L'Art Nouveau, un arte nuova, la genesi di un nuovo stile che diede origine al moderno concetto di design e architettura: nel 1851, in occasione dell’Esposizione internazionale di Londra, John Ruskin condannò il livello qualitativo della produzione industriale, auspicando un ritorno all’artigianalità e alla lavorazione manuale. Ecco che sulla scia dei suggerimenti di Ruskin, nacquero - prima in Inghilterra, poi in Francia e nel resto d’Europa, diverse società di arti e mestieri con l’obiettivo della valorizzazione delle arti decorative.

In Francia, sebbene Parigi fosse a tutti gli effetti la capitale artistica del paese, l’Art Nouveau trovò il suo centro principale a Nancy, luogo di nascita e di lavoro di Émile Gallé, considerato tra i fondatori e i massimi esponenti della lavorazione del vetro artistico francese. Figlio di un noto produttore di maioliche, Gallé nacque nel 1846 e crebbe circondato dalle arti decorative. Appassionato di filosofia e botanica - che si ritrovano spesso nelle sue opere - si formò nell’ambiente familiare e viaggiò fin da ragazzo per tutta Europa, sempre in cerca di nuove tecniche e ispirazioni. Uno dei suoi maggiori interessi fu quello nei confronti del “Japonisme” e i motivi iconografici e stilistici ispirati al Sol Levante.

Tornò quindi in Francia, arricchito dalle numerose ricerche artistiche in Germania - dove si avvicinò alla tecnica del vetro soffiato, in Italia - dove scoprì l’arte medievale e in Inghilterra - patria dell’Art & Crafts. Iniziò così a realizzare le sue prime decorazioni a smalto su vetro, per poi rilevare nel 1877 la fabbrica del padre. Le opere di Gallé presero forma tra sperimentazione e tradizione e il maestro introdusse nuove tecniche e particolari decorazioni, come strofe di poesie di Baudelaire, Rimbaud e Mallarmé (celebri collezionisti delle sue opere), smalti a intarsi e vetri al cammeo. Nel 1878, Émile Gallé fu premiato con il Grand Prix alla prestigiosa Esposizione Internazionale di Parigi.

La vetreria artistica Gallé contò, al culmine del successo, quasi trecento artigiani impiegati nella lavorazione del vetro, che, sotto la supervisione di Émile, realizzarono alcuni degli oggetti in vetro più belli del XIX secolo, impiegando le tecniche più innovative del tempo: verres clair-de-lune, émaux-bijoux, cristaux marquetés, patinés e brochés.

Gli oggetti creati dal laboratorio Gallé sono considerati tutt’oggi delle vere e proprie opere d’arte e, oltre alla produzione di vetri artistici e ceramiche, l’azienda di Nancy si dedicò alla produzione di mobili di pregio ed ebanisteria. Durante gli ultimi anni del XIX secolo, attorno a Gallé si radunò una vera e propria scuola e insieme ad altri maestri vetrai - Antonin Daum, Louis Majorelle, Victor Prouvé ed Eugène Vallin - fondò, nel 1901, l’École de Nancy, considerata la punta di diamante dell’Art Nouveau in Francia.

Considerato un umanista per il grande valore artistico che portò nella società dell'epoca e per il suo impegno nei confronti della classe operaia, Gallé morì prematuramente nel 1904, a causa di una leucemia. Il ruolo di guida della Scuola di Nancy fu quindi preso da Victor Prouvé sino al 1909, anno dell'ultima mostra del gruppo all'Exposition Internationale de l'Est de la France.

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