Appena un mese dopo la Classic Week, conclusasi con successo, il prossimo evento di punta della casa d'aste Dorotheum di Vienna è già in programma: la Contemporary Week, che riunisce maestri dell'arte moderna e contemporanea.
La prima vendita della settimana d'aste è dedicata all'arte moderna e programmata per il 19 novembre alle 18:00. Saranno presentate opere di artisti rinomati come Gustav Klimt, Alfons Walde, Pablo Picasso, Jacques Lipchitz, Max Ernst e Giacomo Balla.

Tra i lotti salienti c'è un pezzo raro di Max (Mopp) Oppenheimer: uno dei soli quattro autoritratti che il pittore austriaco ha realizzato nel corso della sua carriera. Dopo altri autoritratti degli anni 1908, 1911 e 1924, quest'opera è l'ultima di una ristretta serie. In essa Oppenheimer si ritrae frontalmente, presumibilmente seduto davanti a uno specchio, mentre prende le misure. La posa è estremamente sicura di sé e sembra rompere le dimensioni della tela.
Dopo la fuga dall'Austria nel 1938, il suo studio fu saccheggiato. L'autoritratto e gli altri due dipinti dell'attuale offerta facevano parte del bottino. Tutte e tre le opere sono state restituite agli eredi di Max Oppenheimer nell'estate di quest'anno.

Dopo aver studiato a Vienna e Praga, Max Oppenheimer si unì inizialmente agli espressionisti viennesi. Ammirava soprattutto Egon Schiele e i due si ritrassero reciprocamente. Schiele è rappresentato nella Settimana Contemporanea con sei opere, tra cui quattro dei suoi brillanti disegni. Vanno menzionati Due nudi femminili del 1918 e, soprattutto, Ragazza seduta con fiocco nei capelli, realizzato l'anno precedente. Il disegno a carboncino è uno dei ritratti di bambini più notevoli di Schiele, non solo per la chiara e schietta modalità di rappresentazione, ma anche per la tecnica pittorica con cui aggiunse i colori. Presumibilmente ispirata alla tecnica dell’acquaforte a puntasecca, una simile applicazione del colore si trova solo nell'ultima opera di Schiele.

“Ogni quadro che dipingo nasce dalle fonti più profonde della mia paura”, confessava l'artista rumeno Victor Brauner in uno dei suoi taccuini. Nel 1930 si era unito ai surrealisti a Parigi, e poche altre sue opere sembrano incarnare questa visione come L’Émanatrice del 1951. In quest’opera, la protagonista si confronta con un mondo alla deriva: nulla è tangibile, i suoi pensieri e tutta la sua identità si smembrano in un caos di forme arbitrarie.
Non meno importante è l'asta “Arte Contemporanea I”, che si terrà il 20 novembre alle 18. Fra le grandi opere presenti, figurano quelle di Maria Lassnig, Giuseppe Capogrossi, Tom Wesselmann, Martha Jungwirth, Friedensreich Hundertwasser e Cindy Sherman.

La selezione è guidata da The language of nature di Stanley Whitney del 2005. L'opera di grande formato dimostra ancora una volta come Whitney riesca a combinare geometria ed emozioni, trasformando una composizione apparentemente severa in qualcosa di vivace. Presto influenzato da artisti come Mondrian, Morandi e Rothko e successivamente dal classicismo e dal Rinascimento, che studiò in Italia, fu soprattutto la musica jazz a ispirare Whitney alla ritmica imprevedibile delle sue opere.

Negli anni '60 la gallerista e nipote di Le Corbusier, Marie-Louise Jeanneret, fondò nel nord Italia, a Boissano, il Centre Internationale d’Experimentation Artistique. Per l'estate del 1974 la gallerista invitò Andy Warhol, che tuttavia probabilmente vi trascorse solo una settimana. Durante questo periodo, oltre a Jeanneret, fotografò alcuni degli altri ospiti, che in seguito utilizzò come base per le sue note serigrafie. Jeanneret fece anche in modo che tre collezionisti torinesi, appassionati di Marcel Proust, commissionassero un ritratto dello scrittore francese, immortalando così un'altra icona nello stile inconfondibile di Warhol.

Nel 1982 Emilio Vedova, il grande maestro italiano dell'Arte Informale, partecipa al documenta 7 di Kassel, dove è presente con cinque opere di grande formato delle serie Emerging e Compresenze. Anche l'opera presente Compresenze/Tensione '82 (Passa Van Gogh), dello stesso anno, non ha nulla da invidiare alle opere esposte a Kassel per dimensioni e potenza compositiva.
Le aste “Arte Moderna” e “Arte Contemporanea I” (integrate dall'asta online “Arte Contemporanea II” del 21 novembre) si terranno da Dorotheum, presso Dorotheergasse 17, a Vienna. La mostra sarà aperta dal 9 novembre.




