Nato a Roma nel 1966, Lorenzo è figlio dell'attore americano Anthony Quinn e della moglie Iolanda Addolori. Dopo un'infanzia divisa tra l'Italia e gli Stati Uniti, inizia un corso all'Academy of Fine Arts di New York per diventare un pittore surrealista. Ma è nella scultura che Quinn trova la sua strada, a 21 anni, seguendo un progetto di studio che si rivelerà il suo primo lavoro di successo.
Quinn trae ispirazione dai grandi maestri come Michelangelo, Bernini o Rodin e cerca costantemente di trasporre nelle sue opere emozioni autentiche. Le sue idee sono come lampi, la sua "ispirazione arriva in un millesimo di secondo". Questa urgenza creativa è dovuta soprattutto a un’incessante osservazione della vita quotidiana e di tutto ciò che lo circonda.

Ma se le idee nascono in profusione, un progetto può richiedere diversi mesi per essere finalizzato, perché il suo significato deve essere chiaro e profondo. Quinn concepisce ciascuna delle sue opere per iscritto, il testo poetico viene quindi trascritto in un pezzo tridimensionale, ma sempre come parte integrante del lavoro, e non come una semplice spiegazione del suo concetto.
Le opere di Quinn si trovano in molte collezioni private, mentre diverse istituzioni hanno utilizzato il suo talento per commissioni straordinarie, come nel vaso de "L'Albero della vita" per le Nazioni Unite o la scultura commemorativa della Basilica di Santo a Pueda per il Vaticano. Alla Biennale di Venezia 2011, Quinn presenta "This is not a Game", un'installazione monumentale che comprende un muro di mattoni fatto saltare in aria dalle armi da fuoco - al Padiglione Italia - e un carro armato sovietico circondato da soldati a grandezza naturale, tenuto da una mano gigante - sull'isola di San Servolo.
Volevo scolpire la parte del corpo umano che viene considerata la più difficile ed impegnativa da un punto di vista tecnico. La mano ha molto potere, quella di amare, odiare, creare, distruggere.

Senza dimenticare, ovviamente, le sue mani monumentali installate temporaneamente sul Canal Grande nel 2017, a sostenere il palazzo vicino all Ca' d'oro: l'opera, "intitolata Support" mirava ad attirare l'attenzione sull'innalzamento del livello del mare, che minaccia di distruggere l'architettura e il patrimonio della città.
Le sue opere sono state esposte a livello internazionale e diverse installazioni permanenti sono ora visibili in diversi spazi pubblici.
