Due suggestivi titoli, “Design Italiano. Un altro sguardo” e “Jsa: tessuti d’arte, una collezione privata”, per due aste imperdibili che si terranno a Parigi. L’appuntamento è il 9 novembre 2021 nei prestigiosi spazi di rue du Faubourg Saint-Honoré alle ore 16.00 e 18.30.
Nel primo catalogo spiccano per elegante funzionalità la coppia di poltrone in frassino, ottone e paglia di Vienna di Gio Ponti e Angelo Crippa realizzate a Genova nel 1952 circa per le sale del transatlantico “Giulio Cesare” dalle 'Officine Allestimento e Riparazioni Navi' di Genova (lotto 35, stima 15.000 - 20.000 euro). Originalità, funzionalità, stile e gusto del tempo, sono parti di un insieme indivisibile della vicenda professionale di Gio Ponti, come architetto e designer, tasselli di un rapporto intimo e vitale con la ‘produzione’, come ebbe a dire fin dal 1933: “L’arte s’è innamorata dell’industria, quasi femminilmente e l’industria è entrata nel novero dei fenomeni intellettuali”.

Nel ricco catalogo si fa decisamente notare la libreria di Vittoriano Viganò realizzata in compensato industriale nel 1960 circa (lotto 134, stima 8.000 - 12.000 euro), che sviluppa l’idea dell’incastro come un modulo che produce varie forme, che vuole confermare una supremazia del progetto sul valore estetico e sulla funzionalità dell’oggetto.

Il fascino del servizio da tè composto da quattro elementi in argento, oro e legno progettati da David Palterer nel 1987 (lotto 150, stima 5.000 - 7.000 euro), è nel ribaltamento del razionalismo che si compie attraverso il piacere della citazione e dell’ironia che abbandona la forma e che rilegge in chiave zoomorfa la sintesi delle forme Jugendstil di Kolo Moser.

La libreria Totem di Cesare Augusto Nava (lotto 162, stima 6.000 - 9.000 euro), è la dimostrazione che la forza del design italiano nasce e si sviluppa in provincia. La Nave Arredamenti di Desio è una piccola impresa a tutto tondo dove Cesare insieme a un gruppo ristretto di collaboratori, progetta, realizza e vende oggetti contemporanei al loro tempo. Un ecosistema chiuso nel microcosmo dell’azienda aperta al mondo.
L’asta “Jsa: tessuti d’arte, una collezione privata” nasce dall’esigenza di creare una nuova e trasversale proposta di vendita che possa raccogliere nomi noti e meno noti della storia del design italiano del XX secolo, ma anche arredi creati ad hoc e oggetti unici che meritano un palcoscenico internazionale, come ad esempio una rara collezione di tessuti di artisti e designer come Ponti, Fontana Crippa e Dova, per buona parte realizzati da Manifattura Jsa di Busto Arsizio.

Nata nel 1949 per volontà di Luigi Grampa, si pone all’avanguardia del progresso tecnologico e produttivo in questo settore per una vocazione all’integrazione della ricerca artistica nella produzione con un confronto serrato, continuo, con le grandi correnti internazionali del design tessile, dai modelli nordici dell’Artek di Alvar Aalto e della Grantex di Arne Jacobsen agli esempi statunitensi di Charles e Ray Eames. Un’azienda che stampa nel 1955 un “Concetto Spaziale” di Lucio Fontana ma anche Giorgio Pavesi e Cecilia Mora, Marta Latis e Marianne Feldner e le tovaglie di Margherita Patocchi. Di questo raro e prezioso catalogo è giusto segnalare il tessuto a fiori rosa del 1960 Feuilles (lotto 200, stima 4.000 - 6.000 euro) di "Zakarias" (pseudonimo del fondatore Luigi Grampa).

Da non lasciarsi sfuggire assolutamente i due lotti ‘spazialisti’ del 1950 di Lucio Fontana: il primo è il tessuto serigrafato “Volo spaziale”, dal titolo unico nella produzione dell’artista (lotto 223, stima 5.000 - 7.000 euro).

Il secondo lotto spazialista del celebre artista si intitola “Galassia” e nella sua originale texture anticipa quella terza dimensione che pochi anni dopo lo porterà a tagliare la tela (lotto 224, stima 5.000 - 7.000 euro).
Una stagione unica e irripetibile della storia dell’arte tessile della seconda metà del XX secolo, raccontata attraverso una spettacolare collezione privata siciliana – che sicuramente attirerà l’attenzione di un pubblico esigente e preparato – che sarà presente alla prima asta firmata da Wannenes e PIASA.



