delle sue opere, ospitata da Sotheby's nel marzo 2020, ha raggiunto oltre 1.3 milioni di dollari con la maggior parte dei lotti andati oltre la stima pre-vendita. Una versione rosa della stampa "Girl with Balloon" è stata venduta per 463.000 $.
È interessante notare che quasi la metà degli acquirenti su internet (47%) erano nuovi clienti per Sotheby's, con il 30% di offerenti di età inferiore ai 40 anni - cifre che suggeriscono che le piattaforme di vendita digitali potrebbero svolgere un ruolo sempre più vitale nel futuro del collezionismo d'arte. Queste cifre servono anche a dimostrare che, anche in tempi di volatilità senza precedenti, il mondo magnetico e paradossale di Banksy continua ad avere grande fascino.
Articolo di Kay Carson



