24 statue perfettamente conservate, innumerevoli oggetti votivi, iscrizioni etrusche e latine e 5.000 monete sono state trovate sommerse nelle Terme di San Casciano in Toscana. Gli archeologi hanno scoperto i manufatti, risalenti a 2.300 anni fa, nell'odierno stabilimento termale grazie a scavi iniziati nel 2019.
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Le 42 sorgenti termali che costituiscono San Casciano sono oggi uno dei luoghi turistici più frequentati d'Italia, ma vicino ad esse si trovano delle terme più antiche, che si ritiene siano state costruite dagli Etruschi, una civiltà precedente ai Romani, nel III secolo a.C.. Funzionando come un santuario, includevano fontane e altari che erano frequentati dagli imperatori durante il periodo romano. In epoca cristiana le terme furono chiuse e le vasche sigillate con pilastri di pietra, ma le statue rimasero in acqua. Le sorgenti calde, ricche di minerali, e il fango spesso hanno conservato le statue quasi intatte.

Le figure in bronzo raffigurano le divinità venerate nel santuario, e vi sono anche statue in argilla e marmo di organi e parti anatomiche offerte agli dei come augurio di guarigione. Recentemente sono state scavate le effigi delle divinità greco-romane Igea e Apollo, oltre a una serie di altre statue che rappresentano matrone, bambini e imperatori.
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Le prime analisi hanno indicato che le 24 statue e le altre reliquie appartenevano originariamente a famiglie d'élite etrusche e romane, in un periodo segnato da conflitti e integrazioni. Gli Etruschi regnarono nell'Italia centrale per 500 anni prima dell'arrivo della Repubblica romana. Le scoperte di San Casciano testimoniano la transizione tra il periodo etrusco e quello romano in un luogo segnato da una sorta di "osmosi culturale". "Anche in epoche storiche in cui all'esterno infuriavano i più terribili conflitti, all'interno di queste vasche e su questi altari i due mondi, quello etrusco e quello romano, sembrano aver convissuto senza problemi", ha spiegato Jacopo Tabolli, docente dell'Università per Stranieri di Siena responsabile degli scavi, in un comunicato stampa all'Ansa.
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Tabolli ha salutato la scoperta come una di quelle che potrebbero "riscrivere la storia dell'arte antica". Sono passati 50 anni dalla scoperta dei Bronzi di Riace, i due guerrieri greci a grandezza naturale ritrovati nel mare calabrese nel 1972, e questo sito toscano rappresenta il più grande giacimento di statue etrusco-romane e uno dei più significativi di tutto il Mediterraneo.
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Gennaro Sangiuliano, Ministro dei Beni Culturali, lo ha definito "un ritrovamento eccezionale, che conferma ancora una volta che l'Italia è un Paese dai tesori immensi e unici. La stratificazione di civiltà diverse è unica per la cultura italiana".

I manufatti saranno sottoposti a restauro e poi ospitati in un edificio del XVI secolo a San Casciano, che fungerà da nuovo museo. Le antiche terme saranno aperte al pubblico dopo gli scavi.




