Nel Medioevo le scrivanie avevano due elementi principali: una parte dove si poneva l'occorrente per scrivere e un leggio. Solitamente le scrivanie avevano strutture massicce in grado di supportare volumi manoscritti piuttosto voluminosi. Durante il Rinascimento e nelle epoche successive le scrivanie cominciarono ad avere strutture più snelle e, con lo sviluppo dell'ebanisteria e il miglioramento della lavorazione del legno, vennero aggiunti sempre più cassetti. Alla fine del XVII secolo, i tavoli da scrittura erano un must: non solo erano utili per scrivere, ma il loro design impeccabile con cassetti nascosti era essenziale per gli studiosi che volevano tenere nascoste le proprie ricerche o per gli uomini d'affari che cercavano maggiore sicurezza per i propri documenti.
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Nell'America coloniale i produttori di mobili cominciarono a riprogettare la scrivania in una varietà di modi interessanti. Le gambe e i bordi squisitamente intagliati erano di gran moda. Oltre ad essere esteticamente eccezionali, le scrivanie realizzate in questo periodo erano un trionfo di design. Alcune erano dotate di piani che potevano essere rimossi, mentre altre avevano un design a ribalta.

Molto apprezzate furono le scrivanie formali realizzate dai francesi, che divennero a buon diritto i re dello scrittoio, progettando lo Scrittoio per Signora, il Bureau Plat, il Bureau Mazarin e lo scrittoio Tambour.
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Le scrivanie rappresentano un interessante modo per seguire l'evoluzione dei lavori e dei ruoli all'interno della società. Nell'Ottocento divenne famosa la Partners Desk, una grande scrivania progettata e costruita per due utenti che lavoravano insieme. Realizzato con legni di alta qualità come mogano, quercia o noce, questo mobile fu concepito per la prima volta nel Regno Unito e, oltre alla comodità, consentiva a ognuno dei soci (partners) o colleghi di tenere d'occhio l'altro.
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Alla fine del 1880 Anna Breadin brevettò un banco scolastico monoblocco, costruito con una sezione di tavolo fissata davanti a un sedile e a uno schienale in legno. Intorno allo stesso periodo e all'inizio del XX secolo si verificò un piccolo boom nella produzione di scrivanie, derivato da una diffusione del lavoro d'ufficio e furono introdotte scrivanie in acciaio in grado di resistere al peso e alle sollecitazioni delle macchine da scrivere.
Nel periodo Art Déco, le scrivanie erano realizzate in una varietà di materiali, tra cui metallo e lacca, con design minimalisti rifiniti con materiali moderni come la bachelite e il cromo.

La diffusione della scrivania è aumentata sensibilmente dopo la Seconda Guerra mondiale per via della diffusione del lavoro impiegatizio e della conseguente necessità di postazioni di lavoro negli uffici. I maestri del design della metà del XX secolo elevarono la scrivania a nuove e stravaganti altezze, modellandola con bordi curvi. I designer scandinavi hanno creato design naturali con il sontuoso legno Scandi, oppure hanno progettato pezzi ispirati alla rivoluzione industriale.

In anni più recenti sono nate le cosiddette standing desks (letteralmente "scrivanie in piedi"), che consentono di passare meno tempo seduti (evitando le conseguenze negative per la salute che derivano da tale posizione prolungata) e sono diventate una tendenza in voga soprattutto tra i giovani.
Oggi, nel bel mezzo di una rivoluzione tecnologica, solo il tempo ci dirà dove andrà a finire l'umile ma sempre utile scrivania.









