Artista poliedtrico, Gaetano Pesce è stato uno dei principali esponenti del design italiano in genere e del design radicale in particolare. La sua morte, avvenuta pochi giorni fa a New York dopo una lunga malattia, lascia un vuoto incolmabile nel mondo della cultura italiana e internazionale. Come leggiamo anche nel messaggio pubblicato il 4 aprile sul profilo Instagram ufficiale, nel corso di sei decenni Pesce ha rivoluzionato il mondo dell'arte, del design, dell'architettura e degli spazi liminali tra queste categorie. La sua inesauribile creatività ha trasformato semplici elementi di arredo in piccole opere d'arte, come nel caso del divano Sunset in New York, le cui forme ricordano i grattacieli newyorchesi, con il cuscino centrale dello schienale rappresentato da un ampio semicerchio in rosso fiammante che rappresenta il sole al tramonto.

Spesso Pesce ha anche realizzato opere dal forte significato simbolico. La sua iconica poltrona antropomorfa della serie UP soprannominata La Mamma, Big Mama e Donna ha una forma bulbosa e presenta anche un pouf a forma di palla. Con essa, l'artista voleva produrre qualcosa sulla condizione delle donne nel mondo. In quest'ottica, alcuni interpretano la poltrona come madre e il pouf come figlio. Il secondo elemento potrebbe tuttavia anche rappresentare una palla al piede, che suggerisce la prigione in cui la donna è costretta a vivere.

Fra i prodotti di design più singolari e innovativi realizzati da Pesce ricordiamo la Poltrona Feltri, un meraviglioso connubio di arte e utilità. La sua struttura è realizzata in feltro di lana spesso, un materiale flessibile, impregnato di resina termoindurente che gli conferisce una certa rigidità. Il risultato è un prodotto che si adatta al corpo in modo flessibile nella parte superiore, mentre rimane solido e stabile nella parte inferiore. Gaetano Pesce ha concepito questa poltrona come una sorta di cocoon, un rifugio primordiale che avvolge e protegge, al pari di un manto tribale.
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Pesce si è laureato in architettura presso l'Università di Venezia, sotto la guida di illustri mentori fra cui Carlo Scarpa. Tra le opere più celebri di Pesce in questo settore vi è l'Organic Building di Osaka, in Giappone, completato nel 1993. Si tratta di un innovativo edificio-giardino verticale con alcune simpatiche "tasche" sporgenti in cui sono ospitati vari tipi di piante irrigati tramite un sistema idrico computerizzato. Questa ingegnosa soluzione consente di posizionare giardini direttamente sugli edifici, ovviando alla mancanza di spazio in un luogo densamente popolato.
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Pesce è rinomato anche per la sua maestria nell'utilizzo di materiali innovativi: oltre a sperimentare con il poliuretano espanso, si è avvalso della resina, degli stampi e delle tecniche di fusione per creare una vasta gamma di oggetti, tra cui vasi, sedie e lampade. Ampliando i confini della creatività, ha prodotto opere che sfidano le convenzioni. Influenzato da rinomati vetrai di Murano, come Moretti, Vistosi e Venini, la sua stessa sperimentazione nella lavorazione del vetro ha portato a risultati sorprendenti.
Gaetano Pesce ci ha lasciati, ma la singolarità, la creatività e il messaggio speciale della sua arte lasciano un'eredità preziosissima, che continuerà a vivere per sempre.
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