Ingres e le pittrici della Rivoluzione

“Ingres e la vita artistica al tempo di Napoleone” è tra le mostre in corso a Palazzo Reale. Tra odalische, autoritratti e opere mitologiche si espongono inoltre i dipinti di alcune delle più rilevanti pittrici a lui contemporanee

Ingres e le pittrici della Rivoluzione

Inaugurata a Marzo 2019, la mostra di Ingres a Palazzo Reale a Milano si propone di mettere in luce la modernità della sua produzione artistica nel contesto culturale europeo tra il 1780 e il 1820. Questa modernità è definita “paradossale” dalla curatrice della mostra Florence Viguier: secondo lei infatti nel superamento del classicismo non vi è solo una esaltazione dell’eroismo e della bellezza maschile ma una particolare attenzione alle donne, le quali finalmente si ritagliano un ruolo nella scena artistica contemporanea: molte di loro infatti intraprendono la carriera artistica già prima della rivoluzione.

Tra di loro non sono celebri quanto meritano le “pittrici della rivoluzione”, donne piene di talento che dipingono come allieve di Jacques Louis. Scopriamole:

Julie Forestier

Julie è parigina, allieva di Jacques Louis David e fidanzata di Ingres. Nonostante a quel tempo non fosse consentito alle donne l’accesso agli studi accademici lei si fa presto notare e apprezzare, non solo come pittrice bensì anche come musicista: non di certo una passiva odalisca!
Julie e Ingres si conoscono nel giugno del 1806 ma quando lui parte per Roma a Settembre, l’impegno non sopravvive fino al suo ritorno in Francia: la lontananza logora il rapporto tra i due. Nelle lettere indirizzate a Julie tra l’ottobre 1806 e il febbraio 1807 Ingres non manca di lamentare più volte il silenzio della fidanzata e la rottura definitiva avviene nell’estate successiva. Ingres sposerà nel 1813 una giovane modista, mentre Julie Forestier resterà nubile. La sua sfortunata storia d’amore le ispirerà un piccolo romanzo, "Emma ou la fiancée".

Julie Forestier, Auoritratto di Ingres, 1807 via Wikimedia Commons
Julie Forestier, Auoritratto di Ingres, 1807 via Wikimedia Commons

Julie ha esposto cinque volte al Salon e tra le sue opere è celebre una copia di “Autoritratto di Ingres a 24 anni”.
L’opera che Palazzo Reale espone ora, si trova normalmente collocata nel Musèe Ingres a Montauban (la città che gli diede i natali): la chiusura per ristrutturazione ha reso possibile il generoso prestito.

Marie-Guillemine de Laville-Leroux

Figlia di un funzionario, si forma con Elisabeth Vigèe Le Brun ed entra insieme alla sorella nell’atelier di David nel 1786.
Conosce il poeta Charles-Albert Demoustier, il quale si ispirerà alla sua figura per delineare il personaggio di Emilie nelle sue “Lettres à Emilie sur la mythologie”. Espone per la prima volte al Salon del 1971 con una tela a tema mitologico. Nella stessa epoca realizza il dipinto “L’Innocenza tra la Virtù e il Vizio”, che sembra riflettere le sue convinzioni femministe, essendo il vizio rappresentato con aspetto maschile, al contrario di come dettava la tradizione.

Marie-Guillemine de Laville-Leroux, L’Innocenza tra la Virtù e il Vizio via Wikioo.org
Marie-Guillemine de Laville-Leroux, L’Innocenza tra la Virtù e il Vizio via Wikioo.org

Due anni dopo sposa il banchiere Benoist D’Angers e in questo periodo abbandona i soggetti classici per una pittura di genere, allontanandosi dalla scuola del maestro David ma esponendo sempre con successo. L’apice della sua carriera viene raggiunto con “Ritratto di negra”, realizzato sei anni dopo l’abolizione della schiavitù e successivamente acquistato dallo Stato. Al Salon del 1804 ottiene la medaglia d’oro e una pensione governativa e in questo periodo apre uno studio riservato alle sole donne. Realizza inoltre un obbiettivo che a cui molti pittori di quel periodo aspirano: ritrarre Napoleone.

Marie-Guillemine Benoist, Ritratto di negra, ora conosciuto come Ritratto di Madeleine, 1800, Musée du Louvre. Immagine via Wikiwand
Marie-Guillemine Benoist, Ritratto di negra, ora conosciuto come Ritratto di Madeleine, 1800, Musée du Louvre. Immagine via Wikiwand

Riceve infatti dall’Imperatore la commissione di un proprio ritratto e successivamente dipingerà anche Elisa e Paolina Bonaparte.
Quando il marito è nominato membro del consiglio di stato ella è costretta ad abbandonare la sua carriera, poiché la sua attività appare poco consona alla dignità delle funzioni del coniuge.

Constance-Marie Charpentier

Costance già da giovane età è iscritta ai corsi di disegno di Johann Georg Wille, i quali vengono abbandonati però dopo dieci anni di studi. Nello stesso anno in cui interrompe gli studi entra nell’atelier di Jacques-Louis David. Nel 1793 sposa Francois Charpentier e da questo momento inizia a firmare tutti i suoi lavori con il cognome del marito. Espone ai Salon scene sentimentali e ritratti di donne e bambini. Nel corso della sua carriera, espone circa trenta opere ai Salon, vincendo una medaglia d’oro e una d’argento.

Constance Marie Charpentier, Melancholie, 1810 foto via Enfilade
Constance Marie Charpentier, Melancholie, 1810 foto via Enfilade

A torto, alcune sue opere sono state attribuite a David, ma nonostante questo è considerata una delle migliori ritrattiste della sua epoca. Palazzo Reale ha esposto “Mèlancolie”, un olio su tela che rimanda al gruppo di donne del celebre“Giuramento degli Orazi”. Si tratta di una opera sensuale nella cornice perfetta della reclusione romantica.

La mostra è visitabile fino al 23 Giugno 2019! Tutte le informazioni sul sito di Palazzo Reale.

Articolo di Mariachiara Tagliabue

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