La casa d'aste Wannenes scalda la nostra estate con elementi che rappresentano l’élite del Design industriale italiano e internazionale del XX secolo e la felice armonia tra forma e funzione.

Carlo Mollino è un artista totale, che ha fatto della propria esperienza artistica un viaggio verso il mistero dell’artificio creativo, affrontato con travolgente rigore e con un piacere per una complessità babelica e spesso irrazionale. Gli oggetti si piegano alla sua idea della forma, come possiamo notare nella splendida lampada a sospensione in ottone e alluminio verniciato del 1953 (stima 80.000 – 100.000 euro), anno in cui realizza a Brescia due sedie in legno di castagno massello con Ettore Canali (entrambe valutate 8.000 – 10.000 euro).

Max Ingrand, maestro vetraio e decoratore francese capace di realizzare veri e propri classici del design, lascia un segno indelebile nel decennio 1954-1964 quando ha la direzione artistica della Fontana Arte, e spiega il suo rapporto con la luce: “Un lampadario o un elemento luminoso deve rispondere a certe norme, deve adattarsi al volume dei locali che deve illuminare, deve far parte dello spirito stesso dell’architettura dei locali per diventarne parte integrante”. Un principio che si manifesta nella rara lampada a sospensione di Fontana Arte anni ‘50 mod. 1563A. “Dalia”, in ottone, fusione di bronzo, cristallo curvato e colorato, unica perché gli steli sono in quattro colori differenti (stima 19.000 – 22.000 euro).

Sperimentale e plastico il letto di Osvaldo Borsani del 1960 circa, in metallo smaltato vinilpelle e bronzo, con l’intervento d’artista dei giovani fratelli scultori Arnaldo e Giò Pomodoro sulla testata (stima 13.000 – 15.000 euro).

Gaetano Pesce è uno degli esponenti più importanti del design radicale e tra i fondatori del Gruppo N: attraverso le sue creazioni artistiche, architettoniche e di design, ha alimentato il dibattito su temi di grande rilevanza, tra i quali il sostegno della diversità degli individui (con la teorizzazione della serie diversificata di oggetti simili ma non identici) e la stimolazione sensoriale per mezzo di esperienze intorno o dentro agli oggetti (suono, odore, vista, tatto, ecc.). Postmoderno il divano modulare mod. “Tramonto a New York” del 1984 circa, in materiale plastico, legno e tessuto imbottito (stima 4.000 – 6.000 euro), dove il designer con vulcanica fantasia plasma la forma sullo skyline della Grande Mela.

Cinetico e ipnotico il pannello luminoso mod. “Programma” di Gianfranco Fini, in profilato e tessere in acciaio, metacrilato, prodotto da New Lamp nel 1970 circa (stima 6.000 – 8.000 euro), mentre il gruppo di lampade di Isamu Noguchi della serie Akari anni ‘60 in tondino di ferro, carta di gelso, marchio a inchiostro impresso, ci appaiono leggere e impalpabili come un soffio d’aria.

Il design per Ettore Sottsass è un magma dinamico di innumerevoli competenze tecniche, intellettuali e umane che producono oggetti, mobili, spazi abitativi che si compongono in maniera emotiva e giocosa, corale e ironica. I suoi mobili sono sculture, altari, monoliti che abitano lo spazio con un approccio tanto positivo e corale quanto sperimentale. Rifonda il senso di abitare lo spazio con la follia visionaria di un artista. Le sue forme e colori vivono in armoniche sproporzioni e i materiali sembrano vivere felici, tra metalli e legni colorati, pareti a tinte decise, quadri e righe, bianco e nero, in una ricerca che sfugge a effimere mode per cercare una sintesi che sia evocativa e trasgressiva insieme. Elegante nella sua moderna classicità è in questo caso la credenza mod. “MS. 120” in legno nobilitato lastronato in legno esotico, legno laccato, metallo verniciato, ottone, prodotta da Poltronova negli anni '50 che verrà presentata con una stima di 22.000 – 28.000 euro.

Gio Ponti in tutta la sua vicenda professionale come architetto e designer ha sempre anticipato i tempi. Il futuro è il tempo presente e ogni sua realizzazione, sia essa una casa, un vaso, un mobile o una lampada mantiene intatto nei decenni il suo potere di fascinazione perché in essa originalità, funzionalità, stile e gusto del tempo sono parti di un insieme indivisibile. Strettissimo fin dai suoi esordi il rapporto con la produzione. Anche in una lampada a plafone o da parete in ottone verniciato, vetro opalino satinato, prodotta da Arredoluce a Monza negli anni ’60, possiamo cogliere il costante estro che alimenta tutta sua eclettica e vastissima ricerca (stima 6.000 - 8.000 euro).
